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L’editto di Franceschini

di Angelo Giubileo | 7 Aprile 2013

Ecco come e perché l’intervista a Franceschini sul Corriere della Sera assomiglia tanto al famoso “editto di Franceschiello”, altrimenti noto come proclama del “facite ammuina”.

images-3Non avevo ancora finito di leggere l’intervista a Franceschini sul Corriere della Sera, che già pensavo al seguente parallelismo. Di dubbia attribuzione, pochi forse conoscono il cosiddetto Editto di Franceschiello, nomignolo con cui fu appellato il debole sovrano Francesco II di Borbone (1836-1894), passato alla storia per il semplice fatto di essere stato l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie.  Il proclama Facite ammuina – anche noto come Editto di Franceschiello, ma non è di certo attribuibile al sovrano perché già presente nella Collezione de’ regolamenti della Real Marina fin dall’anno 1841 – recita:  All’ordine “facite ammuina” tutti chilli che stanno a prora, vann’ a poppa e chill che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa e chili che stanno ‘ncoppa vann’ abbascio; chi nun tiene nient’a ffa, s’aremeni a ’cca e a ‘lla. (traduzione in italiano: All’ordine “facite ammuina” tutti coloro che sono a prua vadano a poppa e quelli che sono a poppa vadano a prua; quelli che sono a dritta vadano a babordo e quelli che stanno a babordo vadano a dritta; tutti quelli che sono sottocoperta salgano sul ponte e quelli che sono sul ponte scendano sottocoperta; chi non ha nulla da fare, si agiti di qua e di là).

Orbene, ecco cosa dice l’ex segretario del Pd al Corriere:

– Dal bipolarismo siamo passati al tripolarismo. Spero e credo che il Movimento 5 Stelle sia transitorio, e si torni presto alla normalità del confronto tra progressisti e conservatori …

Libera traduzione: il termine normalità è riferito al falso bipolarismo in salsa italiana, che dura da venti anni e che è stato la causa assolutamente prioritaria del declino del nostro paese, che in primis D’Alema, nel 1995, auspicava diventasse normale. Ancora,

– Se si vuole dare un governo al Paese, in questa fase si debbono accettare forme di collaborazione

Libera traduzione: non è un’assoluta priorità dare un governo al Paese, ma se si vuole che sia così allora bisogna accettare forme di collaborazione. Non cercare, da pari a pari o quasi – dato che lo stesso Franceschini ammette (!) che nessuno dei tre schieramenti supera il 30% -, forme di collaborazione; bensì accettare quelle che Bersani ti propone, perché più avanti nell’intervista è precisato: Credo sia logico che il leader del partito di maggioranza possa ancora tentare. Infatti,

– Bersani si è sempre rivolto all’intero Parlamento. Non ha escluso nessuno …

Libera traduzione: siete tutti voi che avete capito male. A parte Grillo, che non ne vuole proprio sapere; a parte un governo di larghe intese, perché non ci sono in Italia le condizioni per una grande coalizione come c’è stata in Germania. Ma tra un governo in cui siano insieme La Russa e Vendola e nessun governo ci sono vie di mezzo … E quali, di grazia?

– Chiusa la possibilità di un rapporto con Grillo, per sua scelta, i numeri dicono che o si accetta un rapporto con il Pdl, o non passerà nessun governo

Libera traduzione: in fondo, ma non l’avete ancora capito?!, è sempre e soltanto una questione di numeri. Ma, giammai si dica, come viceversa ha fatto Renzi, che stiamo perdendo tempo! Di tempo ce n’è, almeno quanto basta per eleggere il nuovo Capo dello Stato. Per la qual cosa,

– Non si può scambiare la nascita di un governo con la scelta di chi sta al Quirinale per sette anni che si annunciano burrascosi. Il prossimo Capo dello Stato deve essere in ogni caso una persona di garanzia eletta con una intesa più larga possibile

Libera traduzione: è inutile che Berlusconi insista, il Pd eleggerà il suo Capo dello Stato cercando la più larga intesa possibile, e questa a partire dai 504 voti che sarebbero comunque già sufficienti. Quanto ai prossimi sette anni, si annunciano comunque burrascosi. E perché, di grazia? C’è forse di mezzo Berlusconi? C’è forse di mezzo la crisi? No, affatto, né l’uno né l’altra, e questo perché sia chiaro che:

– Il leader della destra è ancora Berlusconi, e la sua sconfitta deve avvenire per vie politiche. Non per vie giudiziarie o legislative.

Salvo che ci pensi ancora qualche procura; ma questo, è vero, Franceschini non lo dice!

– Il prossimo presidente dovrà difendere il ruolo del Parlamento che lo eleggerà, aiutandolo a ritornare per i cittadini da palazzo della casta a tempio della democrazia repubblicana.

Sì che, direbbe il principe Antonio De Curtis in arte Totò: ho detto tutto!

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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