• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Occhi aperti su Sorgenia

di Giorgio Aimetti | 9 Marzo 2014

Sorgenia, società elettrica del gruppo Cir-De Benedetti, è esposta per quasi due miliardi di euro. Le banche che hanno prestato i soldi sono in fibrillazione. Tutti premono sul Governo.

sorgeniaMentre la politica ufficiale litiga e dibatte su legge elettorale e riforme costituzionali, la politica ufficiosa, con banche e mondo degli affari, sta cercando una soluzione per la vicenda di Sorgenia e di altri operatori privati del mercato elettrico.

Sorgenia è una società elettrica che fa parte del gruppo Cir-De Benedetti, oggi gestito dal figlio dell’Ingegnere. Fra gli operatori privati è quello più grande. A metà degli anni ’90 ha aperto alcune nuove centrali a gas. Solo che proprio ad iniziare da quegli anni si sono verificati in Italia alcuni fatti, boom delle energie rinnovabili, crollo del prezzo del carbone, crisi economica, che hanno fatto diminuire in modo consistente la domanda di energia prodotta con il gas. L’investimento fatto da Sorgenia e da altri non è stato più remunerativo. Oggi Sorgenia è con l’acqua alla gola. Il suo debito, soprattutto con le banche, prima fra queste il Monte dei Paschi ma a seguire ci sono anche Intesa ed Unicredit, sfiora i 2 miliardi di euro. Da qui la richiesta avanzata allo Stato di aumentare in modo consistente quello che viene chiamato capacity payment , vale a dire la remunerazione che le imprese del settore ricevono non per quanto producono ma per il fatto di essere pronte a produrre nel caso che questo serva. Un sistema nazionale di energia elettrica ha sempre una capacità produttiva maggiore di quella che serve comunemente. La ragione è che, non essendo determinabile a priori la quantità di energia che serve, il sistema deve essere sempre pronto a coprire gli eventuali picchi.  Oggi però, considerando la crisi, l’assorbimento prioritario della corrente prodotta con le rinnovabili e il minor costo delle centrali a  carbone,  si verifica non solo che la quantità di offerta di energia è di molto superiore alla domanda ma anche che l’energia derivante dal gas, essendo l’ultima ad essere acquistata dal sistema, resta per lo più inutilizzata. La quota di capacity payment in vigore non è più sufficiente. I produttori privati, Sorgenia in testa per il fatto che è la più indebitata, vorrebbero che fosse quadruplicata, da 150 a 600 milioni di euro all’anno. Come dire: noi abbiamo sbagliato l’investimento, ma voi dovete pagare. Ovviamente anche le banche che hanno prestato i soldi premono perché Sorgenia sia salvata. L’ultima parola spetta al governo.

Non è certamente vero,  ci sono state smentite in tal senso ad una ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, ma tutta la vicenda giustificherebbe ad abundantiam l’interessamento dell’Ing. De Benedetti, che per altro non ha cariche nella società, alla composizione del governo Renzi. Anche perché in passato alcune operazioni dell’Ingegnere hanno suscitato più di una  polemica, per la sua evidente vicinanza alla politica. Nel 1985, con Prodi presidente dell’Iri, fu stipulato un accordo per la vendita della SME a De Benedetti ad un prezzo giudicato eccessivamente basso tanto che il preliminare d’accordo fu successivamente annullato. Dopo tre anni la vendita fu fatta ad un prezzo quattro volte superiore, da poco meno di 500 miliardi ad oltre 2000. Nel 1994 il governo Ciampi, il giorno prima di rassegnare le dimissioni, assegnò a De Benedetti la seconda licenza per la telefonia mobile ad un prezzo di 750 miliardi pagabili in 14 anni. Dopo poco tempo il tutto fu rivenduto ai tedeschi per 14mila miliardi. Indubbiamente il senso degli affari non manca all’Ingegnere. Oggi la vicenda Sorgenia. Per ora l’unico che ha gridato allo scandalo è stato Grillo.

Non sarà male tenere gli occhi aperti, anche al di là del perimetro dei 5 stelle, non solo per salvaguardare i conti nostri e quelli dello Stato ma soprattutto per capire se in Italia c’è un governo Renzi o un Renzi-De Benedetti.

Pubblicato in : EditorialeTag: caro alzeglio ciampi

Info Giorgio Aimetti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti