Prove di dialogo. Quale sviluppo sostenibile per la Puglia?

Domenico Alessandro de’Rossi, nostro collaboratore, architetto urbanista già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, interviene sul confronto in essere tra Simeone Di Cagno Abbrescia e Michele Emiliano sul modello di sviluppo sostenibile per la Puglia.

di Domenico Alessandro de'Rossi | 11 gennaio 2018

Seguo con interesse il dialogo che si è aperto tra l’ex sindaco di Bari Simeone Di Cagno Abbrescia, con il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, sull’esclusivo piano dei contenuti. Credendo negli intenti finali dichiarati, sicuramente al di sopra degli artificiosi steccati di parte politica e di faziosità partitica. Con l’incontro recente svoltosi tra i Due sembra possa determinarsi una relazione di intelligenze basata sull’auspicabile e quanto mai necessario confronto per un possibile e condiviso “modus operandi”, avente per obiettivo una visione di un modello di sviluppo sostenibile per la Puglia e l’Italia più in generale. Fuori dalle differenze di partito, le buone idee e le competenze, quando sono unite al potere decisionale possono rappresentare finalmente la formula risolutiva necessaria per risolvere la situazione di stallo che da ormai troppo tempo vede soffrire lo sviluppo non solo del territorio regionale. Per chi conosce la realtà pugliese, così straordinariamente ricca di potenzialità di ogni genere, ciò che più sorprende è ancora il notevole stato di debolezza che in termini sia economici, infrastrutturali e in senso lato culturali il territorio riesce ad esprimere. Nonostante i due mari sui quali la Puglia ha il favore geografico di potersi affacciare e il grande privilegio dell’alta qualità naturale e culturale del territorio, la realtà pugliese meriterebbe un’esaltazione di primaria importanza non solo di livello nazionale. Purtroppo tra concorrenze esterne ed interne di ogni tipo, troppo spesso le potenzialità tutte di cui dispone la regione non vengono espresse con la determinazione che invece quelle qualità meriterebbero. La Puglia potrebbe essere, questa sì, il vero motore dello sviluppo dell’intero mezzogiorno italiano in forza delle sue straordinarie diverse tipologie di ricchezza. Basterebbe pensare al “magico” triangolo infrastrutturale e trasportistico rappresentato da Bari, Brindisi e Taranto con i suoi porti ed aeroporti, con le strade, autostrade e le ferrovie di cui dispone (e da potenziare ulteriormente). Infrastrutture di pregio e posizionamento strategico che, se messe opportunamente a sistema (come necessario) col resto delle diverse funzioni territoriali nazionali e internazionali, potrebbero già da sole risollevare l’economia locale portandola all’attenzione di mercati ancora non coperti che attendono risposte di servizi commerciali, turistici  e culturali di ben altro livello. Penso all’esteso e non del tutto risolto problema delle differenti funzioni e ruoli della portualità e della vasta problematica retroportuale, del rapporto mare/porto/città tra economia e cultura, tra storia e futuro nel ripensamento di talune funzioni territoriali e dell’ancora inespressa autentica efficiente intermodalità trasportistica. Penso al traffico internazionale delle merci destinate al centro economico dell’Europa che partendo dai mercati orientali e asiatici preferisce circumnavigare l’Africa (!) per raggiungere Amburgo o Rotterdam piuttosto che attraverso il raddoppiato canale di Suez sbarcare a sud dell’Italia e attraverso un sistema ferroviario efficiente raggiungere tramite il Corridoio adriatico il centro dell’Europa e i suoi mercati. A dieci anni di distanza dal mio ultimo libro sulla Puglia, ripenso con vero rammarico anche alla concorrenza che i paesi esteri in tutti i modi fanno all’Italia e che (giustamente dal loro punto di vista) temono fortemente che il nostro Paese finalmente decolli sui mercati internazionali esprimendo quella potenza concorrenziale che è in grado di determinare, nel trasporto delle merci, nella cultura, nel turismo. Aspettiamo con fiducia e speranza che i “Due” si intendano. Che la buona politica unita alle buone idee si esprima. Aspettiamo che vengano messi da parte gli steccati e premiate le volontà, i meriti e le visioni di lunga gittata per il bene della Puglia in particolare e dell’Italia più in generale. Auguri per il nuovo anno e per gli anni a venire.

Domenico Alessandro De Rossi

“Sistema dei trasporti e sviluppo metropolitano, il caso pugliese” Adda ed. Bari 2006

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E' responsabile nazionale dell'Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo) "Persone private della libertà" e cofondatore del "Tribunale Dreyfus", organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro "NON SOLO CARCERE", Mursia ed. 2016

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