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Questa volta non l’ha detto… ma per Squinzi questa finanziaria è “una boiata pazzesca”

di Cesare Mannucci | 21 Ottobre 2013

Non è piaciuta la timida proposta partorita dal governo di Enrico Letta. E il mister Magoo di viale dell’Astronomia, al limite della gaffe istituzionale, ha detto ancora una volta ciò che pensa lui e la maggior parte degli imprenditori italiani.

giorgiosquinziAncora una volta non ha guardato in faccia nessuno e senza preoccuparsi troppo del bon ton istituzionale ha detto piatto piatto quello che pensa anche se questa volta il riferimento a Fantozzi non c’è stato ovvero che la legge di stabilità “è una boiata pazzesca”. Il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi non le ha mandate a dire al governo delle larghe intese le proprie considerazioni sulla nuova Finanziaria 2014. Non è piaciuta la timida proposta partorita dal governo di Enrico Letta per rilanciare il sistema Italia e la sua economia giunta ormai al settimo anno di recessione. E il mister Magoo di viale dell’Astronomia, al limite della gaffe istituzionale, ha detto ancora una volta ciò che pensa lui e la maggior parte degli imprenditori italiani.  “La classe politica – ha avvertito il leader degli industriali – deve avere più coraggio per modificare uno status quo dal quale se il Paese non esce si avvia inevitabilmente verso il baratro”.  Con un pesante affondo sulla spending rewiew Squinzi ha ribadito (in modo chiaro per chi lo conosce ormai da vent’anni) il proprio pensiero sulla pubblica amministrazione, sugli sprechi e sui paradossi infernali che si annidano nella nostra borbonica se non bizantina burocrazia.  “In modo particolare – ha proseguito l’amministratore unico di Mapei a margine del meeting dei giovani di Confindustria – vorrei dire che le risorse si potevano trovare. Nella legge di stabilità non c’è alcuna mossa in questa direzione. Si poteva intervenire con una spending review seria sulla pubblica amministrazione, che spende 850 miliardi l’anno. E come abbiamo fatto in tutte le nostre imprese, in questi tempi difficili, credo che programmare un taglio dell’1 o 2% dei costi fosse assolutamente possibile e avrebbe voluto dire recuperare risorse per 20-25 miliardi. Certo, abbiamo bisogno di un Governo autorevole e affidabile che al limite possa andare anche in Europa a rinegoziare il fiscal compact. Credo che questo sia molto importante”. E come poteva essere diversamente per un imprenditore che orgogliosamente del made in Italy ha fatto il cavallo di battaglia del suo successo internazionale ottenuto con un corpo a corpo durato con la pubblica amministrazione italiana per un oltre un decennio. Nei due lustri impiegati nell’hinterland milanese per realizzare la seconda linea produttiva del suo principale stabilimento Squinzi non ha ceduto al ricatto della richiesta di tangenti della classe politica locale e regionale, ha combattuto con Aziende sanitarie locali, uffici provinciali e regionali per ottenere 40 autorizzazioni che dessero il via libera ai cantieri, mentre nello stesso tempo nel mondo ha aperto (in alcuni casi in soli 40 giorni) una decina di stabilimenti gemelli a quello realizzato 30 anni prima da suo padre a Robbiano di Mediglia. Da mesi su queste colonne ci stiamo impegnando in una battaglia solitaria contro l’inutilità e i danni che “produce” la nostra paralizzante burocrazia che in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo non ci possiamo davvero più permettere. Ma incredibilmente queste considerazioni sembrano sfuggire all’intero arco istitituzionale rappresentato nei due rami del Parlamento. Una proposta di riforma in tal senso ce la saremmo aspettata almeno dal Movimento cinque stelle ma invece ad oltre sei mesi dall’ultima tornata elettorale l’unico dato che si registra è il silenzio assoluto.  E allora ha ragione Giorgio Squinzi a sferrare l’affondo senza mezze misure e parole vellutate di circostanza.  “Tante porcherie, quante porcate, ma “il nostro Paese non merita questo destino – incalza il leader degli industriali che parla anche del rischio di un peggioramento della Legge di stabilità nel’iter parlamentare -. Molti dubbi li abbiamo, rischiamo interventi a pioggia, un pateracchio indescrivibile”. Ma se il grido d’allarme lanciato da uno dei pochi imprenditori che dallo Stato non ha mai avuto sovvenzioni e aiuti ma al contrario danni e azioni di taglieggiamento che vede un Paese che affonda inesorabilmente lo lasciamo cadere inascoltato non scandalizziamoci troppo se ci sono regioni dove negli ospedali una siringa costa dieci volte rispetto ad un’altra.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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