Una fetta consistente dei nostri concittadini è fatta di donne e uomini che non esiterebbero ad alzare i patiboli prima ancora di celebrare processi. Le intimidazioni a Luciano Violante e Ilda Boccassini denotano quanto diffusi siano questi umori vili e canaglieschi.

Parliamo, lo avete già capito, di Luciano Violante e Ilda Boccassini. Il primo è stato violentemente, irriguardosamente e vigliaccamente contestato dal suo popolo, addirittura ridotto alle lacrime, la seconda sbeffeggiata da ex amici e avversari per avere esposto concetti al limite dell’ovvio, in tema di garanzie per qualsiasi cittadino e necessità che i magistrati non travalichino dal loro ruolo e tantomeno strumentalizzino la toga a fini politici.
Sbagliato sarebbe liquidare i due episodi con facili battute tratte dal repertorio della presunta saggezza popolare: “chi semina vento raccoglie tempesta”, “mal voluto non è mai troppo”, “chi la fa l’aspetti”, etc.
Meglio, anche se doloroso, è riflettere su quanto il nostro sia diventato un Paese incarognito e feroce. Altro che “Italiani brava gente”! Una fetta consistente dei nostri concittadini è fatta di donne e uomini che non esiterebbero ad alzare i patiboli prima ancora di celebrare processi. Addirittura non consentirebbero neppure, dipendesse da loro, che gli imputati possano difendersi con tutte le garanzie di un qualsiasi stato di diritto.
Certo, a creare questo clima, Violante e Boccassini ci hanno messo del loro. E, secondo il sempre attualissimo ammonimento di Pietro Nenni, da puri che più puri non si può, hanno trovato sulla loro strada altri più puri che li stanno epurando.
Ma il problema, ora, non sono loro, ai quali deve comunque essere garantito il diritto di esprimersi senza subire le intimidazioni e le violenze degli spiriti vili e canaglieschi. Il problema è un Paese nel quale ciò avviene tra l’indifferenza generale e che sta ancora una volta dando il peggio di se.
Oggi affermare le garanzie ed i principi dello Stato di diritto significa esporsi all’accusa di difendere Berlusconi (quasi che farlo fosse un delitto). Ed a lanciare le accuse, in prima fila, sono assai spesso persone ed esponenti che con Berlusconi hanno militato.
Il groviglio è inestricabile: il PD non riesce a tenere una posizione che non sia di acritico sostegno alle tesi più retrograde per paura di essere scavalcato, dopo avere più volte utilizzato a proprio vantaggio l’ondata giustizialista contro gli avversari politici. Il PDL continua a non essere in grado di manifestare idee forti per una riforma della Giustizia per i cittadini, costi quello che costi.
Altri (Grillo e frammenti di una sinistra estrema che oscilla tra il ridicolo ed il vergognoso) si limitano ad assecondare gli umori malpancisti.
Purtroppo abbiamo partiti non solo screditati, ma anche paurosi. Non sono capaci di posizioni non diciamo impopolari, ma nemmeno tali da incontrare flebili dissensi da parte della gente.
Lo sbrindellato bipolarismo che ci hanno imposto e le leggi elettorali maggioritarie non aiutano perché spingono verso il populismo più sfrenato gli attuali protagonisti politici.
Ci fu un tempo nel quale leaders di piccoli e gloriosi partiti, il liberale Einaudi, il socialdemocratico Saragat, il repubblicano La Malfa, legittimavano la loro presenza in parlamento ed anche nelle assemblee locali, levando alta e forte la loro voce quando le scelte si facevano difficili: per l’Occidente ed il Patto Atlantico, per l’Europa, per il libero mercato, per lo Stato Laico, per il Divorzio, per la legalizzazione dell’Aborto, etc.
DC e PCI, partiti complessi e vasti, erano spesso paralizzati dalle loro contraddizioni interne.
Ci fossero stati oggi, ne siamo sicuri, avrebbero difeso Violante e la Boccassini pur non condividendo molto del loro pensiero. Perché, bene o male, sono stati e sono servitori dello Stato per gli incarichi ricoperti e per il lavoro svolto. E gli Einaudi, Saragat, La Malfa (e tanti altri), con i loro piccoli ed orgogliosi partiti, all’Italia volevano veramente bene. Ed ancora di più amavano la libertà di tutti.

Caro Nicola, se questo paese non la smette presto di farsi abbindolare da notizie create ad arte per far perdere di vista i veri problemi che affliggono la sua popolazione- vedi le 10 regoledella Manipolazione Mentale di Noam Chomsky- causati dagli stessi personaggi, il futuro rischia di essere privo di speranza. Mi auguro di essere in errore
I “partiti complessi e vasti ” non esistono più …restano solo personaggi che ,organizzati in segreterie , mirano solo a crearsi imperi di potere , prebende personali ,sacche di interessi utilizzabili personalmente . Con simili orientamenti ,sai come si potrebbero interessare delle sorti del popolo bue ?
Certo, a creare questo clima, Violante e Bocassini, ci hanno messo del loro.
Come sei delicato, caro Cariglia, con questi due pessimi arnesi! Sicuramente non andrai a votare per sostenere i referendum di Pannella.
Caro Nicola, condivido quanto scrivi soprattutto che DC e PCI avrebbero difeso Violante e la Boccassini pur non condividendo molto del loro pensiero.
Ma Ti scriverò per Pensalibero un articolo che tocca un’altro aspetto che è parente di quella ovvietà che menzioni. Un caro saluto. Gino
…poi sono arrivati i Giuliano Amato…che vuole (a suo modo) molto bene all’Italia, girando (a comodo suo) la testa dall’altra parte: il socialista Amato!
E’ confortante sapere che esistono ancora persone come te. (e non è lecchinaggio!)