Come una volta e mezzo gli abitanti della Francia, come la somma degli abitanti di Spagna e Polonia. Più di tutti gli abitanti della Germania. Tanto per avere un ordine di grandezza. 90 milioni sono state le persone-presenze che a giugno, luglio e agosto di quest’anno sono state su una spiaggia o una costa italiana. Mica poco. Un record. Numeri che fanno pensare e che stimolano sfide.
Più 16 per cento rispetto all’anno scorso. Vien da dire che uno dei tesori economici del nostro Paese è in riva al mare, è in spiaggia, e non è certo una sorpresa e non era un segreto.
Quello che sorprende felicemente è che le spiagge italiane hanno ricominciato ad attrarre più di altre e richiamano sempre più consapevoli turisti italiani e stranieri. Se 90 milioni vi sembran pochi, verrebbe da dire.
Due o tre paragoni ci possono dare una idea di quanta gente è attratta da quel magico confine di gusto e di bellezza di tradizioni e di innovazione che è la costa italiana, che è la spiaggia dei nostri mari dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Toscana alla Puglia, dalla Sicilia alla Sardegna. In tre mesi sono stati (e sono state) sulle nostre spiagge un numero di turisti corrispondente a un quinto della popolazione europea (unione), e alla somma degli abitanti si Spagna e Ucraina, o venti volte i danesi, dieci volte i greci.
Una marea di turisti che dobbiamo coccolare e confortare facendo capire loro che questo Pese è imbattibile in magiche atmosfere e piatti deliziosi, in sport estremi e passeggiate popolari, in stabilimenti super attrezzature per un relax da sogno in cui puoi trovare tecnologia e assistenza e altre spiagge più rustiche nelle quali assaporare la natura e l’avventura, farsi largo tra boschi e roveti, sentire il profumo della piadina da una parte e degli aghi di pino dall’altra.
Il bello della varietà che va dalla Liguria alla Venezia Giulia, dal Conero al Cilento dalla Gallura al Salento fa delle coste spiagge di questo paese uno dei tesori più importanti per il turismo mondiale balneare. Dobbiamo solo amministrarlo bene, mettere insieme sforzi ed idee per migliorare -anno dopo anno- una forza che la natura ci ha regalato e che non dobbiamo deturpare. Perlomeno. Ci sono ancora in giro tante spiagge-discarica, ci sono ancora in giro tante località balneari che non anno un impianto fognario degno di questo senso. E questo certo no va a favore del turismo.
Bisogna ricordare che le spiagge valgono per come sono attrezzate ma soprattutto per il mare che offrono. Non tutti pretendono e scelgono il mare cristallino di Pescoluse Maldive del Salento o di Santa Teresa di Gallura , ma che almeno quell’acqua sia pulita e gradevolmente balneabile.
Stare in riva al mare è un’esperienza che ricordi per tutto l’anno e per il resto della vita in città: bisogna fare in modo che quel ricordo sia pieno di bellezza per consolidare quel patrimonio economico che quest’anno abbiamo raggiunto come in un colpo di fulmine. Invece è il prodotto del sistema paese.
Fabrizio Binacchi

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