L’Italia senza una azione rivoluzionaria di dignità popolare, farà la fine inesorabile di ogni Regno delle Due Sicilie della storia.

Dopo il 1861, gli ulteriori fortunati beneficiari di quel colpo di stato bello e buono (gli indebitatissimi Savoia) si preoccuparono subito di spogliare Napoli delle sue ricchezze e di costruire la favoletta dell’unità d’Italia e del meridione povero e sottosviluppato.Un regno solido e al livello dei paesi più moderni d’Europa invece, la cui rendita di stato era quotata al 120% alla borsa di Parigi.
Un po’ di dati, così vediamo quanto sia vera o meno la “storia” che ci hanno insegnato.
Marina mercantile (la seconda d’Europa) 12.000 navi nel 1859.
Marina da guerra (la terza d’Europa) 120 navi da guerra e 8500 effettivi.
Esercito (il più numeroso d’Italia) 70.000 effettivi, 20.000 di leva, 40.000 riservisti.
P.I.L. (calcolato sugli anni 1847-59) 2.620.860.700 lire. Piemonte (stesso periodo) 1.610.322.220.
Riserve auree 1860, 445.200.000 lire oro (tutta l’Italia unita 1861: 670.400.000).
Debito pubblico (1859) 16,54% del P.I.L. (Piemonte 73,86%).
Disavanzo statale (1847-59) 134.341.099 lire. Piemonte (stesso periodo) 495.908.317.
Debito pro-capite (1847-59) 59,03 lire. Piemonte, 261,86.
Addetti all’industria 1.600.000 (51% di tutta l’Italia).
Più grandi complessi industriali italiani (Pietrarsa, Mongiana e Ferdinandea).
Maggiore industria navalmeccanica italiana (Napoli e Castellammare).
Primo sistema pensionistico italiano (ritenuta del 2% sugli stipendi, 1813).
Prima nave a vapore dell’Europa continentale (1818).
Primo transatlantico italiano (“Sicilia” 1854) che collegava Palermo a New York.
Primo stabilimento a riconoscere i diritti sindacali d’Italia, con particolari condizioni per le lavoratrici che potevano usufruire anche di asili nido aziendali (seterie di S.Leucio 1789).
Più alto numero di medici per abitante (1 ogni 960 ca.).
Primo ponte sospeso in ferro d’Italia (sul Garigliano 1832).
Prima ferrovia d’Italia (Napoli-Portici 1839).
Prima galleria ferroviaria del mondo (traforo del passo dell’Orco, 1858).
Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale (Napoli-Gaeta 1858).
Prima rete di fari lenticolari d’europa (1841).
Primo osservatorio astronomico d’Italia (Capodimonte, Napoli 1819).
Prima cattedra universitaria di Economia Politica al mondo (Napoli 1754).
Primo osservatorio sismologico mondiale (Vesuviano, 1841).
Primo teatro lirico d’Europa (S.Carlo di Napoli 1737).
Più alto numero di studenti universitari d’Italia (9.000 su 16.000 complessivi).
Ora questi numeri sono abbastanza di facile lettura anche per chi non è propriamente un economista. E sono sicuramente in grado di fornire un quadro della realtà che non ammette particolari interpretazioni.
La Francia e l’Inghilterra ebbero interesse a corrompere gli alti ufficiali dell’esercito e della marina borbonica, offrendo loro soldi e vantaggi invece di una possibile guerra, per sbarazzarsi del concorrente più temibile del Mediterraneo. Infatti ne possiamo rintracciare la successiva carriera nel futuro Regno d’Italia, come nel caso ad esempio dell’ammiraglio Giovanni Vacca. I Savoia dall’altro lato ebbero a disposizione le cospicue ricchezze del defunto regno borbonico per costruire un nuovo regno che nasceva su due fragili pilastri: la menzogna storica, e la debolezza di una casa regnante come si è ampiamente disvelata nel corso dei decenni successivi.
I diritti sulle miniere di zolfo (il petrolio dell’800) ritornarono nelle mani di inglesi e francesi, dopo il fallito tentativo dei Borbone di “nazionalizzarne” lo sfruttamento. Una delle cause principali, probabilmente, della loro prematura fine.
La stessa cosa si è ripetuta in Italia nel 1992. Una falsa rivoluzione che ha mascherato un golpe che aveva l’obiettivo di aggredire la sovranità nazionale e spogliare il nostro paese delle sue ricchezze.
Ho scritto già molte cose sull’argomento ma per i più giovani ricordo giusto alcuni dati.
L’Italia possedeva prima di “tangentopoli” il 73% del sistema bancario e la quasi totalità di comparti fondamentali per l’economia di qualsiasi paese: l’energia, i trasporti, le telecomunicazioni, le infrastrutture, l’industria metalmeccanica pesante, l’industria petrolchimica.
Riflettiamo sempre e andiamo oltre le cortine fumogene che i nemici delle democrazie e degli stati sovrani mettono in atto per confondere i popoli e per far credere che gli oppressori siano i loro salvatori.
L’Italia senza una azione rivoluzionaria di dignità popolare, farà la fine inesorabile di ogni Regno delle Due Sicilie della storia.

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