E i “centristi”, che fanno baruffa tra montezemoliani, oscargianniniani, casiniani ed altri rivoli cattolici e laici, involontariamente gli danno una mano.

Al di la del giudizio sulla giustezza o meno della condanna, che non ci compete, la reazione di Berlusconi, mi sembra destinata a non restare priva di conseguenze.
Ciò per una serie di fattori che, messi assieme, rappresentano una miscela efficace.
Prima di tutto alcune particolarità singolari del processo: l’eccezionale pesantezza della pena principale e di quelle accessorie, l’evidente irrituale velocizzazione (dopo anni e anni di stop and go processuali) che ha portato a leggere la sentenza assieme alle motivazioni per accorciare i tempi dell’appello, l’aver voluto precedere il pronunciamento della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni sollevato dal governo che potrebbe provocare la ripetizione della maggior parte delle udienze.
Si aggiunga la diffusa insoddisfazione per molte decisioni del governo Monti avvertite come inique, inutili e foriere di grandi difficoltà alle imprese e agli strati poveri della popolazione, e si comprende come tante cose potrebbero cambiare nella vicenda politica italiana.
E’ come se le lancette dell’orologio fossero tornate indietro, ai tempi dei duri scontri sulla giustizia.
Che, da soli, non catturerebbero più l’attenzione della gente. Ma che rischiano di rientrare dalla finestra per gli altri temi toccati da Berlusconi.
Perché non senza ragione, molti, non berlusconiani, pensano alcune delle cose dette da Berlusconi in tema di economia, Europa, euro. Prima di tutto riguardo al ruolo negativo di Angela Merkel e delle posizioni tedesche; poi sulle misure di Monti troppo allineate, che incidono negativamente sulla nostra ripresa economica; e, prima ancora, sul cambio lira-euro, troppo basso e, quindi, causa dell’aumento del costo della vita.
Non è detto che una campagna su questi temi non abbia successo. E, comunque, sarebbe in grado di fare sopravvivere il bipolarismo avente per perno il PD da un lato e il partito di Berlusconi (comunque si chiami) dall’altro. Soprattutto in un momento in cui i nuovi soggetti che si erano profilati (Montezemolo, Giannino, movimento di Todi) si rivelano fuochi fatui.
E se Berlusconi avesse capito, prima di altri, che conviene puntare sul bipolarismo e giocare di sponda con il PD per mettere ko, in un solo colpo, Monti, Casini e tutti quanti si agitano per occupare lo spazio intermedio?

Caro Nicola,
Spero che già prima di sera, la vittoria di Grillo in Sicilia, convincerà i partigiani a riprendere le armi antifasciste e salire in montagna.
La storia degli Usa ricorda l’Italo americano Al Capone, arrestato per reato fiscale, il comico-burlesque-fascistitaliano prevede l’arresto del primo contribuente che in 50 ha versato in tasse tasse all’Italia più di chiunque altro nella storia di questo paese, ma quanti matti ci sono in Italia?
Vogliono che Berlusconi, vada in Prigione a non far nulla perché paga all’anno novecentonovantanove milioni di tasse, invece di mille?
Nel frattempo il Governo seguendo gli stessi principi idioti, non decide se le Province sono utili o vanno abrogate, no metà sono utili, metà sono dannose se piccole, ma mandiamo il Governo e i suoi scagnozzi in manicomio che staremo subito meglio!
La sinistra Comunista ha combattuto Berlusconi ad ogni costo, anche a quello della sua stessa fine, così sarà per sempre, spero solo che dal loro disastro non siano travolti anche Renzi e Firenze, ci manca molto poco.
Nicola, da parte mia spero che il tuo sospetto conclusivo sia vero.