Una sgangherata come me (senza autorevolezza) evita come la peste di buttarsi sulla cronaca. Ma talvolta anche il buon proposito si schianta di fronte a sta meravigliosa tentazione. Si perché (yesssss)… direi che l’uomo del giorno è lui: Francesco Bellomo, Direttore della Scuola di Formazione Giuridica Avanzata. Una scuola per concorsi in Magistratura e per avvocato. Il nostro Bellomo è un brillante cervello. Il curriculum parte bene: “Consigliere di Stato per concorso, in precedenza giudice presso il TAR della Puglia e, ancor prima, Sostituto Procuratore della Repubblica” e finisce pure col botto: “Accreditato alla WAIS (Wechsler Adult Intelligence Scale) di un Q.I. = 188” (fa anche notare nel suo curriculum che la media del quoziente d’intelligenza sarebbe 100… olè, bravo!).
Il prossimo convegno della scuola (è giusto che si faccia un po’ di pubblicità anche al contorno) sarebbe: “La nuova responsabilità medica”, Bari, 22 dicembre. La “prolusione” la terrà l’esimio Prof. Paolo Spinelli – Presidente della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Bari. Tra i vari interventi quello del Prof. Loreto Gesualdo, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari e la chiusura all’Avv. Giovanni Stefanì Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari. Il Coordinamento scientifico è del nostro Bellomo (quello con 188 punti d’intelligenza).
Ora, avete letto sui giornali la vicenda… da giorni circolavano articoli dai titoli esplicativi: Il Fatto Quotidiano: “Consiglio di Stato, minigonne obbligatorie e il divieto di matrimonio: scandalo alla scuola per futuri magistrati”, di Carlo Tecce. Il Mattino: “Il giudice che decideva gli abiti delle allieve: caso al Consiglio di Stato” di Leandro Del Gaudio. Cito un altro per tutti, il Corriere della Sera.it: “I ricatti alle aspiranti magistrate: il consigliere di stato imponeva «l’obbligo di minigonna»” di Virginia Piccolillo.
Sono restia a scrivere di attualità anche perché (dopotutto) riesco ad essere pruriginosa senza bisogno della cronaca. Faccio notare che ho ammesso di averla data ad un mio professore (sarebbero due, a dire la verità). Fu una bella esperienza. Ricordo bene che il piacere più forte lo provai nel vederlo struggersi ubriaco di emozioni. Credo che un tale livello di confusione (da appagamento) possa essere raggiunta solo da un accademico arrugginito da perdurante astinenza. Era così inerme di fronte ad un’allieva che intendeva fargli esplorare i torbidi meandri di un rapporto clandestino, da far tenerezza. Ovviamente ero consenziente e convinta! Intenzionata a non negargli nulla! Quindi figuriamoci se la (intrigante) bramosia degli intellettuali mi prende alla sprovvista. La mia curiosità è altra.
Per questo supererei a piè pari le sfilze dei vili distinguo che già saltano fuori. Ignorerei i commenti di qualche scimunita cronica che insiste a dire che ste ragazze se la sono cercata. Non mi soffermerei sulla squallida e improbabile difesa della legittimità contrattuale per contrattualizzare l’incontrattualizzabile come l’obbligo alla minigonna sexy o quello di sposarsi secondo certi criteri (siamo nell’iperuranio… tipo i contratti tra i candidati 5Stelle e la Casaleggio). Mi spingerei perfino a dire che non si può credere che un Signor 188 d’intelligenza (di cui 88 in avanzo rispetto alla media degli umani) possa essere quel gran-mega-giga porco dietro sta cosa. Epppppoi non si potrebbe neanche credere che i frequentatori abituali della scuola (avvocati, accademici e magistrati) non abbiano notato che le allieve seguivano il dress code delle pin-up (infatti è noto che gli intellettuali baresi sono impassibili di fronte alle cosce). Insomma, dobbiamo dirci (arci) sicure che quell’ambiente non fosse il porcile che sembra. Detto ciò, la domanda è: ma sti 88 punti d’intelligenza in avanzo, il nostro Francesco Bellomo dove lì avrà messi? Sarebbe questa ma mia curiosità. Sono sicura che ce lo farà sapere.
Oggi anche io con una mini, ma non costretta e soprattutto non seduta in prima fila ad allietare gli occhi di qualche accademico (rubagalline) arrapato.
Sul Freccia verso Roma, quasi arrivata. Posto 1/A della prima carrozza (il mio preferito)
Florenza Carsi

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