Adesso mi faccio degli amici. Il problema non sono più (solo) i camion ma i cantieri (cosiddetti) improvvisi. La deviazione mal segnalata e la divaricazione istantanea sono una esperienza che ben volentieri eviteremmo in autostrada. L’altro giorno sulla A1 tra Fidenza e Campegine un incidente che ha provocato lunghe code per ore ha avuto come con-causa un cantiere probabilmente visto all’ultimo momento dall’automobilista. Distrazione dell’autista o segnalazioni sbagliate?
Cantieri a tutte le ore, in tutti i tratti. E’ la manutenzione bellezza, dicono quelli delle società autostrade. Ma probabilmente qualcosa è cambiato anche nella pianificazione dei cantieri, mobili e fissi, che sono un lavoro pericoloso, ricordiamolo. Pericoloso per tutti, per i tecnici e gli operai in arancione abbagliante che lavorano nel cantiere, e per quelli che transitano di lì, in quelle ore in quei momenti. Ci saranno sicuramente norme precise che regolano al metro quanta distanza deve intercorrere tra il primo birillo di avvertimento al punto in cui le corsie da tre diventano una ma sembra tutto così improvviso, anche a velocità ridotta e indicata in quel tratto.
“Attenzioni uomini in strada” annuncia il cartello luminoso bilingue (man at work), ma forse sarebbe necessario anche una cartellonistica specifica a un chilometro dall’inizio dell’area cantiere perché non tutti sono così attenti ai tabelloni luminosi. L’altro giorno sulla Bologna Fiuggi i cantieri erano una decina, quasi normale amministrazione. Code fisiologiche, anche nel tratto fiorentino dove da Calenzano a Firenze Nord c’è sempre il restringimento-lavori.
Resta sempre pericoloso l’ avvicinamento alla riduzione di carreggiata perché gli autoarticolati sulla destra e le auto veloci sulla sinistra arrivano al punto imbuto con pochi spazi di manovra e di rallentamento. Rischio collisione concreto. Il generico avvertimento “uomini in strada” evidentemente non basta più.
Anche se gli uomini in strada ci sono davvero e anche dove non te li aspetteresti. In un tratto di quella A1 già citata mi sono visto a meno di 400 metri di distanza un addetto al cantiere sbucare dal new jersey e correre verso la retro linea del cantiere sulla destra. Uomo-lepre in strada a traffico corrente. Sembrava di stare in un video gioco.
Ci sono tratti di cantiere in cui ti sembra di sfiorare non solo la rete di protezione ma anche i gomiti degli operai. Sarà la nuova sicurezza. Certo l’effetto è poco rassicurante per i viaggiatori.
Sulla Variante di Valico , cantieri a parte alle due confluenze, è tutto un altro mondo: tunnel iper illuminati, asfalto perfetto, una musica per ruote e pneumatici. Speriamo finiscano presto i lavori di svincoli e delle aree di servizio, ora nei container. Il problema della comunicazione in autostrada riguarda anche gli annunci di code e rallentamenti.
Ovvio che è difficile calcolare al metro quanto è lunga una coda, ma, com’è accaduto sempre l’altro giorno sulla A22, come si fa lasciare l’annuncio sui tabelloni di una coda di 3 chilometri tra Nogarole Rocca e Verona Nord quando il traffico filava liscio come l’olio?

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