lettera D
la dominazione astratta del gruppo sociale
spietata e isolante spersonalizzazione
dovrebbe imporre a tutte una riflessione
se la massa si identifichi realmente con la vittima
o si concede e trae un brivido di piacere dal persecutore
violentatore molestatore aggressore di turno
santificando ogni giorno una nuova forma di violenza
quella collettiva cumulativa verbale orgiastica
sarà impossibile anche la definizione di nemico
per eliminare la violenza sulle donne
si dovrà estirpare come un dente malato
quella che gli è rimasta appiccicata nella testa
purificandone il pensiero martellante e pubblicitario
se verrà rispettata dalle leggi
con rigore di chi le fa e di chi ha il dovere di applicarle
non ci sarebbero opinioni sfigurate di inganni
anche per quella che nelle cronache si fa spesso carnefice
la verità abusata miete vittime e la donna protagonista di cronache
ne esce ancora e ogni giorno ancora una volta sconfitta
perché si neutralizzano le vittime esposte alle angherie e crudeltà
praticate in settori insospettabili di connubi affaristici
filiere di interessi nascosti cuscinetti ammortizzatori di potere
quando la violenza è patrimoniale o morale eccitata
dalle derisioni di compagni di merende fieri del ruolo di carnefici
-muori, la tua vita non vale niente!-
la ragazzina si è lanciata nel vuoto generoso di un secondo piano
la responsabilità da accertare deve essere rapida, solerte e sicura
i grandi non potevano non sapere intuire percepire dover agire.
la verità della violenza sulle donne non deve farsi suggestionare
non essere un lusso da femministe colte
o una questione puramente accademica con tante D
o una scusante per uomini facili alle lusinghe di minorenni
nel digitare la parola verità per me che ho problemi di vista
scrivevo veritò veritè beritù veritè
e ancora veritù e poi veritò e finalmente verotà
non è un gioco di parole forse è un rifiuto un reflusso acido della mente;
la veritò è sempre più sfumata condizionata usata
la festa della donna giunge a ponte di questo scritto
e forse ammorberà l’aria già ammorbata del flusso di fiori gialli.
è occasione per mettere un punto che non sarà mai pretesa
non per fingere là nel luogo dove siamo maestre di perdoni
di edificazioni di orgogli effimeri a volte anche ancheggianti
riflessione tanta tanta solitaria riflessione.


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