“Stamani l’audizione dell’assessore Artusa ha messo nuovamente in evidenza che la politica regionale sui rifiuti è fallimentare. Pur non parlando di mega impianti, ma solo genericamente della riduzione del numero di discariche e di impianti di termovalorizzazione, di fatto, sconfessa la politica decennale dei rifiuti basata sulla suddivisione in Ato, su piani industriali e sui piani provinciali dei rifiuti che prevedono impianti in ogni Ato”.
Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali di Forza Italia, Paolo Marcheschi e Alessandro Antichi, membri della commissione “Territorio e Ambiente”, commentando l’informativa che l’Assessore all’Ambiente, Artusa, ha svolto stamani in VI commissione circa l’individuazione di soluzioni adeguate per la gestione dell’emergenza rifiuti nella Piana Firenze-Prato-Pistoia.
“L’enunciazione suggestiva e giornalistica della riduzione dei rifiuti (-15%) – proseguono Marcheschi e Antichi – è solo una affermazione priva di fondamento. Il precedente piano regionale dei rifiuti aveva come obiettivo la riduzione del 7% dei rifiuti che invece finora sono aumentati costantemente. L’assessore si dimentica inoltre di dire chi e dove troverà i soldi necessari per fare la già costosissima raccolta differenziata in modo da arrivare al 55% di raccolta (il porta a porta più volte evocato è infatti una soluzione onerosissima). In questo senso è molto grave non aver spiegato che per raggiungere questi numeri altissimi di raccolta differenziata è indispensabile fare più compost (rifiuti organici) e quindi fare nuovi impianti di compostaggio che hanno quasi lo stesso impatto sociale dei termovalorizzatori. L’ultimo aspetto imbarazzante è il documento consegnato alla commissione che prefigura già una mega holding che costruisce e gestisce gli impianti come se l’affidamento dei servizi pubblici fosse già deciso a tavolino e senza gare.
Questa impostazione – concludono gli azzurri – dimostra ancora una volta che anche nella gestione dei rifiuti la sinistra segue una logica di interessi che poco a che vedere con la risoluzione dei problemi. Fra poco si chiuderanno le discariche e ormai è certo che i termovalorizzatori si faranno solo quando tutte le società di gestione saranno d’accordo.
Insomma Artusa ha dato i numeri ma non suffragati da politiche industriali che li giustifichino e questa totale sconfessione dei piani regionali allontana di nuovo la soluzione del problema”.

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