Immagino che in un mondo dell’informazione così grande dove il gossip attrae più di ogni altro evento, a molti gli avvenimenti risorgimentali della repubblica romana del 1849 non interessino. Il legame con la nostra costituzione repubblicana del 1948 è, però, strettissimo. Da quella prima carta costituzionale, la nuova trasse ispirazione se non copiò alcuni dei principi fondamentali. Questo piccolo evento per molte ragioni è stato sempre trascurato. Una risiede nell’emancipazione della Costituzione della Repubblica romana rispetto allo Statuto Albertino del Regno d’Italia. Per la monarchia era una minaccia alla propria esistenza. Un’altra risiede nell’avvento dell’ideologia marxista e comunista in Europa ed in Italia. La rivoluzione mazziniana che prevedeva libertà delle idee politiche, il suffragio universale, la libertà di religione era in forte contrasto con l’ideologia del socialismo di Marx e Engles. I cattolici, dopo “il Patto Gentiloni” e il definitivo intervento di papa Benedetto XV a cancellazione del “Non expedit”, che parteciparono alla vita politica non erano per la Repubblica vista come nemica del papato e che aveva sostituito il Papa Re nei fatti rivoluzionari. Sotto il fascismo l’avventura democratica cessò di esistere ed ovviamente la Repubblica romana cadde nel completo oblio. Meglio non avvenne dopo, nonostante l’attuale carta costituzionale abbia nei suoi principi fondanti ripresi alcuni punti e si sia idealmente collegata a quella romana a tal punto da far considerare il 1948 come l’anno del compimento degli ideali risorgimentali e repubblicani. Il “Canto degli italiani” di Mameli, ora inno nazionale è testimone di quel tempo. Il plebiscito universale, la proscrizione della pena capitale, sono solo alcune delle affermazioni civili allora considerate emancipate in tutta Europa, anche nell’ l’Inghilterra vittoriana, ed ora patrimonio di uomini e donne di oggi.
Tutto cominciò con l’assassinio di Pellegrino Rossi, primo ministro pontificio, nel tardo autunno del 1848. Mazzini fu invitato a Roma il marzo seguente e con Carlo Armellini ed Aurelio Saffi eletto triunviro.
Furono splendidi giorni di governo equilibrato, rispettoso del potere spirituale del papa, scappato a Gaeta, e di tutte le opinioni politiche e fedi religiose.
La repubblica romana si concluse con l’emanazione della carta costituzionale all’alba del 4 luglio 1849. Tutti sapevano che la difesa di Roma era impossibile ma l’eroismo fu riconosciuto con simpatia dai giornali di tutto il mondo.
Uomini e donne come Pisacane, Rosselli, Manara,Garibaldi, Margaret Fuller, Jessie White Mario, la contessa Cristina Trivulsio di Belgiojoso parteciparono alla difesa di valori ora universalmente riconosciuti.
Enrico Martelloni

Lascia un commento