La riapertura dopo 79 anni del Mausoleo dell’Imperatore più famoso al mondo, è un flop e finisce allagato e al buio. Pensiero di tutti e titoli di molti: Italia incapace di celebrare anche i suoi miti.
Se gli americani avessero gli Uffizi? O improvvisamente avessero disponibilità di paesaggio Chianti? O la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna? Immaginate quanti parchi a tema e ribalte mondiali organizzerebbero! Noi abbiamo anche il tesoro di Augusto, la sua storia e il suo mausoleo, e invece di valorizzarlo proprio nel bimillenario della morte, lo allaghiamo. Succede a Roma, nel giorno esatto, durante le celebrazioni. La riapertura dopo 79 anni del Mausoleo dell’Imperatore più famoso al mondo, è un flop e finisce allagato e al buio. Pensiero di tutti e titoli di molti: Italia incapace di celebrare anche i suoi miti. Pensate se gli americani avessero Augusto Imperatore, quanti parchi e quanti mausolei?!. Due o tre segnali degli ultimi giorni ci stanno dicendo che non riusciamo a valorizzare i nostri musei, le nostre città, il nostro tesoro diffuso fatto di mare, monti, torri, castelli, scavi e strade, panorami e paesaggi. Nei giorni dei musei aperti gratis del Ferragosto una delle Gallerie più famose al mondo, gli Uffizi di Firenze, invece di incrementare gli accessi ha registrato una diminuzione di visitatori. A Venezia tra calli e campielli sostituiscono i locali e insegne storiche con catene internazionali di fast food e bugigattoli di western trasfer money. A Mantova, una delle capitali del Rinascimento, la riapertura della celeberrima Camera degli Sposi di Andrea Mantegna non è stata accompagnata da iniziative e dal botto che poteva innescare. Abbiamo aree protette e angoli palustri tra Pomposa e Ravenna che fanno invidia alla Camargue e non riusciamo a far arrivare in zona più di quelle poche migliaia di coraggiosi amanti di ricerche ambientali e cavalcate in bicicletta. Quest’anno il turismo balneare accuserà un colpo duro anche per effetto della diminuzione dei giorni di sole e di caldo: è l’estate tropicale bellezza. E con tutto quel patrimonio che abbiamo non siamo in grado di dare una alternativa alla nuvola sull’ombrellone. Il ministro Franceschini sa bene quanto patrimonio potremmo esibire al mondo oltre ai soliti dieci o venti monumenti e siti, ponti e castelli, che inondano le cartoline internazionali. Anche qui non basta un proclama o un progetto, occorre ritrovare una vera politica per l’industria del turismo italiano, frantumata in anni di leggerezza e approssimazione, in mille rivoli regionali e provinciali. Le idee possono venire anche da un borgo, ma la politica deve’essere dello Stato che ha visione internazionale. Possono anche inventarsi a Rimini la Notte della Piadina sul Ponte di Tiberio, ma se nello stesso tempo c’è una mostra su Tiberio, le architetture e le strade nascoste (pura fantasia) si farebbe sistema. Sappiamo quasi tutto del Palio di Siena e qualche giorno prima si corre il Palio di Fermo che, parola mia, è una festa popolare molto radicata e innervata. Basterebbe accompagnare in una visione organica la massa infinita di iniziative e feste che ogni borgo d’Italia produce per far passare come ombra leggera l’incidente di Augusto inondato. Povero imperatore! Non ditegli che la sua Roma non è nemmeno tra le prime dieci città ideali al mondo. Anzi nell’ultima classifica di città europee ce ne sono solo due: Vienna ed Helsinki, le altre sono tutte australiane o americane. Ah, se gli australiano avessero un Imperatore Augusto?!

Lascia un commento