Finalmente mi concedo il vizio dell’ozio, per poche ore!
“L’ombra si è addormentata sul prato,
le sorgenti cantano.
Chi cammina s’intorbida.
L’acqua corrente non vede le stelle.
Chi cammina dimentica.
E chi si ferma sogna.”
Sono stanca dell’ordinaria follia.
Assistiamo alla spettacolarità tragica della potenza dell’’immagine: ricordo, ancora, il despota ridotto ad agnellino; scrutato alla gola che, addomesticato e docile, già secondava l’ineluttabile ombra del boia, (anche lui sognava tutta la terra di cristallo?).
Sono venuti amici, ho registrato assenze già note, tradimenti già annunciati, nuove alleanze, … .
Ma, nulla mi scompone … solo … , non posso dire: voglio morire essendo sorgente, voglio morire fuori dal mare.
carmela

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