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Stanno lavorando tutti per Renzi

di Raimondo Magnini | 17 Marzo 2013

ùUna qualche logica è possibile trovarla nella condotta di Bersani. Dove invece una logica, almeno una logica costruttiva, proprio non c’è, è nel comportamento del Pdl.

xl43-matteo-renzi-120623145324_medium.jpg.pagespeed.ic.zv-OWeSKphUna tattica suicida? A prima vista si direbbe proprio di si. Bersani continua ad insistere per avere il sostegno di Grillo, Grillo continua a dire di no. Anche un bambino capirebbe che ha ragione Grillo. Il Movimento 5 Stelle ha preso i voti essenzialmente per una cosa: mandare tutti a casa. E ora, una volta avuto il consenso per realizzare quel programma, cosa dovrebbero fare i 162 (centosessantadue) parlamentari grillini? Appoggiare Bersani, uno dei più classici prodotti della vecchia scuola comunista? Lo scopo di Grillo e dei suoi elettori è quello di sparigliare le carte e per farlo non può certo dare il sostegno ad un governo di minoranza, con una delle più classiche e vetuste manovre da Prima Repubblica. Eppure Bersani insiste. Anche lui sa che non farà mai il governo ma tiene il punto essenzialmente per due motivi. Rimandare il più possibile, in attesa di un miracolo, il momento in cui non facendo il Governo sarebbe costretto a passare la mano a Renzi, con tutto quello che questo implica sul piano dell’identità del PD, e avvicinarsi il più possibile all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Napolitano non potrebbe più dispiegare la sua azione per convincere i democratici a dialogare con il Pdl e questi potrebbero eleggere il nuovo inquilino del Colle con Grillo e Monti, isolando il centrodestra. Poi per il governo si vedrà. Una qualche logica, più o meno condivisibile, è possibile quindi trovarla nella condotta di Bersani. Dove invece una logica, almeno una logica costruttiva, proprio non c’è, è nel comportamento del Pdl. Sono state fatte le elezioni stringendo un patto con la Lega in funzione anti-accordo con il PD e su una posizione molto critica verso l’Europa. Ora ad urne aperte si sostiene una grande intesa che non potrebbe che essere perfettamente in linea con la politica europea. La verità è che il Pdl sta andando a sbattere. La richiesta di elezioni anticipate è fatta esclusivamente per guadagnare tempo nella speranza di un nuovo miracolo berlusconiano. Ma è estremamente difficile che il Cav. sia in grado di fare ancora dei miracoli. La tattica del rinvio applicata ai suoi processi ha creato un ingorgo difficile da sciogliere. Stanno per arrivare condanne che impiomberanno le ali del Cavaliere. Le proteste, anche clamorose, del partito, sono propaganda fine a se stessa. Non possono sfociare in fatti politici. Napolitano, nell’incontro che ha avuto con la delegazione del Pdl, l’ha fatto capire con grande chiarezza. La verità, anche se è spiacevole dirlo, è che per sopravvivere il Pdl dovrebbe “uccidere il padre”: Ma abituato com’è a dipendere da Berlusconi anche questa scelta potrebbe non portare a niente, anzi forse potrebbe accelerare la fine.

Una cosa sola è certa. Tutti stanno lavorando per Renzi. Nonostante alcuni errori tattici, il sindaco di Firenze potrebbe avere davvero la strada spianata. Se, in caso di elezioni anticipate, fosse il candidato premier del centrosinistra potrebbe portare il suo schieramento alla vittoria, svuotando nel contempo il movimento di Grillo. Per questo centrodestra la soddisfazione di un record mondiale ineguagliabile: avere dilapidato in 20 anni un immenso patrimonio elettorale. In fondo un risultato giusto, visti gli uomini che erano stati scelti ad amministrarlo.

Pubblicato in : Editoriale

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