Come spiegare altrimenti l’infinita, profonda ed affatto poetica tristezza del manifesto di Bersani, con quello sfondo grigio Polacchia che pare riassumere le cinquanta sfumature del partito?

E’ il ritratto sconsolante e veritiero di una Italia immiserita, povera di idee prima ancora che di contanti, ridotta ai minimi termini da una disastrosa catena di scelte sbagliate, ripetutamente perpetrate, che oggi nessuno sembra avere la forza di spezzare. E non è un caso che in questa campagna elettorale il grande assente sia il sorriso, come se nessuno avesse il coraggio, la forza o forse anche solo l’incoscienza di sfoderarne uno, nemmeno per la solita sfida dei manifesti, oggi estesa alla Rete ed ai profili sui Social Network, che un tempo pareva una gara per la miglior dentatura ed oggi pare un concorso per il più deprimente epitaffio.
Come spiegare altrimenti l’infinita, profonda ed affatto poetica tristezza del manifesto del Pd, con quello sfondo grigio Polacchia che pare riassumere le cinquanta sfumature del partito in una indistinta nebulosa che circonda la faccia di Bersani, e promette nient’altro che un lugubre, spento oblio? Lo sguardo depresso di chi sa già di aver fallito, l’espressione mesta come una profezia di sciagura, Bersani pare sul punto di congedarsi dai più, invece di apprestarsi, forse, a governarli, ed innesca un curioso effetto acustico per cui, come lo guardi, ti pare di sentire in sottofondo una canzone: con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così, che abbiamo noi quando ascoltiamo Vendola.
Vien da chiedersi a cosa si siano ispirati i presunti esperti di comunicazione che hanno pensato e realizzato un simile manifesto – nel migliore dei casi, e proprio volendo esser buoni, possiamo immaginare che volessero trasmettere un’idea di solida sobrietà. E invece gli è uscita una sorta di fenomenologia della sfiga cronica, tanto da porre delle ragionevoli ipotesi sulle cause di tanta depressione:
– a) Bersani è stato fotografato subito dopo aver beccato pieno il rosso alla prova del redditometro. Non aveva dichiarato un allevamento abusivo di tacchini sul tetto di casa sua.
– b) Bersani è stato colto in un momento di comprensibile sgomento dopo aver letto l’intervista che il fratello gemello di Fassina ha rilasciato al Financial Times, ed aver scoperto così che al Pd è toccato in dote il fratello sbagliato.
– c) Bersani è stato sorpreso all’uscita da un incontro in cui Vendola ha tentato di spiegargli che se i ricchi invece di andare all’inferno espatriano, la patrimoniale si può applicare direttamente al check in degli aeroporti, come tassa di uscita sulle persone fisiche altrimenti detta ricatto – o riscatto, non si è capito bene dato il lieve difetto di pronuncia di Nichi, da qui la faccia attonita del Segretario.
– d) Bersani è stato immortalato subito dopo aver ricevuto una affettuosa telefonata di Occhetto che con grande generosità gli ha messo a disposizione la cura a suo tempo seguita per curarsi dalla sindrome di Pirro, altrimenti nota come “azz, abbiamo perso anche stavolta, ma se gridiamo che la colpa è di Berlusconi non se ne accorge nessuno”.
– e) Bersani è stato. Punto. E qui tristemente lo commemoriamo.
P.s. Qualunque di queste ipotesi risulti quella giusta, il risultato non cambia, la faccia da redditometro nemmeno. Dunque Pd sta per Partito depresso – a prescindere.

E’ un quadro sconsolante, senza speranza, da qualunque parte lo si guardi, anche da lontano. Per questo la mia decisione del non voto come italiano all’estero è presa e irrevocabile, non ha senso andare a votare per foraggiare questa massa di bugiardi, ipocriti, pataccari, che hanno come unico scopo di garantirsi un futuro e di spartirsi il bottino. Pur non andando a votare saro’ lieto che la protesta del non voto sia assai elevata, e se voto deve essere, qualsiasi voto che si allontani dall’ombra vaticana è un voto utile, perché ripeto senza stancarmi, i problemi dell’Italia nascono dalla sottomissione di tutta la classe politica a un potere religioso, e se non si scardina questo sistema (in mancanza di un Obama) tutto il resto non ripartirà mai. Una simpatia per Grillo esiste, e gli auguro di portar via tanti voti a quelli sopra citati (come non condividere la sua opinione chiara e netta su Monte Paschi Siena e banca d’Italia?!?).
Monti tenta la via perdente della terza via che qui in Francia ha miseramente fallito, ma l’Italia essendo indietro di almeno 20 anni dalla Francia deve ancora capirlo, Bayrou (il “Monti” francese) è passato da una percentuale onorevole a una disfatta alle ultime elezioni, e questo avverrà anche per il Monti baciapile, esattamente come qui , avrà un rigurgito di voti democristiani (i piu’ duri a morire) che impedirà ai governi di durare, poi si estinguerà da solo. Berlusconi e i suoi salti tripli sfidano qualsiasi pudore, neanche un mentecatto potrebbe piu’ credergli (e saranno quasi il 20%, dunque fate i calcoli dei mentecatti in circolo…) si estinguerà per motivi anagrafici, ma prima dovrà ancora darci esempio del suo inesauribile narcisismo. Bersani, poerello, parla come fanno i pensionati al circolo Arci, ma insomma, meglio di Monti e dell’armata Brancaleone del centro-destra. Un quadro desolante che non merita di fare neppure un metro per spostarsi a dare il proprio voto.
L’ipocrisia di Bersani sul Monte de’ Paschi scaraventa il pacioso emiliano nel girone dei falsari impresentabili tra le risate di Renzi, mentre a Davos Monti è ricoverato per enfiatura linguale, e Napolitano a Torino fa la trombetta per Agnelli, un ” colosso ” dell’imprenditoria italiana tenuta in piedi dallo Stato. Intanto il vecchio Berlusconi gongola perché dopo venti anni, il vero nuovo che per sua insulsaggine non si realizzerà mai, è ancora lui. La democrazia può morire anche perché è necessario che muoia, poi con altra scena, altri attori e altre generazioni ritornerà.
Mi sembra ci sia un equivoco…anche senza D’Alema ,Bersani evidentemente ride sotto i baffi ! Guardate bene…non può essere soddisfatto di avere dietro Vendola ,per cui pensa a preparaci qualche brutta sorpresa !