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Lettera aperta al Governo riguardo al voto italiano presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in favore di uno Stato Palestinese

di Redazione Pensalibero.it | 9 Dicembre 2012

Intendiamo esprimere viva preoccupazione e stupore per la decisione italiana di votare a favore della dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese all’Assemblea Generale dell’ONU del 29 novembre scorso.

Uno fra i motivi centrali che suscitano il nostro disappunto è l’atteggiamento di Palazzo Chigi nei confronti del Parlamento nel prendere tale decisione: il Parlamento non è stato consultato nel compiere una scelta che ha cambiato radicalmente la linea della nostra politica estera. Infatti, nel corso di questa legislatura, per mezzo di molti atti pubblici, il nostro Paese ha dimostrato profonda amicizia e sostegno nei confronti dello Stato d’Israele confermati, tra l’altro, dal fatto stesso che, nel luglio del 2011, i nostri rappre! sentanti all’ONU presero una posizione che collocava l’Italia interamente sul fronte opposto a quello odierno di fronte a una identica decisione, ovvero di fronte a una richiesta di riconoscimento unilaterale del Presidente Abu Mazen già l’anno scorso.

Questo Parlamento, pur restando sempre un riferimento per i moderati palestinesi, ha espresso in numerevoli occasioni la propria comprensione per le esigenze di sicurezza di Israele e al problema della sua insistente delegittimazione in primis proprio alle Nazioni Unite. Il nostro Parlamento ha bocciato con voto unanime la partecipazione alla Conferenza contro il Razzismo, cosiddetta “Durban 2”, la conferenza razzista dell’ONU contro Israele; ha avviato i lavori di un’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo, dalla quale sono emersi i dati che legano l’aumento dell’antisemitismo alla critica delegittimante dello Stato di Israele; nel nostro Parlamento è attiva un’Associazione di Amicizia Italia-Israele composta da oltre 250 membri recatasi più volte in visita in Israele e nel sud del Paese per portare la propria solidarietà alla popolazione colpita dai missili provenienti da Gaza. Nel luglio scorso il nostro Parlamento, l’unico in Europa, si è raccolto in un minu! to di silenzio per gli atleti israeliani vittime della strage di Monaco del ‘72 nel quarantesimo anniversario dell’attentato. Lo scorso novembre davanti alla Camera dei Deputati si è tenuta una grande manifestazione a sostegno del diritto di difesa di Israele in cui sono intervenute tutte le parti politiche e i presidenti delle due Camere, così come accadde anche nel gennaio 2009.

Palazzo Chigi ha affermato in un comunicato che la sua decisione “è parte integrante dell’impegno del Governo italiano volto a rilanciare il Processo di Pace con l’obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento”. Si tratta di una valutazione politica del tutto soggettiva. Questo voto infatti oblitera la trattativa che può portare alla pace e non la promuove allontanando le prospettive di pace, oblitera anche i precedenti accordi siglati dalle parti – che escludono ogni forma di azione! unilaterale, come ribadito in numerosi comunicati del Quartetto – e sostituisce ogni processo negoziale con un gesto di ingiustificabile preferenza verso una delle parti mentre Israele vive una situazione di particolare pericolo legata alla minaccia iraniana e alle incerte ‘Primavere Arabe’.

Se si crede nella soluzione “due Stati per due popoli” come afferma il governo, occorre aiutare le due parti non a distanziarsi, ma a sedersi l’uno di fronte all’altro, ciascuno con senso di responsabilità  verso il proprio popolo ma anche verso l’interlocutore. Abu Mazen – il cui discorso all’ONU ha avuto toni estremistici nei confronti di Israele – con questa votazione è stato sollevato da ogni impegno negoziale, non ha dovuto riconoscere sedendosi al tavolo la legittimità dello Stato ebraico che invece il presidente Monti ha detto di ritenere fatto essenziale, non si è impegnato in nessun modo contro il terrorismo parte significativa della storia dell’OLP.

E’ noto a tutti che la parte palestinese è divisa in due correnti, di cui una è Hamas, organizzazione terroristica definita tale anche dall’Unione Europea. Pensiamo che l’intento di conferire ad Abu Mazen, tramite la votazione dell’Assemblea Generale, la popolarità perduta a favore di Hamas, no! n si è convertita a un atteggiamento più moderato del leader di Fatah che anzi ha espresso una posizione radicale proprio perché ha utilizzato questa occasione non per affermare una posizione più costruttiva ma per rilanciare la linea politica della sua organizzazione; egli infatti ha ricevuto un largo consenso senza una parola di condanna per Hamas, né ha accettato di sedersi con il Premier Netanyahu, gesto da lui rifiutato  persino nel periodo della moratoria di 10 mesi sulle costruzioni negli insediamenti nel 2009.

Resta difficile capire le motivazioni di una scelta da parte del Governo italiano di totale discontinuità con la linea tenuta dal nostro Paese negli ultimi anni. Ci asteniamo tuttavia da atti formali nella prospettiva della relazione del Governo in sede di Commissione Esteri che sarà tenuta nei prossimi giorni. Speriamo allora di comprendere meglio le ragioni di un gesto che desta stupore e disappunto profondi.

Fabrizio Cicchitto, Fiamma Nirenstein, Pietro Laffranco, Abelli Giancarlo, Abrignani Ignazio, Alfano Angelino, Aracri Francesco, Aracu Sabatino, Barani Lucio, Belcastro Elio Vittorio, Bellotti Luca, Berardi Amato, Bergamini Deborah, Bernini Bovicelli Anna Maria, Berruti Massimo Maria, Bianconi Maurizio, Biasotti Sandro, Boniver Margherita, Brancher Aldo, Brunetta Renato, Calderisi Giouseppe, Cannella Pietro, Carfagna Mara, Casero Luigi, Castiello Giuseppina, Catanoso Francesco, Cazzola Giuliano, Ceccacci Rubino Fiorella, Centemero Elena, Ceroni Remigio, Ciccioli Carlo, Cirielli Edmondo, Colucci Francesco, Crolla Simone Andrea, Crosetto Guido, D’Alessandro Luca, De Cammillis Sabrina, De Corato Riccardo, De Luca Francesco, Dell’Elce Giovanni, Di Canio Abbrescia Simenone, Di Caterina Marcello, Di Centa Manuela, Dima Giovanni, Farina Renato, Fontana Gregorio, Fontana Vincenzo Antonio, Foti Antonino, Foti Tommaso, Fucci Benedetto, Garagnani Fabio, Garofalo Vincenzo, Gelmini ! Maria Stella, Giocchino Alfano, Giorgetti Alberto, Holzmann Giorgio, La Loggia Enrico, Lainati Giorgio, Lazzari Luigi,, Leone Antonio, Lorenzin Beatrice, Lupi Maurizio, Mantovano Alfredo, Martino Antonio, Mazzocchi Antonio, Mazzucca Giancarlo, Milanato Lorena, Minardo Antonio, Minasso Eugenio, Miserotti Lino, Misuraca Dore, Mores Giuseppe, Musso Enrico, Nicolucci Massimo, Orsini Andrea, Palmieri Antonio, Palumbo Giuseppe Papa Alfonso, Pelino Paola, Petrenga Giovanni, Pianetta Enrico, Pili Mauro, Pizzolante Sergio, Porcu Carmelo, Repetti Manuela, Roccella Eugenia, Rotondi Gianfranco, Savino Elvira, Scalera Giuseppe, Scapagnini Umberto, Simeoni Giorgio, Sisto Francesco Paolo,Toccafondi Gabriele, Traversa Michele, Valducci Mario, Ventucci Cosimo, Vignali Raffaello

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