
Non sono un politico, come sapete, sono un architetto, uno studioso, uno scrittore.
Perché dunque mi sono candidato? Per la speranza di cambiamento innescata da Matteo Renzi, per il bisogno di sostenere la sua scommessa per rinnovare l’Italia. Pur riconoscendo alcune ombre nel suo lavoro, sono consapevole che se Matteo fallisce, falliscono l’Italia e la credibilità del Paese. Siamo all’ultima spiaggia.
Ma mi sono candidato soprattutto Firenze, la nostra città, perché ci sono tante cose che non vanno, da cambiare e da proporre. E lo si può fare solo dall’interno della maggioranza, perché l’opposizione non ha i numeri per farlo e, spesso, neppure l’interesse. Ho fiducia in Dario Nardella perché è una persona preparata e seria e sono certo che sarà un ottimo sindaco.
Così ecco cosa cerco per Firenze.
La nuova amministrazione è chiamata a grandi scelte, fra le quali l’approvazione del Regolamento Urbanistico che sostituirà l’attuale Piano Regolatore. Abbiamo accettato un Piano Strutturale a volumi zero, perché ci era stato promesso nuovo slancio per il recupero edilizio. Questo nuovo Regolamento Urbanistico, velleitario e pasticciato, rende invece impossibile anche il recupero, dando così il colpo di grazia all’edilizia che pure è il volano di ogni ripresa economica. Dobbiamo dunque cambiarne diverse parti e toglierne divieti anacronistici, per rendere più snella l’attività edilizia, per facilitare un’effettiva riqualificazione e recupero degli edifici e delle aree pubbliche.
Firenze deve costruire una nuova immagine nelle periferie, che sia adeguata a quella prestigiosa del centro storico. Non devono esserci luoghi di serie A e di serie B. Coordinando e indirizzando correttamente gli interventi privati è possibile ottenere tutto questo a costo zero.
Dobbiamo realizzare parcheggi di servizio. E’ stato detto no a quello di piazza del Carmine; bene, al suo posto proporrò un parcheggio interrato sotto piazza Tasso, perché sarebbe un intervento fattibile senza alterazioni dell’ambiente. Ma parcheggi indispensabili sono da fare anche da altre parti, per esempio per la chiesa e cimitero di San Felice a Ema.
Stanno partendo i lavori per le linee 2 e 3 della tramvia. Che andranno ad aggiungersi a quelli per l’Alta Velocità. Si rischia così il blocco di tutta la zona, nevralgica per il traffico, dalla Fortezza fino a Ponte alle Mosse. Credo indispensabile rimandare il cantiere della linea 3 a dopo il G8 del 2017, quando la linea 2 sarà completata.
Operiamo per migliorare il decoro della città, dalle pavimentazioni delle strade, alla manutenzione delle aree verdi, alle facciate delle case. Non possiamo accettare interventi grossolani e spesso privi di sensibilità.
Operiamo per dare una casa ai giovani, per dar loro un lavoro ed una speranza.
Operiamo per un’accoglienza solidale, che garantisca la sicurezza dei cittadini.
Riqualifichiamo il turismo, proponendo itinerari nuovi ed allungando la durata e la qualità dei soggiorni. Dotiamo la città di servizi igienici pubblici per gli ospiti.
Sosteniamo l’artigiano ed il piccolo commerciante; non permettiamo che la grande distribuzione faccia sparire i nostri negozi, aiutiamoli a specializzarsi trovando un ruolo che i supermercati non possano occupare, perché senza di loro è il tessuto sociale della città che se ne va. Possiamo anche lanciare campagne pubblicitarie per far riscoprire la convenienza e la socialità dei negozi di vicinato.
Difendiamo le nostre antiche e prestigiose istituzioni culturali, le nostre accademie, i nostri teatri, le nostre case editrici, le nostre librerie. Diciamo basta ai soldi pubblici disseminati a pioggia come una cascata di briciole, concentriamo le poche risorse su progetti di grande respiro e visibilità, che rilancino l’immagine di Firenze e diano una boccata di ossigeno al mondo prezioso della cultura.
Ma non possiamo occuparci solo degli aspetti economici e quotidiani. Dobbiamo curare e valorizzare anche l’anima della città, perché Firenze ha un’anima grande. E’ la culla dell’Umanesimo e, come intuì La Pira, deve tornare ad essere la Casa dei diritti dell’uomo, della pace fra i popoli, del dialogo fra le religioni. Possiamo così rilanciarne il ruolo nel mondo, approfittando della visibilità che le attribuisce l’avere un Presidente del Consiglio fiorentino. Illuminiamo l’anima di Firenze. Istituiamo un premio biennale per gli operatori della pace, dell’accoglienza e del dialogo. Sarà il nostro prestigioso piccolo Nobel. Lo consegneremo nella basilica di San Miniato al Monte, questa cittadella dello Spirito che dall’alto del colle irradia la bellezza celeste sulla città e sul mondo intero.
Renzo Manetti architetto e scrittore
E’ Architetto e scrittore.
E’ Accademico Ordinario nell’Accademia delle Arti del Disegno.
Fa parte del comitato di redazione della rivista “Il Governo delle Idee”.
Ha fatto parte di numerose commissioni consultive, fra le quali la C.R.T.A. della Regione Toscana, Sezione Urbanistica e Beni Ambientali, la commissione edilizia e la commissione urbanistica di Firenze. Attualmente è membro della Commissione per il Paesaggio del comune di Firenze.
Ha progettato numerosi edifici pubblici e privati, fra i quali le sedi CISL di Firenze.
Ha redatto numerosi piani urbanistici in Toscana.
E’ autore di oltre 160 pubblicazioni, numerose delle quali sui problemi urbanistici e culturali di Firenze. Ha scritto 15 libri su temi di storia dell’arte, simboli ed iconologia.
Notizie biografiche e sull’attività nei siti www.renzomanetti.com e www.forma-atelier.com.

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