Una dozzina di supergenerali e ammiragli e’ stata posta sotto inchiesta dal Parlamento americano per il fatto che negli ultimi anni stanno crescendo gli assalti sessuali ai danni delle donne soldato.

Le accuse mosse dalle senatrici del Congresso agli imbarazzati topgun, abituati a maneggiare migliaia di uomini e armamenti sui teatri di guerra ma incapaci di nuotare nelle infide acque della politica, mettono in evidenza l’eterno problema che agita da sempre le menti e le coscienze di chi organizza eserciti.
Senza risalire ai secoli in cui la prima preda delle armate erano le donne (a cominciare dal ratto delle Sabine), basta riferirsi alla seconda guerra mondiale ed alla scia di stupri che le truppe marocchine hanno lasciato in Italia, proseguendo la tradizione secolare di “Mamma, li turchi”.
Ricordo quanto riferitomi da un ufficiale italiano che accenno’ al fatto che in Africa orientale i comandi ogni tanto importavano un certo numero di prostitute. Venivano allestite delle camerate dove i militari in paziente attesa e con i pantaloni calati attendevano il loro turno.
Le navi ospedale adibite all’alleggerimento della tensione morale e fisica delle truppe di vari eserciti ne erano e forse sono una realta’.;
Purtroppo lo scorso anno sono stati denunciati 26mila casi di sexual harrassment (che include barzellette, allusioni oscene, palpeggiamenti) sino ad arrivare a circa 3700 assalti sessuali denunciati.
I grandi generali e ammiragli sono stati grigliati dai membri del Congresso per avere considerato con bonomia queste situazioni. Senza parlare di quegli alti ufficiali che a loro volta venivano coinvolti in episodi di aggressione sessuale.
La bomba erotica e’ sempre con la miccia accesa negli eserciti.

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