
E’tempo d’estate, è tempo di vacanze, è tempo di letture :in viaggio, sulla spiaggia, in riva a un fiume o ad un lago, via dalla pazza folla, via dal cicaleccio disturbante. Soli, anche in mezzo a tanti ma con il sonoro ridotto al minimo e un libro in mano. Da leggere pensando, riconoscendo i personaggi o coloro che, nella nostra fantasia, ricordiamo tanto simili a quelli di cui stiamo leggendo.
L’occasione di fare “il pieno” prima della partenza ce la dà Pistoia con le sue tante librerie che aprono di continuo, invertendo l’abitudine di altre città. Sono librerie piccole dove però respiri l’aria dell’amicizia, dove conosci librai innamorati del loro mestiere, dove sei accolto come attore/spettatore privilegiato, luoghi dove senti il pizzicorino alle dita dall’impazienza che hai di sfogliare quegli esseri di culto e amore che sono i libri.
E allora partiamo dall’ultimo lavoro di Laura Vignali che in “Una storia fiorentina” usa le parole come pennellate di colori suscitando emozioni e ricordi già dalla copertina: una macchia bianca attraversata da rami su uno sfondo nero, macchia circondata da una pennellata gialla interrotta prima di completare il cerchio. Un giallo acceso che ti fa pensare ai limoni e di piante di limoni si parlerà, limoni che crescono e danno frutti dentro un giardino corroso dal tempo e dal sole implacabile di un’estate fiorentina.
Scrive e colora allo stesso tempo la Vignali e fin dalle prime pagine si resta abbagliati. Una full immersion nel calore dell’estate, nei suoi colori, nei suoi profumi che si sprigionano dai giardini delle ville inerpicate sulle colline che circondano Firenze.
Personaggio principale Michele attorno a lui, alla sua sparizione, al suo ipotetico ritorno, sognato, desiderato, rimpianto per più di 20 anni si avvolge una trama ora ironica, ora piena di paura. Un io narrante: Valeria, una vecchia signora:Fosca, persa nel suo dolore per l’attesa del figlio, una quasi altrettanto vecchia insegnante , fintamente algida, persa nella sua lucida follia del desiderio di vendetta (?) e poi altri personaggi: Matteo, il figlio quattordicenne di Valeria con la sua mania compulsiva di conservatore e accumulatore di “schifezze”, che riacquisterà fiducia in se stesso svolgendo un’indagine sui misteri che coinvolgono sua madre e forse supererà anche il suo desiderio convulso di accumulo.
Non può mancare il professore di latino e greco che, con la sua cultura e con il suo afflato nei confronti degli ex studenti, ci ricorda il nostro professore del liceo o dell’università. Laura non riesce proprio a staccarsi dal suo mestiere di scrivere e di insegnare, quindi nei suoi libri troveremo sempre uno o più professori , uno o più scrittori di gialli, persone e personaggi che conosce bene grazie alle sue lunghe frequentazioni di aule scolastiche e club letterari.
Attorno a questi personaggi, non dimentichiamo Franz l’unico dei vecchi compagni di liceo che si è realizzato, ai loro ricordi alle loro aspettative deluse di una vita diversa si dipana il viaggio di Laura Vignali, più che un viaggio nella memoria, è un viaggio nell’anima quello che ci propone ; è un viaggio a ritroso nel tempo di circa 20 anni, alla ricerca di una vita sprecata, sciupata, sbagliata, per imparare a guardare avanti, per non continuare ad aspettare, sperare che Michele torni, che spieghi perché ha lasciato tutti senza una spiegazione, perché è sparito e basta sconvolgendo la vita di chi gli stava accanto.
E ci sono anche i turbamenti amorosi di chi, ancora troppo giovane non sa esprimere i propri sentimenti, (oggi Matteo come Franz venti anni prima) davanti a quell’enigma che la donna è sempre stata per l’uomo.
Solo quando si saprà la verità su Michele Valeria e Franz potranno impadronirsi nuovamente della loro vita, Matteo avrà l’ammirazione di Bea, la vita continuerà con la consapevolezza che guardare avanti, porterà a ben più solide certezze, nonostante gli stop e gli ostacoli che la vita ci propone ogni giorno.

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