Si tratta infatti di una lotta tra correnti (non a caso esplosa nell’imminenza del rinnovo del CSM). E, come è noto, magistrati inquirenti e giudicanti convivono nelle stesse correnti e questo potrebbe arrivare persino a turbare i processi.

Ma la sospensione del processo per le presunte firme false all’ex presidente della provincia di Milano, Podestà, su iniziativa degli avvocati della difesa, ha riportato tutti alla realtà dei fatti. Soprattutto ha riproposto con forza uno dei temi più antichi e spinosi della nostra giustizia: la separazione delle carriere, che è cosa buona e giusta di tutta evidenza, ma contro la quale la magistratura organizzata pone da sempre una resistenza che solo l’attaccamento corporativo ai privilegi riesce a spiegare.
Infatti, gli avvocati di Podestà hanno sostenuto, per chiederne lo spostamento a Brescia, che il processo contro il loro patrocinato non può svolgersi a Milano perché la lite non influenza solo i componenti della procura. Potrebbe influenzare anche i giudici. Si tratta infatti –sostengono gli avvocati- di una lotta tra correnti (non a caso esplosa nell’imminenza del rinnovo del CSM). E, come è noto, magistrati inquirenti e giudicanti convivono nelle stesse correnti e questo potrebbe arrivare persino a turbare i processi.
Si può scommettere che la Cassazione respingerà questa tesi: accoglierla significherebbe smentire decenni di opposizione dei magistrati alla separazione delle carriere. Tanto più che la stessa sorte, cioè lo spostamento dei processi da Milano a Brescia, potrebbe toccare anche a Berlusconi, soprattutto per quanto riguarda il processo Ruby, la cui assegnazione a Ilda Boccassini (pool antimafia) non ha avuto (ad oggi) alcuna trasparente spiegazione.
Ma il bubbone è esploso ancora una volta. In passato la debolezza della classe politica e, soprattutto, la totale sudditanza della filiera PCI-PDS-DS-PD alle tesi più oltranziste della magistratura organizzata, ha sempre impedito di affrontare il nodo della separazione delle carriere e, perciò, di una reale parità dell’accusa e della difesa nei processi penali.
Oggi lo stesso nodo si ripresenta a Renzi, fresco di una massiccia investitura popolare. Ignorarlo, sarebbe come a dire che la “rottamazione” si è limitata a qualche vecchio dirigente di partito, già spompato. E sarebbe anche una delusione.

Poi tutto considerato dobbiamo ringraziare i giornali on line, perchè sono gli unici mezzi di comunicazione in Italia che le Procure, non intercettano, per il motivo che farebbero impazzire gli intercettatori costringendoli a pensare!
Ritengo sia giusto che il popolo si prenda le proprie responsabilità nello scegliere i Giudici che lo devono giudicare, così non si potrebbe più lamentare delle lungaggini che affliggono questo delicato settore della società. Poi seriamente, questi litigi mediatici fanno male al popolo, in particolare in momenti come quelli attuali.Mi pare che un certo Caponnetto dicesse: Il giudice ha la solitudine e la legge.
Proporrei che i Procuratri capo della Procura fossero scelti dal popolo con elezioni, anche via internet certificato, inoltre che tutti i processi divenuti casi pubblici, avessero come giuria l’intera popolazione della Corte competente.