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4 novembre 2014 – USA: mid term electons

di Mauro Della Porta Raffo | 19 Ottobre 2014

Il prossimo 4 novembre, come sempre di martedì, il popolo americano sarà chiamato alle urne per le ‘Elezioni di medio termine’.

Attualmente, la Camera dei rappresentanti è a maggioranza repubblicana nel mentre al Senato la prevalenza democratica è di stretta misura.

Per quanto le votazioni riguardino i due rami del parlamento, sono importanti anche per Obama visto che gli elettori sono comunque portati in queste occasioni a votare tenendo  conto dell’operato dell’inquilino di White House.

Le cosiddette ‘Elezioni di medio termine’ (Mid Term Elections) sono in cotal modo denominate perché cadono esattamente a metà del quadriennale mandato del presidente.

Nell’occasione, il popolo americano è chiamato, a livello nazionale (ovviamente, nei singoli Stati, le votazioni riguardano molte altre importanti cariche pubbliche e, in particolare, numerosi governatorati), ad esprimersi per il totale rinnovo dei membri della Camera dei Rappresentanti e per quello parziale dei senatori.

E’ in ragione del fatto che il loro mandato è di due anni che, sia in occasione delle Mid Term Elections che in concomitanza con le elezioni per la Casa Bianca, praticamente da sempre, ogni biennio, si procede, come detto, alla elezione di tutti i componenti la Camera Bassa, i quali, attualmente, sono quattrocentotrentacinque, suddivisi per Stato in proporzione al numero degli abitanti.

(Si rammenta che ogni Stato, per quanto disabitato possa essere, ha diritto ad almeno un rappresentante.)

E’ solo a partire dal 1913, invece, che il popolo è chiamato a votare anche per il Senato.

In precedenza, i membri della Camera Alta venivano prescelti dai vari legislativi statali.

Considerato che il mandato senatoriale è di sei anni, alla data sopra indicata, si è deciso di dividere i Senatori in tre distinte classi – ciascuna composta da un terzo circa dei seggi in palio – alternativamente sottoposte all’esame elettorale ogni due anni.

Ricordo che, in conseguenza del cosiddetto ‘Compromesso del Connecticut’ (che risolse una volta per tutte la questione alla Costituente), i componenti la Camera rappresentano il popolo, e ciò spiega perché il loro numero cresce o diminuisce Stato per Stato ed anche a livello nazionale con il crescere e il diminuire del numero degli abitanti, mentre i senatori rappresentano gli Stati.

Avendo questi pari dignità costituzionale a prescindere dal numero dei residenti, ogni Stato ha diritto a due senatori.

Ovviamente, essendo oggi cinquanta gli Stati membri della Confederazione, il numero totale dei senatori è cento.

(cartalibera.it)

Pubblicato in : Primo piano

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