
“La vita è fatta di esperienze vissute, sofferte. Ad esempio di paura, di dubbi, di lacrime. E io temo che di lacrime lui ne abbia versate poche. Perché è nato bene. Mi riferisco al primo ministro israeliano.”
860 persone sono morte nella Striscia di Gaza dalla ripresa dei raid israeliani nell’enclave palestinese, il 18 marzo scorso, dopo una tregua di due mesi. Il ministero della Sanità di Gaza precisa in un comunicato che sono almeno 38 i palestinesi uccisi nelle ultime 24 ore. Dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, i morti sono 50.183. Decine di residenti di Khan Younis, nel sud di Gaza, hanno sfilato in corteo gridando “fuori Hamas”. E’ la terza manifestazione nel giro di poche ore nella Striscia. I video postati sui social da Gaza mostrano i manifestanti che urlano contro l’organizzazione fondamentalista. “L’ondata di appelli a rovesciare il governo di Hamas ha raggiunto Khan Younis, la gente qui dice che Hamas è un’organizzazione terroristica”, si legge in uno dei tanti messaggi social dall’enclave, “questa inondazione deve estendersi fino a ogni quartiere, ogni tenda palestinese in tutta Gaza”. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che Shabat era un combattente del gruppo militante palestinese Hamas, mentre non hanno fatto alcun riferimento a Mansour. In un comunicato, il quotidiano con sede a Tokyo – che ha una tiratura di oltre 3.300.000 lettori al giorno, ha dichiarato che “Gli attacchi contro i civili, compresi i giornalisti, non possono essere tollerati in nessuna circostanza”, ricordando che il numero totale dei giornalisti morti a Gaza, da quando Israele ha lanciato l’offensiva militare nell’ottobre 2023, è di 208. Gli Stati Uniti hanno effettuato 17 attacchi notturni contro obiettivi del movimento Houthi nello Yemen dopo un attacco alla portaerei USS Harry S. Truman, ha riferito la rete Al Jazeera, ieri mattina. I ribelli Houthi hanno dichiarato ieri sera di avere attaccato la portaerei USS. Harry S. Truman, attualmente dispiegata nel Mar Rosso. L’esercito statunitense ha reso noto di avere compiuto decine di raid, colpendo obiettivi nelle parti dello Yemen controllate dagli Houthi, secondo quanto riportato da Al Jazeera. A oltre una settimana dalla ripresa degli attacchi su Gaza la situazione umanitaria è sempre più drammatica e la popolazione è a un passo dalla carestia, mentre l’offensiva terrestre di Israele sta rendendo sempre più difficile soccorrere la popolazione. È l’allarme lanciato da Oxfam, assieme ad un appello urgente per un nuovo cessate il fuoco e lo sblocco immediato all’ingresso di nuovi aiuti umanitari, dato che le scorte si stanno esaurendo e i bisogni crescono esponenzialmente giorno dopo giorno. Da ben 24 giorni Israele sta impedendo l’ingresso di nuove forniture da cui dipende la sopravvivenza della popolazione rimasta completamente senza elettricità, mentre anche le scorte di cibo nei nostri magazzini si stanno esaurendo, le autorità israeliane non consentono l’ingresso di oltre 63 mila tonnellate di aiuti alimentari destinati a oltre 1 milione di sfollati ad un passo dalla carestia”. Il ministero della Sanità di Gaza ha annunciato che il bilancio delle vittime della guerra scatenata da Israele in risposta dall’attacco del 7 ottobre ha superato la quota di 50mila morti accertati. Una stima che viene considerata molto prudente dagli analisti internazionali, visto che centinaia o migliaia di persone sono ancora disperse sotto le macerie delle case bombardate.
Israele avrebbe fornito informazioni sensibili da una fonte in Yemen su un importante agente militare Houthi colpito in un attacco descritto dal consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz in una chat di Signal con i vertici del team per la sicurezza nazionale Usa. Lo scrive il Wall Street Journal citando due funzionari americani, secondo cui dirigenti israeliani si sono lamentati privatamente con i colleghi americani del fatto che i messaggi di Waltz siano diventati pubblici.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha annunciato che l’Iran ha dato la sua risposta alla lettera di Donald Trump. Lo ha dichiarato all’agenzia Irna, precisando che la risposta ufficiale al presidente americano è stata inviata attraverso canali appropriati in Oman. “La risposta ufficiale comprende una lettera in cui i nostri punti di vista sullo status quo e la lettera di Trump sono pienamente espressi e comunicati”, ha spiegato il ministro iraniano. L’Egitto ha ricevuto da Israele “segnali positivi” su una nuova proposta di cessate il fuoco con Hamas. Lo riferisce il Jerusalem Post citando fonti della sicurezza. Ieri una delegazione egiziana è partita per il Qatar per nuovi colloqui sul rilascio di ostaggi, l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia e la seconda fase di cessate il fuoco.
Solo la libertà educa alla libertà e…
Giuseppe Basilico

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