Il buco nero della memoria spiega un paio di comportamenti che altrimenti meriterebbero l’intervento immediato della neurodeliri a cercare di placare le tendenze all’autolesionismo

In primo luogo: venti anni fa, una parte della classe politica (non dimentichiamolo mai, una parte, l’altra fu salvata) venne spazzata via dagli eccessi di una ondata “moralizzatrice”. Eppure, dopo due decenni, la “nuova” classe politica succeduta a quella mandata a casa e in galera, è riuscita ad indignare la gente ancora di più con i suoi eccessi, con i privilegi e le ruberie. Politici smemorati, indubbiamente. Ma smemorati anche gli elettori, molti dei quali si sono fatti incantare a demagoghi e tribuni, alcuni bravi, altri improvvisati. Sono elettori che dimenticano che la classe politica contro la quale si scagliano oggi, è fatta in gran parte dai tribuni e dai demagoghi che fomentavano l’ondata moralistica di ieri. E cadono nello stesso errore di venti anni fa. Il “mitico” Batman-Fiorito dello scandalo alla regione Lazio aveva tirato le monetine a Craxi nel corso della triste canagliata dell’Hotel Raphael di Roma. Vedremo presto cosa sapranno fare i moralisti un tanto al chilo di oggi sul piano etico. I pasticci politici, invece, sono già sotto i nostri occhi.
In secondo luogo: è in atto una discussione sulla “fondamentale” questione delle commissioni parlamentari (se possano o meno insediarsi indipendentemente dalla formazione del governo e dal delinearsi di maggioranza e opposizione/i. Più in generale, si fa strada (soprattutto nel Movimento 5 Stelle, ma non solo) l’idea di un parlamento che legifera “a prescindere” dalla presenza di un governo nel pieno delle sue funzioni.
E’ un altro patente caso di obnubilazione della mente. L’esperienza e la dottrina sulla nostra Costituzione ci suggeriscono, piuttosto, che il nostro problema principale è il funzionamento dei governi, non quello del parlamento. Certo: ci sono questioni da rivedere, e molte, nei regolamenti parlamentari. E, prima ancora, c’è la questione del superamento del paralizzante bicameralismo “perfetto”. E bisogna pure ammettere che negli ultimi dieci, quindici anni, la Camere sono state mortificate dall’abuso della decretazione. Ma tutto questo ha a vedere con il concetto più ampio di “governo”. Non si può certo dire che deputati e senatori siano stati di manica stretta riguardo a legislazione, sindacato ispettivo (interrogazioni e interpellanze) indagini parlamentari e tutto ciò che caratterizza in tutto il mondo l’attività parlamentare. Eppure, di questo si vorrebbe parlare, mentre a un mese e mezzo dalle elezioni ancora non sappiamo se la legislatura riuscirà ad esprimere un governo, fosse solo per condurci a nuove elezioni.
Purtroppo questa “amnesia” non riguarda solo Grillo e i suoi che, dalla formazione del governo, si sono chiamati fuori. Riguarda anche PD e PDL che continuano nei loro minuetti, come se il tempo nella crisi attuale fosse una variabile indipendente, al pari del salario ai tempi del mitico ’68 e dell’altrettanto mitico “autunno caldo”. Soprattutto il PD sembra paralizzato dalla prospettiva di perdere voti in caso di accordo o semplice sommatoria di voti col PDL. Ma sono proprio sicuri Bersani e i “giovani turchi” che non ne perderebbero alleandosi con Grillo o, semplicemente, stando fermi e negando al paese quel governo di cui c’è urgente bisogno?

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