
L’85° edizione del Maggio Musicale Fiorentino si presenta parzialmente ridimensionata, in seguito al commissariamento del teatro; infatti, come evidenziato da Onofrio Cutaia (il Commissario straordinario che ha preso il posto dell’ex sovrintendente Alexander Pereira) il bilancio del 2022 si chiuderà probabilmente con un disavanzo di circa 3,5 milioni di euro. Insomma, si apre un periodo di “austerità” per il Maggio, sebbene Cutaia intenda mantenere un livello artisticamente più che buono, puntando alla collaborazione con altre istituzioni musicali (Ort e Scuola di musica di Fiesole in primis) ed una significativa apertura verso le forze imprenditoriali della città. Un importante cambiamento è stato innanzitutto apportato ai prezzi, sia degli spettacoli lirici sia di quelli sinfonici: il riesame effettuato dal Commissario ha consentito di applicare un significativo taglio – che in alcuni casi sfiora il 50% – sui costi dei biglietti, con i prezzi che oscilleranno da 20€ fino a un massimo di 70€ per i concerti sinfonici in Sala Mehta, mentre per le rappresentazioni liriche in sala grande saranno compresi fra i 15€ e i 110€. Dopo la chiusura della biglietteria proprio per permettere lo studio della sostenibilità della programmazione, il botteghino del Maggio riaprirà la vendita dei biglietti martedì 11 aprile.
Il programma musicale, dal 22 aprile al 13 luglio, è composto da 3 opere, 11 concerti, un’opera per ragazzi e un convegno su Maria Callas. Senza dubbio il taglio più ‘doloroso’ è costituito dall’annullamento de “I maestri cantori di Norimberga” di Wagner, che del resto sarebbe stata l’opera più costosa; essa sarà sostituita dal “Falstaff” di Verdi, andato in scena due anni fa, sempre con Gatti sul podio e con la regia di Sven-Eric Bechtolf (in programma dal 16 giugno). L’opera inaugurale resta il “Don Giovanni” di Mozart (in scena dal 30 aprile al 12 maggio, con anteprima il 26 per gli under trenta a prezzo ridottissimo), con Zubin Mehta a dirigere, ma non più con la regia di David Poutney, bensì con quella di Giorgio Ferrara, andata in scena al Festival di Spoleto; resta comunque inalterato il cast dei cantanti, comprendente Luca Micheletti (Don Giovanni), Markus Werba (Leporello), Jessica Pratt (Donna Anna), Anastasia Bartoli (Donna Elvira), BenedettaTorre (Zerlina) e Ruzil Gatin (Don Ottavio). Il cartellone operistico è completato dal previsto quanto atteso “Otello” di Verdi (dal 20 maggio al 3 giugno), che per la prima volta, dopo lo spettacolo a porte chiuse del novembre 2020 e trasmesso da Rai Cultura su Rai 5, verrà proposto al pubblico fiorentino nella Sala grande, con la regia di Valerio Binasco, le scene di Guido Fiorato, i costumi di Gianluca Falaschi e ancora Zubin Mehta sul podio.
La programmazione sinfonica passa da 8 a 11 concerti: il maestro Daniele Gatti, come annunciato, inaugurerà – sabato 22 aprile – l’85ª edizione del Festival con un concerto sinfonico comprendente brani di Richard Wagner e Richard Strauss; altro importante appuntamento è quello del 10 maggio, giorno dedicato al progetto “Viva Verdi” messo in cartellone per contribuire all’acquisto da parte del Ministero della Cultura di Villa Sant’Agata, la casa-museo di Giuseppe Verdi, e un fuori programma il 17 giugno, al Visarno Arena con l’Orchestra del Maggio impegnata con i mitici The Who. Restano in cartellone tutti i concerti precedentemente annunciati, che vedranno sul podio Zubin Mehta il 29 aprile (con i cantanti Christiane Karg e Michèle Losier per la “Seconda” di Mahler), e il 25 maggio (con il pianista Andrea Lucchesini), oltre a Myung-Whun Chung il 5 maggio, mentre in seguito alla rinuncia del direttore Orozco-Estrada, il concerto del 19 maggio vedrà sul podio Diego Ceretta, il giovane neodirettore principale dell’Orchestra della Toscana (con lui la violoncellista Julia Hagen). Si segnala anche l’autonoma cancellazione del maestro Philippe Jordan, che avrebbe diretto il concerto il 29 giugno. Al calendario sinfonico sono stati aggiunti il concerto del 10 giugno con l’Orchestra Giovanile Italianadiretta da Daniele Giorgi e un ulteriore importante impegno di Daniele Gatti, che affronta per la prima volta l’integrale delle sinfonie di Pëtr Il’ič Čajkovskij in tre concerti (22 e 28 giugno e 1° luglio alle ore 20 in Sala Mehta). Il Festival terminerà il 13 luglio con i Carmina Burana di Carl Orff (sul podio Paolo Carignani alla guida dei solisti dell’Accademia del Maggio).
Luca Summer

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