Stanno crescendo di numero, in modo insostenibile, e sono sempre più di difficile assorbimento, perchè alla crisi si somma un grosso cambiamento del modo di lavorare: sempre meno addetti sempre più qualificati. Essere cassintegrati comporta una grossa crisi psicologica, cui certo non si rimedia con qualche corteo in prefettura. E le conseguenze di queste crisi si riflettono anche sui costi della sanità.
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L’ Italia è un paese di continue emergenze franose e alluvionali, anche perchè sul nostro ristretto territorio abitabile siamo in troppi, e quasi tutti i nuclei familiari hanno due case (penso agli immigrati in città e al nord ) Ma ci sono anche i comuni che a forza di tagli non ce la fanno più a far fronte all’assistenza domiciliare agli anziani, agli scuolabus ecc.
Allora, perchè non stimolare l’inventiva degli enti locali, che anzichè perdersi in corporative e burocratiche recriminazioni ( le circoscrizioni contro i comuni cittadini, i comuni contro le regioni, le regioni contro lo stato, tutti quanti contro la UE) pensino a organizzare l’esercito dei “provvisoriamente “ ma purtroppo definitivamente, senza lavoro, dando una dignità sociale al loro salario, prima che venga contestato da quelli che non possono averlo?

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