Il 15 novembre alla Sala Vanni di Firenze il quarto concerto-spettacolo del festival di musica classica ‘Suoni riflessi’. Un tourbillon di testi seri o faceti di Lorca, San Francesco, Joyce, Campanile, D’Annunzio, Petrarca, Leonardo da Vinci, Borges, Palazzeschi… accompagnerà musiche di Dowland, Takemitsu, Chopin, Ravel, Quadranti (1a esecuzione), Sciarrino, Brown e Freed. Interpreti il soprano Silvia Tocchini, il pianista Matteo Fossi e l’Ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti. Il 14 novembre sera, prova aperta con discussione di ‘Svelare la musica’.
Note e scritti evocativi e sorprendenti sull’elemento ispiratore per eccellenza di sogni, emozioni e inquietudini: per molti musicisti, ma anche per tanti scrittori. Una carrellata vertiginosa di brani testuali e musicali, ora seri ora faceti e noti o meno noti, dedicati all’acqua.
Domenica 15 novembre, alle 11, alla Sala Vanni di Firenze, con il concerto-spettacolo “Acqua – giocando sotto la pioggia” dell’Ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti, insieme al soprano Silvia Tocchini e al pianista Matteo Fossi, si conclude l’itinerario musicale fra i quattro elementi alchemici che ha contraddistinto l’edizione di quest’anno di ‘Suoni riflessi’. (Resta un ultimo appuntamento il 22 novembre su “Pinocchio nel campo dei miracoli”). Il concerto di questa domenica sarà preceduto, sabato alle 18, sempre in Sala Vanni, da un nuovo incontro di ‘Svelare la musica’: una prova aperta con discussione ed esempi in cui si potranno vedere all’opera Mario Ancillotti, Matteo Fossi e Luigi Quadranti su musiche di Takemitsu, Ravel, Chopin e Quadranti stesso.
Il programma di «musica, poesie, aforismi sui suoni dell’acqua» del concerto-spettacolo del 15 novembre si aprirà con una delle melodie più popolari del ‘600, ‘Flow my Tears’ di John Dowland (Dublino o Londra 1563 – Londra 1626), e si chiuderà con una delle melodie più famose del ‘900, ‘Singing in the Rain’ di Nacio Herb Brown (Deming 1896 – San Francisco 1964) e Arthur Freed (Charleston 1894 – 1973). Nel mezzo un «percorso dal triste al giocoso» in cui si passerà, fra l’altro, da testi di San Francesco, Garcia Lorca, Gabriele D’Annunzio e James Joyce all’impressionisimo odierno di ‘Rain Spell’ di Toru Takemitsu (Tokyo 1930 – 1996); da testi di Petrarca, de Saint-Exupery, Tesson, Gomez de la Serna, Lucrezio, Gibran, Leonardo da Vinci e ancora D’Annunzio alla prima esecuzione di ‘Pioggia – sereno al Tremorgio’ per flauto, clarinetto e pianoforte di Luigi Quadranti (Castel S. Pietro 1941), e a ‘La goccia – preludio op. 28 n. 15 in re bemolle maggiore per pianoforte’ di Fryderyk Chopin; da testi di Borges, Hugo, anonimo, Palazzeschi e Campanile ai ‘Jeux d’eau per pianoforte solo’ d’inizio Novecento di Maurice Ravel (Ciboure 1875 – Parigi 1937), che spiazzarono critica e pubblico dell’epoca, e allo scherzo sonoro di Salvatore Sciarrino (Palermo 1947) ‘Anamorfosi’, che proprio da Ravel prende le mosse.
Per ulteriori informazioni: www.suoniriflessi.it e la pagina su Facebook “Suoni Riflessi”.
Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro (con la card di Rete Toscana Classica si ha diritto al biglietto ridotto).
Per informazioni, tel. 055-699223, e-mail: amicisuoniriflessi@gmail.com
oppure: nuovocontrappunto@tiscali.it
Addetto stampa
Lorenzo Sandiford – 333-3459187
PROGRAMMA DI SALA
Domenica 15 novembre – ore 11 – Sala Vanni
Suoni e voci dell’acqua
Note e scritti sorprendenti sull’elemento ispiratore di sogni,
emozioni, inquietudini
DOWLAND Flow my Tears
per voce e arpa
& Dowland, San Francesco, García Lorca,
D’Annunzio, Joyce ci dicono…
TAKEMITSU Rain Spell
per flauto, clarinetto, pianoforte, vibrafono, arpa
& Ancora García Lorca…
RAVEL Introduzione e allegro
per arpa, flauto, clarinetto, 2 violini, viola, violoncello
& Petrarca, de Saint-Exupery, Tesson,
Gomez de la Serna, Lucrezio, Gibran,
Leonardo da Vinci e ancora D’Annunzio…
QUADRANTI Pioggia – Sereno al Tremorgio
per flauto, clarinetto, pianoforte (1a esecuzione assoluta)
CHOPIN La Goccia
Preludio op. 28 n° 15 in re bem. magg. per pianoforte
& Borges, Hugo, Anonimo, Palazzeschi,
Campanile ci scherzano…
RAVEL Jeux d’eau
per pianoforte solo
SCIARRINO Anamorfosi
per pianoforte solo
FREED – HERB BROWN Singing in the Rain
per voce e ensemble
INTERPRETI
Silvia Tocchini, voce
Matteo Fossi, pianoforte
Nuovo Contrappunto
Mario Ancillotti, flauto
Marcello Bonacchelli, clarinetto
Pino Tedeschi, Andrea Farolfi, violini
Edoardo Rosadini, viola
Alice Gabbiani, violoncello
Matteo Canalicchio, pianoforte
Alessia Luise, arpa
Federico Poli, vibrafono
L’acqua è quell’elemento che da sempre ha invitato musicisti sensibili a esprimere sogni, emozioni, inquietudini attraverso le note del pentagramma. La musica si trasforma nella “voce dell’acqua”: calma e placida a volte, piena di forza, impetuosa, altre. Misteriosa e primordiale altre ancora. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Noi abbiamo voluto fare un piccolo percorso dal triste al giocoso, dalle lacrime (anch’esse elemento liquido) alla spensieratezza, dalla pavana malinconica al musical.
Si passa per l’impressionismo odierno di Takemitsu e per la Goccia di Chopin, (Preludio op. 28) ed anche per una nuova creazione di Luigi Quadranti. E ritroviamo l’elemento acqua nella poetica musicale del compositore e pianista francese Maurice Ravel, con i suoi meravigliosi Jeux d’eau una composizione che ha spiazzato i critici e il pubblico dell’epoca (inizio ’900). In questo caso, la musica è espressione simbolica dei giochi d’acqua, dei suoni fluidi, degli zampilli di cascate e ruscelli. Che fa da pretesto per uno scherzo sonoro di Salvatore Sciarrino, che proprio da Ravel prende le mosse per approdare…
Singing in the Rain è una delle melodie più popolari del ’900, così come Flow my Tears era una delle più popolari del ’600. L’una allegra e l’altra triste, e ciò non guasta nell’entrare nell’Autunno.
Ma non è tutto qui. Come tutti i nostri concerti, anche questo nasconde un segreto: abbiamo trovato degli aforismi sull’acqua assai sorprendenti. Essi sono il condimento giusto perché un percorso musicale possa dare stimoli diversi e ci obblighi, ancora una volta, a considerare che la Musica non è mai intrattenimento, ma uno straordinario incentivo intellettuale, e che ci deve far pensare, divertire, emozionare, entusiasmare, ma mai annoiare. Se un programma musicale ci annoia ci possono essere tre ragioni: il programma è mal congegnato, l’esecuzione è cattiva, gli ascoltatori sono pigri abitudinari. E ognuna delle tre cose è da evitare. Evitare dunque l’ovvio, il ripetitivo, l’abitudinario. Cercare il nuovo, il diverso, il sorprendente, il coinvolgente.
Mario Ancillotti




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