Non ha voluto modificare ‘stili di vita’ assolutamente inaccettabili.

Solo i ciechi – ma ai vertici dei grandi partiti a quel che pare ce ne sono parecchi – potevano non vedere quel che si stava preparando e che sarebbe scaturito dalle urne. Di pari passo con la graduale avanzata della crisi economica e della conseguente crescita delle difficoltà nella vita di milioni di italiani, è montata infatti la critica alla classe politica per la sua insistenza nel rimanere legata a comportamenti e “stili di vita” assolutamente inaccettabili. Occorre ricordare ? Per anni si sono visti molti politici infeudarsi alle cariche pubbliche, non per utilizzarle in favore del popolo, ma per accrescere il proprio potere e garantirsi sproporzionati trattamenti economici. Consigli di amministrazione sono stati trasformati in strumenti per un ladrocinio sempre più partecipato, Enti e altro, che si sarebbero dovuti amministrare con scrupolo e intelligenza, sono stati avviati al fallimento.
A questo si è aggiunta la conferma dell’esproprio di un diritto che la Costituzione assegna agli elettori, ma che è stato attribuito alla esclusiva disponibilità dei leader dei partiti, sicché l’esercizio del voto si è trasformato sempre più in una farsa, con la consegna all’elettore di una sola possibilità: fare o meno una croce su un simbolo di lista e poi apprendere della elezione di candidati “pre-destinati” e spesso paracadutati.
C’è stata in verità la possibilità di restituire agli elettori il mal tolto, ma – come tutti ricordiamo – la discussione tra i partiti che si è svolta nei mesi scorsi sulle proposte di riforma s’è trasformata in una farsa, visto che in realtà non si voleva cambiare il porcellum.
Volendo poi conservare privilegi sedimentatisi negli anni, indennità e liquidazioni da nababbi, (quella spettante ai non rieletti è cosa assolutamente indigeribile!), i parlamentari hanno dato uno spettacolo veramente miserevole, nel momento in cui milioni di famiglie soffrivano per l’aggravarsi della crisi, i licenziamenti sempre più frequenti e numerosi, la cassa integrazione, gli esodati, ecc. ecc.
Superando la dimensione iniziale ancora contenuta per l’attesa, le critiche si sono via via irrobustite e precisate fino a tradursi in richiesta chiara e netta di leggi atte a ridurre i costi della politica, a combattere la corruzione, a modificare la legge elettorale. La crisi economica, la mancanza di lavoro per chi già l’aveva e di ogni speranza di averlo per i giovani, il bisogno sempre più diffuso e la disperazione di milioni di famiglie costrette a rinunziare a tutto, mentre “la casta” insisteva nel non voler rinunziare a nulla, hanno fatto sì che la rabbia della gente raggiungesse livelli esplosivi.
Di qui le piazze straordinariamente piene di gente arrabbiata, il successo strepitoso di Grillo denunziatore e fustigatore, pericoloso sotto ogni aspetto, anche in prospettiva, la “vittoria mutilata” del centro sinistra.
Di qui la rimonta di Berlusconi, veramente straordinaria (bisogna riconoscerlo) in gran parte frutto della spregiudicatezza dell’uomo (arcinota e più volte sperimentata), della facilità con cui molti italiani dimenticano il passato anche recente, e del potente richiamo esercitato sui tanti da promesse di condoni, sgravi fiscali ecc.
Rimediare ora al mal fatto è impresa molto difficile. Richiede grande abilità, saggezza, spirito di sacrificio. E che Dio ce la mandi buona.

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