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Perché l’euro non fallirà!

di Angelo Giubileo | 5 Agosto 2012

Il mercato comune dell’Unione Europea è il più grande al mondo, e lo resterà, a prescindere dal destino dell’economia americana

In un ampio e documentato saggio del 2008, dal titolo I tre imperi, edito in Italia nel febbraio 2009 per i tipi della Fazi Editore, Parag Khanna – celebre consigliere di politici e militari statunitensi oltre che autore di noti e prestigiosi bestsellers – quasi subito in apertura, freddamente annota: “il mercato comune dell’Unione Europea è il più grande al mondo, e lo resterà, a prescindere dal destino dell’economia americana”.  Nel saggio, il terzo impero è rappresentato dalla Cina, ed è soprattutto nei confronti del suo presente e futuro governo di espansione su scala globale che l’Autore, sempre con particolare riguardo all’UE, subito aggiunge: “tuttavia non si tratta di una strada a senso unico. L’Europa deve espandersi, perché l’alternativa è la sua morte. (E ciò, in quanto) l’espansione stabilizza il  declino demografico e aumenta il bacino di manodopera disponibile”.

Di recente, non sono più tanto disposto a intrattenermi sul destino dell’Europa e in particolare dell’euro; sarà, credo, anche per la noia di leggere ogni giorno in prima pagina la cronaca dell’andamento dello spread! E pertanto, sono propenso a chiudere l’argomento, in sé vastissimo, affermando che nell’immediato la crisi attuale dell’eurozona dimostra essenzialmente due cose:

  • la convenienza più che l’opportunità di completare il progetto economico e politico;
  • la volontà politica di attuare lo stesso progetto, come semplicemente dimostrato dagli accordi raggiunti nel vertice UE del 28 e 29 giugno scorso.

Brevemente, si tratta qui essenzialmente della possibilità per ciascun stato membro dell’eurozona di accedere ai piani di salvataggio anti-spread predisposti attraverso il Fondo EFSF, che dispone ancora di 148 miliardi, e che verrà sostituito a settembre, dopo il giudizio positivo della Corte Costituzionale tedesca, dal Fondo permanente ESM, con una dote iniziale di 700 miliardi, ma soprattutto con la possibilità di finanziarsi senza limiti presso la BCE, che in tal guisa comincerebbe già ad assumere un ruolo assimilabile a quello della FED americana. La dote iniziale dell’ESM, ripartita per quote di capitale, vede i paesi membri, in qualità di azionisti, rappresentati nella seguente misura: Germania 190 mld, Francia 142,7 mld, Italia 125,4 mld, Spagna 83,3 mld, Olanda 40 mld, Belgio 24,4 mld, Grecia 19,7 mld e via via tutti gli altri, naturalmente con quote parzialmente inferiori.

Questo, sta a significare che nel predisposto sistema di aiuti è insito un principio di proporzionalità che è riflesso della misura, si può discutere se più o meno congrua (!?), innanzitutto di sviluppo e poi anche di solidarietà dei singoli paesi membri. E fin qui, è evidente che, per quanto riguarda la richiesta di attivazione del meccanismo di tutela e salvaguardia proveniente da ogni paese membro in difficoltà, non sembra possano sussistere particolari difficoltà. Laddove, viceversa, senz’altro maggiori appaiono le perplessità e le difficoltà legate alla richiesta, per il fatto che è previsto che il paese in difficoltà sia, in buona sostanza, costretto a sottoscrivere un piano, che potremmo anche dire, di rientro dal finanziamento capace di prevedere, oltre che controlli sull’azione del governo nazionale, anche la possibilità, come si suol dire, di far passare di mano dei relativi assets. In ogni caso, quindi, una sottoscrizione con l’obbligo di cedere quote di sovranità nazionale.

Il ritorno della politica in Italia – purtroppo, principalmente a causa di riforme che nell’ultimo ventennio hanno introdotto e stabilizzato forme di governo personalistiche, solo in prossimità delle elezioni – sembra dapprima manifestarsi essenzialmente in termini di referendum pro o contro l’Europa, e non è affatto un caso, anzi tutt’altro!, il fatto che siano le attuali forze politiche anti-sistema a mostrarsi più o meno contrarie al progetto economico e politico dell’euro. Peraltro, anche le contrarietà più volte espresse dalla vecchia coalizione di governo di centro-destra dovevano e devono ancora oggi di fatto considerarsi espressione sia del separatismo leghista che dell’interesse classista e di parte ex-forzista.

Rispetto al bipolarismo muscolare di questi ultimi anni, rivelatosi, più che inutile, in buona sostanza stupido e dannoso, occorre forse confermare, più che registrare, la novità potenz-iale di uno schieramento di centro, per l’appunto in grado di risultare determinante per la formazione di nuove maggioranze di governo. In argomento, ha ragione Casini quando dice che “è necessario combattere le pulsioni antieuropee, lavorare per gli Stati Uniti d’Europa, superare ideologismi e veti corporativi che hanno ucciso (?!) l’Italia”. Quanto alla sinistra, invece, credo che almeno su un punto, se non di più, abbia almeno la stessa ragione: “fronteggiare l’antico problema del riformismo che si scontra con radicalismo e populismo”.

Perché, a sinistra, c’è principalmente da augurarsi che sia finalmente chiaro a tutti che, sin dai tempi della sua prima definizione che viene fatta risalire ad Aristotele, la politica è e rimane l’arte di governare una comunità per il bene di tutti, sia essa una semplice città o una comunità di cittadini europei. Europei, per convinzione, diritto e partecipazione!

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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