Sarà la benzina a quasi un euro e sei, mica male per un pieno. Sarà la paura per una estate più corta e più birichina delle altre. Sarà per le previsioni strane e negative di vulcanologi e alcuni meteorologi che dicono che le polveri dei vulcani cileno e islandese appanneranno i cieli rendendo meno estate la prossima stagione balneare, fatto sta che se giri per Milano Marittima -ora metà giugno passato- vedi una marea di cartelli “affittasi”. E’ tutto un “affittasi” Ma non “affittasi settembre” come sarebbe naturale e come vedevi gli altri anni a giugno. Cioè i locatori avevano già messo in saccoccia i mesi di luglio e di agosto, quelli che fruttano bei soldini e si permettevano il lusso di lasciare appesi artigianali cartelli con scritture tremolanti “affittasi settembre”. Che poi se settembre è bello e le giornate sono miti il sole fino al venti è un bel sole fai stai al mare bene pagando la metà di quel che paghi a luglio. No qui prima di arrivare a settembre c’è da riempire luglio e agosto. I cartelli, tanti, parlano chiaro. Bambole non c’è una lira e l’inizio del turismo balneare estivo di una delle perle dell’adriatico morde il freno. Ma morde molto. Piccoli segnali in giro. E’ già oltre metà giugno e sotto l’ora di cena nel triangolo della festa in strada tra via Gramsci e la Rotonda i bar alla moda non sfoggiano una gran folla, anzi tre coppie in uno, due gruppetti di amici nell’altra, musica quasi sotto tono, i barman che si guardano tra loro sconsolati, o quasi, e fumano. I titolari o i gestori dei negozi di abbigliamento e accessori a suon di 200 euro a jeans o quasi son fuori dai negozi seduti in riva alla strada inutilmente chiusa e con quasi tutti i parcheggi a strisce blu liberi. Uhe ma dove sono i turisti. Rientrano coppie sessantenni che hanno la casa qui tranquilli e serene come se la Milano Marittima dei giovani e dei fracassoni fosse stata conquistata improvvisamente solo da loro. Ma forse è proprio così, o forse è la stagione. E’ vero il panorama del venerdì del sabato sera in quel triangolo del divertimento sarà molto diversa, ma negli anni scorsi anche durante la settimana i bar della movida a 12 euro un drink erano pieni se non presi d’assalto, adesso sembrano navate di una chiesa appena finita la funzione. Tre fedeli che s’attardano. Ma i cartelli “affittasi” quelli sì sono ben altra minaccia. Bisogna tornare alle brutte annate delle alghe per ricordare una penuria di prenotazioni così alta. E’ vero che qui un appartamento d’agosto costa dai 5 ai 10 mila euro e quindi uno ci fa due conti e vede quel che conviene. Lo scivolo crisi è stato improvviso, inaspettato. Bagni a mare rifatti e anche a metà giugno semivuoti, quando anni fa c’era già il turismo famiglia-ragazzi-appena-finita-la-scuola. Mah, colpa dei vulcani, colpa della luna o colpa della crisi. Vedremo nelle prossime settimane, certo l’inizio è tutto ancora un “affittasi”.
Fabrizio Binacchi
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