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Sentirsi Nazione stando su un’isola

di Fabrizio Binacchi | 11 Giugno 2012

Sulla panchina di cemento e granito davanti al municipio de La Maddalena c’è seduto Giuseppe Garibaldi, Un ragazzino tutto solo gioca a pallone con l’eroe dei due mondi… 

Il sole picchia ma per fortuna il vento ancora fresco di giugno mitiga il calore. Sulla panchina di cemento e granito davanti al municipio de La Maddalena c’è seduto Giuseppe Garibaldi, in bronzo naturalmente. Statua per turisti e per foto ricordo. Ci si siedono vicino e in braccio, giovani e meno giovani accarezzano testa e mento e via di clic. Foto su foto e anche qualche video. Un ragazzino tutto solo, maglietta blu, jeans e scarpe rosse gioca a pallone con Garibaldi. Sotto le bandiere d’Europa, d’Italia e dei 4 Mori della Sardegna, che sventolano sul balcone principale del municipio. Tira la palla gialla verso la statua di bronzo quel ragazzino, forse appena tornato da scuola, quasi a voler scuotere un torpore che non è solo isolano, quasi a voler richiamare la storia garibaldina. La Maddalena città fa 11 mila abitanti, come un nostro comune medio piccolo. Ma qui è una capitale. Qui attraccano sbarcano e ripartono verso gli altri porti della Sardegna e verso porti del continente traghetti e imbarcazioni di tanti tipi. I traghetti sono quasi più frequenti degli autobus di certe nostre città padane o toscane. C’è aria di crisi anche qui, nell’epoca di passaggio, nei posti che una volta erano frequentati dai militari americani (isola di Santo Stefano) e dove ci si doveva fare il G8 poi trasferito a L’Aquila. La signorina che vende tessuti tipici allarga le braccia e dice: “Sai, noi ci sentiamo Nazione anche stando su un’isola”. Anzi l’isola dell’isola. Isola alla seconda. “E in questi anni di cose ne sono cambiate”. La Maddalena è tappa di moltissime escursioni, c’è un fiorente artigianato (come si leggerebbe sui libri di geografia), un’offerta di cucina alquanto varia e pregiata eppure sembra che sia cambiata l’atmosfera, una volta assomigliava a Montecarlo adesso –dicono- a un lido come tanti. Un’altra signora in nero, con premura, incontra in via Garibaldi (che vuoi farci qui è tutto un Garibaldi) un’altra signora, abito beige,  con cagnolino al guinzaglio. Eleganti entrambe, con una storia evidente in città. “Sai Giosette –dice la signora in nero- ormai se devo andare al ristorante prendo il traghetto o la barca, qui posso mangiare al massimo solo una pizza.” Replica la l’ingioiellata in beige con cagnolino paziente:  “Beh cosa vuoi farci quando vedi certi negozi trasformati in grandi magazzini non ti stupisci che finiamo come in tanti altri posti”. “Davvero, ma lo sai che la Bruna adesso tiene tutte le marche. Da me una volta venivano architetti, professori  e giudici fin da Cagliari per comprare i miei capi”. Al netto di un certo orgoglio d’antan e di una comprensibile nostalgia territoriale, la storia di questi pezzi di isola sono tutti da riscrivere, ora che c’è la crisi, ora che pure tra Porto Rotondo e Baia Sardinia se non ci sono i proprietari che villeggiano o le tappe delle crociere beh certi negozi languono. “Così ci si sente ancora più nazione – aggiunge la signorina dei ricami e dei pizzetti- grazie anche ai voli low coast,  perché se dovessimo basarci solo sui traghetti staremmo freschi, con i prezzi quasi raddoppiati e con i tempi mai del tutto sicuri”. Basta stare qualche ora da queste parti, anche senza l’occhio del cronista a tutti i costi,  e scopri che questa Italia ha bisogno di tutta l’Italia, da Caprera a Finale Emilia, da Belluno a Moglia, da Certaldo al Pollino. Il tassello anche più piccolo fa il mosaico. Deve farlo.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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