Altre due chiacchiere con Vittorio Mazzoni della Stella. Difficoltà per le aziende toscane e umbre. E a Siena vengono al pettine altri nodi: comune, ASL, aeroporto, Università.

“Sappiamo bene chi sono i carnefici – attacca Mazzoni – ma pensiamo alle vittime: i risparmiatori, gli azionisti che hanno bruciato i loro risparmi, le imprese che vedono negata l’erogazione del credito di cui hanno assolutamente bisogno. Di loro, le nostre imprese sono scarsissimamente capitalizzate.”
Ma a Siena non è solo il Monte in condizioni critiche. Tutti i cardini della vita cittadina versano in condizioni problematiche. E i nodi sono venuti al pettine in sconcertante sincronismo. E’ notizia di queste ore che i sindaci revisori dell’Università hanno diffuso una nota con la quale “il collegio auspica che il MIUR definisca i criteri per il dissesto finanziario e quindi possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura, prima che la situazione degeneri ulteriormente. C’è poi l’ASL, sulla quale è aperta un’indagine per un buco di 10 milioni di euro. E ancora: il 13 marzo si terrà l’udienza preliminare per i presunti illeciti che riguardano l’aeroporto di Ampugnano e una gara per la sua privatizzazione: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 14 indagati, fra i quali l’ex presidente di MPS, Giuseppe Mussari. Infine, la crisi del Comune con il bilancio in dissesto e commissariato.
Sarcastico il commento di Vittorio: “ciò che unisce queste vicende è davvero un filo rouge. E’ una catastrofe epocale che colpisce un gruppo dirigente e un partito egemone da sempre in tutta la provincia.”
Non è proprio il caso di tirare in ballo le antiche rivalità dei campanili toscani che non di rado hanno portato a godere, vicendevolmente, delle disgrazie altrui. “Sarebbe pura follia. Pregherei tutti di andare a verificare i bollettini della Banca d’Italia in modo da realizzare rapidamente quanto la vicenda Monte dei Paschi metta nei guai almeno due regioni intere: la Toscana e l’Umbria. Qui, l’incidenza del credito erogato dal gruppo MPS alle imprese è del 45%. Ed è un dato riscontrato da una indagine dell’antitrust nel sospetto che fosse stata superata la soglia del 50% e che si fosse determinata una posizione dominante .Gli effetti disastrosi dell’esaurirsi della fonte di credito rappresentata dal Monte già si avvertono. E, inoltre, i 31.000 dipendenti non sono tutti senesi, così come non lo sono i risparmiatori e gli azionisti.”
Come avevo avvertito nel precedente articolo, con Vittorio Mazzoni della Stella sono legato da una antica amicizia nata sui banchi del liceo. Per questo la nostra è una chiacchierata in libertà, non una intervista. Ma una domanda, secca, mi sento in dovere di fargliela, per evitare di sembrare, entrambi, elusivi: quanto hanno contato, da 1 a10, nelle vicende MPS, massoneria e Opus Dei? “A esagerare lo 0,5%. Lo vedo anch’io che ci sono tentativi di buttare palloni in tribuna o in calcio d’angolo perché la partita si è messa male. Ma le decisioni sono tutte riconducibili ad una sola parte politica, il PD. Il centrodestra senese è sempre stato appiattito. I suoi esponenti, quando cooptati, sono stati messi come tante civette in cima al trespolo per dare il senso di una maggiore democrazia e partecipazione. E, soprattutto, dovevano avere il beneplacito del PD se non addirittura essere scelti. E questo, invece di togliere, aggiunge responsabilità. Ho avuto a lungo, rilevanti incarichi nel governo cittadino e della Banca. Sento il dovere di avvertire che tutti questi nodi venuti al pettine, MPS, Comune, Università, sanità, non si sciolgono occultando i problemi. Sento odore di benaltrismo resuscitato per l’occasione, di rimpallo di responsabilità tra Banca, Fondazione, Provincia, Comune. O tra management e politica. Altri ancora suggeriscono che basterebbe sculacciare i 200 mila abitanti della provincia senese che per anni avrebbero goduto della dissipazione del patrimonio della Fondazione e della Banca. Sono tutte balle, rappresentazioni di comodo”.
Lo penso anch’io. E poiché siamo in piena campagna elettorale per le politiche, che a Siena sarà seguita da una ancor più accesa campagna per il rinnovo del consiglio comunale, penso anche che balle e rappresentazioni di comodo ci accompagneranno per molto tempo.

Magistratura,informazione,scuola,cultura………..banche.Il disegno il solito: egmonia,egemonia,egemonia di stalinista memoria.
Banca 121,Antonveneta,MDP,e non scordiamoci la telefonata di Consorte a Fassino:”Abbiamo una banca” con riferimento a BNL.
E come se non bastasse diamo un’occhiata alle “banchine” toscane,portate tutte in “in dote” dai “margheritini”.
Patetico Bersani quando pronuncia :”lI SBRANIAMO” RIEFERNDOSI A vERDINI,ALLE VICENDE DELLA “BANCJINA” DI cAMPI,OGGI NELLA GALASSIA “ROSSO-BIANCA”.Bersani confonde un piccolissimo “gozzo” con la Costa Concordia. Un grazie a Vittorio per la lucidità di analisi e per le sue accorate preoccupazioni per la sua gente ,per le aziende della sua gente,per le famiglie tutte.Un grandissimo socialista che tale è rimasto.A Vittorio un grandissimo abbraccio ed un grazie a te Nicola per le belle pagine che Pensalibero ci regala.