
Rinnovare il socialismo nell’era digitale significa compiere una sintesi coraggiosa e inedita tra l’autogoverno democratico dell’economia e la totale accessibilità e apertura dei dati. Non si tratta semplicemente di regolamentare le derive del moderno capitalismo delle piattaforme, ma di ribaltarne i rapporti di forza fondamentali. Nell’attuale fase storica, l’algoritmo e il dato non sono elementi neutri, ma i nuovi mezzi di produzione attraverso cui si consuma l’estrazione di valore e l’alienazione del lavoro. Per questa ragione, la sfida del nostro tempo si gioca sul terreno dell’infrastruttura tecnologica. Solo strappando le grandi reti, i server e le piattaforme digitali alla logica esclusiva del profitto privato e del monopolio oligarchico, potremo edificare un ecosistema sociale alternativo. Un ecosistema che non consideri il cittadino come un utente da monetizzare e il lavoratore come un ingranaggio standardizzato da un algoritmo opaco, ma che sia strutturalmente orientato al soddisfacimento dei bisogni collettivi e alla piena emancipazione della classe lavoratrice. La transizione digitale, se sottratta al controllo dei pochi, può diventare il più potente strumento di liberazione e cooperazione di massa mai concepito. Liberare i dati e socializzare le infrastrutture immateriali significa restituire alla collettività la ricchezza informativa che essa stessa produce ogni giorno, ponendo le basi per una pianificazione economica democratica, partecipativa e autenticamente socialista.
Raffaele Amendola


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