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Squilibri commerciali ed equilibri di potere

di Angelo Giubileo | 13 Luglio 2014

In un articolo de Il Sole 24 Ore di sabato, a firma di Beniamino Quintieri, è stata diffuso il risultato di una stima della Fondazione Masi, su dati Eurostat,relativa agli odierni saldi commerciali delle diverse aree del commercio mondiale. In particolare, i paesi dell’Eurozona registrerebbero un avanzo, sia rispetto ai paesi dell’intera area extra-euro, per un importo stimato pari a 201,08 miliardi di euro, che degli USA, in misura stimata pari a 125,44 miliardi di euro. Gli USA registrerebbero un disavanzo anche nei confronti dell’area extra-euro, ben maggiore, stimato pari a 563,28 miliardi di euro. Per un disavanzo complessivo dell’economia statunitense, stimato quindi pari a 688,72 miliardi di euro. Ed è anche così che i tempi cambiano.

Settant’anni fa, dal 1° al 12 luglio 1944, ebbe luogo, nell’omonima località, la famosa Conferenza di Bretton Woods, che sancì una serie di accordi tra 44 paesi membri della comunità internazionale di allora, ed in particolare l’adozione in politica monetaria di un regime di cambi fissi delle diverse monete nazionali rispetto al dollaro statunitense. Questo sistema è rimasto in vigore fino agli inizi degli anni Settanta. Fino a quando cioè il sistema monetario di parità fissa dei cambi non è servito più a riflettere, potrebbe infatti essere questo il termine più appropriato, il disequilibrio reale delle relazioni, politiche ed economiche, esistenti tra stati.

Il dato generale di sintesi – che quasi alla fine del secondo conflitto mondiale subito emerse ed emerge ora per allora, anche in relazione all’attuale fase di crisi dei mercati internazionali – è dato dalla misura del potere sia politico che economico, oggi soprattutto politico, che gli Stati Uniti erano e sono ancora in grado di esercitare oggi in un ambito globale. Che si avvale tuttora degli allora costituendi organismi, frutto cioè di quegli accordi, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale.

Quasi unanimemente, si è sostenuto e si sostiene ancora oggi che gli Accordi di Bretton Woods furono stipulati a vantaggio comunque degli USA, in conseguenza si ammette del rifiuto da parte degli stessi di adottare, su espressa richiesta degli inglesi, un sistema monetario in cui anche la sterlina facesse, oltre al dollaro statunitense, da moneta cosiddetta di riserva. A motivo si dice del fatto, brillantemente sintetizzato da Lord Hamilton a Keynes, che gli americani avessero i soldi. Anche se, proprio su questo punto, ci si permette molto umilmente di aggiungere: non solo che avessero i soldi, ma  che intendessero anche in effetti acquisire nell’area e mantenere sull’area il potere del cosiddetto equilibrio (dell’area). Un equilibrio che è sempre stato frutto delle scelte, diverse ma sempre parallele, di investimento e di sviluppo tra il potere della sovranità degli USA e la sovranità separata e viceversa quasi mai condivisa di ognuno dei governi dei paesi membri della NATO. In modo che l’equilibrio della diversa parità delle monete rispetto al dollaro statunitense, e quindi i diversi equilibri di cambio sanciti, esprimesse in concreto, anche con il passare del tempo, piuttosto la misura del disequilibrio reale dei rapporti di potere tra gli USA ed i diversi paesi, ciascuno per proprio conto, del cosiddetto Patto Atlantico.

A metà degli anni Settanta, nasceva quindi una nuova fase di globalizzazione, che vede tuttora protagonista una nuova grande area commerciale, che è questa appunto nostra, dell’euro. Noi italiani, troppo spesso sembriamo dimenticarcene. Ed è perciò un bene che i dati comparativi, in Europa e nel mondo, continuamente ce lo rammentino. Per evitare infatti che, poi, sempre maggiori ce lo rinfaccino. E il caro prezzo del salvataggio (dal debito) continui così ad aumentare.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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