Sono state vere condanne a morte la fine di Giudici famosi, di Sindacalisti, di Giornalisti. Sono a rischio di morte anche i politici, i Sindaci e quelli che difendono la democrazia.

Eppure l’Italia è nell’elenco dei 63 Paesi che hanno abolito la pena di morte per ogni crimine. Ci sono 91 Paesi in cui vige ancora la pena di morte.
Sarebbe da ingenui o da sprovveduti credere o, peggio, affermare che in Italia non ci sia, di fatto, la pena di morte. In Italia non s’è riusciti a scardinare l’usura, causa di tanti suicidi o pazzie inguaribili perché sono quei cittadini che non sono riusciti a venir fuori dalla rete omicida degli usurai.
L’Ente pubblico che non riuscendo a pagare le ditte che hanno fatto lavori per parecchi soldi in vecchie lire o euro causa i fallimenti, i disoccupati e i suicidi.
Le tasse pazze senza un criterio selettivo di applicazione secondo le norme costituzionali sono cause d’impazzimento dei cittadini insolvibili.
C’è chi è sottoposto a verifica del DNA politico, che stabilisce la scarsa professionalità per il posto di lavoro riservato già ai figli, ai nipoti, ai generi, alle nuore e alle amiche più intime dei Ministri, dei Segretari di Partito, delle alte cariche istituzionali. Infine c’è anche la Magistratura quando un PM si convince, per sue valutazioni, che sta salvando lo Stato chiedendo il carcere per l’imputato apparso un criminale delinquente che spesso per disperazione si uccide in carcere.
Sono state vere condanne a morte la fine di Giudici famosi, di Sindacalisti, di Giornalisti. Sono a rischio di morte anche i politici, i Sindaci e quelli che difendono la democrazia.
In Italia il clima che provocò l’uccisione di Matteotti, dei fratelli Rosselli non è scomparso del tutto. La morte di Craxi non è stata per cause naturali o per vecchiaia. E’ stata provocata dalla persecuzione politica effettuata da poteri forti interni e da Paesi esteri.
Il caso Craxi si sta ripetendo con Berlusconi. Stesso scenario politico.
Divergenze interne e ingerenze straniere, come la Germania che ha commissariato l’Italia con il Prof. Mario Monti nominato dal Capo dello Stato Senatore a vita e Capo del Governo di Tecnici che avrebbe dovuto salvare gli italiani dalla crisi economica e poi affidare al PD il governo del Paese.
Le cose sono andate diversamente dai buoni propositi sia di Monti, sia del Capo dello Stato Napolitano e perché no anche della Merkel.
La situazione attuale è a un passo da una guerra civile che giustificherà la morte annunciata di tanti giovani, di tanti cittadini che avrebbero desiderato uno Stato libero, civile e profondamente democratico.

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