
Ci risiamo. Puntuale come l’ipocrisia dei burocrati, come il cinismo dei potenti che si siedono attorno a un tavolo lucido a Nuova Delhi per spartirsi le sorti di un mondo che sanguina. Eccoli lì, i leader dei Paesi BRICS. Mettete insieme la Russia di Putin, la Cina imperiale, l’Iran degli ayatollah, e tutti gli altri accodati in questo caravanserraglio dell’ordine multipolare. Guardateli. Confezionano documenti imbottiti di formule felpate, appelli alla “massima moderazione”, fogli di carta patinata chiamati enfaticamente Dichiarazione di Nuova Delhi. E da quel palcoscenico dorato puntano il dito, solleciti e severi, intimando a Israele di ritirarsi dal Libano.
Che straordinaria, rivoltante commedia delle parti. Mi chiedo, con quale coraggio, con quale faccia tosta queste autocrazie si improvvisino maestre di pace e guardiane del diritto internazionale? L’Iran, che foraggia i terroristi di Hezbollah trasformando il Libano in una polveriera e in uno scudo umano, siede in quel consesso a dettare la morale. La Russia, che da anni dilania l’Ucraina, firma risoluzioni sulla sovranità territoriale altrui. È il trionfo del grottesco, il paradosso di un club che si spaccia per il futuro del mondo ma che puzza di vecchio opportunismo geopolitico.
Perché la verità è un’altra, ed è una verità scomoda che nessuno in quelle stanze refrigerate ha la decenza di pronunciare. Israele non si sveglia la mattina col capriccio di invadere i vicini. Israele combatte per la propria sopravvivenza, per il diritto sacrosanto di esistere in una terra circondata da chi ha giurato di cancellarlo dalle carte geografiche. Chiedere a uno Stato sotto costante minaccia di ritirarsi, senza pretendere il disarmo delle milizie fanatiche che gli lanciano razzi sulla testa, non è cercare la pace. È pretendere il suicidio di una democrazia.
Mentre a Roma i diplomatici rinviano i colloqui bilaterali tra Israele e Libano, balbettando scuse di calendario e rimandando le scadenze all’autunno, i signori del Sud del mondo si ergono a giudici. Ma la loro non è giustizia; è calcolo, è un disperato tentativo di erodere l’Occidente usando il Medio Oriente come ariete. Gridano al lupo contro Gerusalemme, voltando deliberatamente le spalle alle migliaia di civili usati come carne da macello dal fanatismo islamico che tollerano o finanziano.
Io non ci sto a questo gioco del rovesciamento della realtà. Non ci sto a guardare i carnefici che si travestono da agnelli e le vittime costrette a chiedere scusa per essersi difese. La storia, quella vera, non si scrive con le dichiarazioni congiunte firmate a favor di telecamera. Si scrive sulla pelle di chi combatte in trincea contro il terrore, e nessuna lezione di morale geopolitica impartita dai BRICS potrà mai cancellare l’infamia di questa colossale ipocrisia.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento