Sono molto arrabbiato, anzi, a dire la verità, sono molto incazzato. Sono rimasto in silenzio per molti giorni, perché volevo aspettare di sentire quello che avrebbero detto. E ho sentito tante di quelle cose: giornalisti, politici, fini intellettuali, professori universitari, esperti di sociologia e di psicologia, attori, cantanti, nani, ballerine, streghe, fattucchiere: un po’ di tutto. E tutti dicevano una sola cosa, cioè che gli avvenimenti accaduti a Milano fossero un fatto casuale, qualcosa di cui non si conoscevano le origini e di cui non si capiva come fosse potuto accadere. Ma dai, su, non scherziamo.

Neanche il sindaco Sala aveva capito.Finalmente è sceso e si è fatto vedere, ma non è andato in Consiglio comunale. Avrebbe dovuto fare un’altra cosa: andare insieme al presidente del Consiglio comunale in giro per la città, rinunciare alla seduta e portare maggioranza e opposizione a visitare il centro di Milano, vedere che cosa è successo e parlare con i negozianti. Invece si resta nel palazzo, ed è per questo che non si capisce che cosa sia successo veramente.
Basta girare per il territorio di Milano, per le periferie, per le piazze e i bar dove si ritrovano queste persone; basta seguire i trapper e i cantanti che amano tanto, andare in giro non soltanto nei quartieri periferici della città, ma anche nei Comuni limitrofi: Buccinasco, Gratosoglio — che è un quartiere di Milano —, Corsico, Rozzano e tanti altri. Basterebbe ascoltare quello che dicono su TikTok, Telegram e Instagram per capire benissimo quale sia il loro pensiero. E poi basterebbe passeggiare ogni tanto per il centro di Milano e vedere gruppi di queste persone, magari incappucciate, che girano sui Navigli. Del resto, queste cose erano già successe: a Capodanno, due anni fa, alcune ragazze erano state violentate in piazza Duomo e al Corso Buenos Aires; episodi simili si erano verificati anche in altri quartieri. E adesso si scopre improvvisamente qualcosa di nuovo? Ma dove? E chi sono queste persone? Lo sapete benissimo. La maggioranza è di origine magrebina, molti sono italiani: esiste quindi un intreccio fra queste realtà. Il problema è capire davvero come si muovono. E non si dica che non hanno una linea politica. Certo, non è detto che abbiano leader politici, ma le cose che dicono, se si guarda anche all’appello per il 24 ottobre, mostrano una linea politica. Inoltre, sono spesso in televisione, da Delio e in altre trasmissioni, dove intervengono e difendono le proprie posizioni. Qualcosa, dunque, esprimono. È assolutamente necessario intervenire sul piano della sicurezza, ma questo non deve impedirci di comprendere che cosa stia accadendo realmente in questa città. Se non si esce dal palazzo e non si conosce la città, non capiremo mai questi fenomeni. Questo è il vero problema. Poi si può intervenire: servono tutti i provvedimenti legislativi necessari. Ma prima bisogna capire, capire davvero, e poi intervenire. Perché in molti hanno coperto queste situazioni con il silenzio e difendendo i responsabili. E non sono soltanto quelli che li difendono apertamente: ce ne sono tanti altri. Mi raccomando, non dimentichiamocelo. Adesso vediamo se ci sarà ancora qualcuno in grado di dire che queste persone non le conosce.
Roberto Caputo

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