Franco Santamaria è un noto pittore e promotore culturale. Nativo di Tursi, in provincia di Matera, ha omaggiato la propria terra in questa raccolta di racconti pubblicata nel 2005 da Bastogi.
Con sensibile partecipazione lo scrittore ha dato voce ad un mondo ancora vittima della miseria e dell’ignoranza, simboleggiato dal carbonaio assassino che della vita conosce solo le privazioni.
Ne è scaturita una rappresentazione, oltremodo realistica, complice la rinuncia ad ogni abbellimento linguistico e l’uso del dialetto che rende ancora più incisiva la narrazione, spesso in prima persona.
A questo universo monotono e stagnante i personaggi dipinti da Santamaria tentano inutilmente di ribellarsi. Sia il disoccupato cronico dallo scherzo pesante che l’emigrante affetto da manie di grandezza, dimostrano di essere ben peggiori dei loro compaesani, la cui mentalità ottusa li rende almeno innocui.
Il riscatto di questi disperati, lungi dallo spezzare l’odiosa catena, talmente resistente e fine da risultare quasi invisibile, finisce così col non compiersi mai. Predestinati alla sconfitta, i vinti di Santamaria si scagliano contro i deboli e gli indifesi: le prostitute, gli stupidi e i bambini, oggetto, questi ultimi, delle attenzioni perverse del protagonista di “Non sono come te”.
Altrove, il mutare del contesto non implica uno sfuggire alla sofferenza, come dimostra la continua discesa nella follia della madre borghese nel breve racconto che dà il titolo alla raccolta.
Di Santamaria ricordiamo anche le raccolte poetiche “Primo lievito” (Gastaldi Ed.), “Storie di echi” (Ferraro Ed.), “Echi ad incastro” (Joker Ed.).
Monica Florio

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