La Tecnologia sta diventando organica.
La Natura sta diventando tecnologica.
Brian Arthur, SFI
Nell’era dell’information technology, Bergoglio ha rivolto l’ennesimo appello alle famiglie: cellulari e tv a tavola vanno spenti! Non discuto le motivazioni, che fossero anche in buona fede (con la f minuscola), hanno ispirato il monito del Primate di Roma. Resta, invece, semplicemente il fatto che, strumenti come la tv, prima, il computer e soprattutto ancora lo smartphone, poi, hanno cambiato la nostra esistenza. Nel corso di mezzo secolo, la nostra vita quotidiana è cambiata, in apparenza, radicalmente. E cioè, letteralmente, a partire dalla radice della nostra stessa vita.
Nel Cilento degli anni settanta del secolo scorso, io bambino, ho sentito più volte raccontare dagli anziani la storia di molti di loro che credevano, da adolescenti o poco più che adulti, che, nello spazio, il mondo finisse poco al di là del proprio luogo natio. Appena ieri, abbiamo appreso dalla televisione i nuovi confini del mondo. Oggi, all’interno di questi confini, un qualsiasi smartphone, nel palmo di una mano, ci consente di scoprire e prendere parte ad una realtà nuova, sia pure solo virtuale, ma che cambia continuamente. Una realtà nuova che esclude i nuovi analfabeti, informatici, ed esclude tutti i nostalgici di un mondo, che non c’è più e che, soprattutto, è finito per sempre. Ed è per questo, che assistiamo a un cambio di “era” e non di “regime”. Al quale, viceversa, erano comunque avvezzi i Gattopardi che furono e che ovunque nel mondo ancora resistono al cambiamento di un’era.
In passato, simulacri capaci, ad ogni cambio viceversa di regime (etimologicamente, règimen da règere: dirigere, governare), di costruire ed erigere la propria verità, quella divenuta ufficiale o dogmatica. Oggi, invece, e i neuroscienziati per primi, tutti sanno o dovrebbero sapere che una verità, assoluta, non esiste. La verità, cosiddetta, è sempre relativa ad un sistema di riferimento – che potremmo dire di forze interagenti, consapevoli e non, che operano simultaneamente per la costruzione di una verità -, quale che sia, ma essenzialmente funzionale, che serve cioè, all’organizzazione di ogni sistema medesimo.
Cambia la storia: finite le favole, finisce anche ogni mito e leggenda. Ogni cosa umana – reale e a differenza della veritas romano-imperiale ad uso curiale – ritorna al suo presente ed eterno luogo d’origine (Friedrich Wilhelm Nietzsche). E, in conclusione di discorso (Parmenide), secondo la natura propria dell’essere, promana dal suo luogo di origine. Quel luogo, esatto, che Martin Heidegger ha definito la dimora dell’essenziale.

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