
di Elena Marisol Brandolini*
Tra una decina di giorni Papa Leone XIV viaggerà alla volta della Spagna, permanendovi per una settimana, dal 6 al 12 giugno. L’occasione della visita pastorale nasce dal completamento della Torre de Jesucrist della Sagrada Familia nello scorso febbraio, la torre centrale del tempio a base dodecagonale che, con i suoi 172,5 metri di altezza, sormontata da una croce alta 17 metri, svetta tra le sei torri che s’innalzano verso il cielo. Il Papa celebrerà una messa nella basilica più famosa di Barcellona e benedirà la torre il prossimo 10 giugno, giorno in cui ricorre il centenario della morte del suo ideatore, il cosiddetto “architetto di Dio”, espressione del modernismo catalano Antoni Gaudí, dichiarato Venerabile nell’aprile del 2025 da Papa Francesco. Il viaggio di Leone XIV inizierà a Madrid, con la previsione di una serie di atti istituzionali, e si concluderà nelle Isole Canarie, con un programma tutto dedicato al tema dell’accoglienza della popolazione migrante. L’altro Papa che prima di lui aveva visitato la Spagna era stato Benedetto XVI, che andò a Madrid nell’agosto del 2011, in occasione delle Giornate Mondiali della Gioventù. Ancora prima, Giovanni Paolo II era stato cinque volte in Spagna, nel corso del suo pontificato.
Questo sarà il terzo viaggio del Papa nel 2026, dopo avere visitato Monaco e l’Africa, il quarto da quando è stato eletto. Il costo totale dell’evento è previsto in oltre 15 milioni di euro, per l’istallazione tra l’altro di 50 mega-schermi, 6.000 bagni chimici e decine di chilometri di recinzione. La chiesa cattolica pensa di coprire parte dei costi con il contributo di fedeli, imprese e amministrazioni pubbliche. L’assistenza agli atti da parte dei fedeli sarà gratuita, anche se dovranno preiscriversi utilizzando il sito web ufficiale (www.conelpapa.es). È previsto un ampio dispositivo di sicurezza con la mobilitazione di oltre 13.000 agenti delle forze dell’ordine. Il motto dell’iniziativa è “Alzad la mirada”, Alzate lo sguardo, tradotto dal Vangelo di Giovanni (Gv 4,35).
“Dodici discorsi, cinque saluti, cinque omelie e quattro città”: così si legge nelle News del Vaticano lo scorso 6 maggio, presentando il programma ufficiale del viaggio del Papa in Spagna. Leone XIV arriverà a Madrid il 6 giugno e incontrerà la famiglia reale. Quindi si recherà in una delle strade più conflittuali della capitale, la Calle Cullera, nel barrio Lucero, visitando il Centro Caritas, che inizialmente, nel 1977, constava di un furgoncino per distribuire caffè. Ora si preoccupa di offrire un posto per dormire, pasti caldi e servizi di lavanderia e di igiene personale a persone senza tetto, nel 2025 ne ha assistite oltre 2.500. La sera, il Papa celebrerà una veglia con i giovani e il cardinale arcivescovo di Madrid e vicepresidente della Conferencia Episcopal Española José Cobo, non esclude che possa aversi un incontro tra il Papa e l’artista portoricano Bad Bunny, che quella stessa sera terrà un concerto nelle vicinanze.
Lunedì 8 giugno, Leone XIV si riunirà col presidente del governo Pedro Sánchez e pronuncerà un discorso nel Congresso a camere congiunte, la prima volta di un Papa nel parlamento spagnolo. In un momento di particolare frizione nella discussione politica del paese, con le destre spagnole contrarie al piano di regolarizzazione dei migranti voluto dal governo e la Santa Sede che invece lo considera positivo. La visita del Papa, tra l’altro, si tiene qualche mese dopo la firma dell’accordo tra il governo e la chiesa cattolica per indennizzare le vittime di abusi sessuali commessi da religiosi. Secondo dati Del País, in Spagna sono 1.621 i religiosi accusati di aggressioni sessuali e 3.108 le vittime che le hanno patite.
In Catalogna, il Papa oltre a celebrare la messa nella Sagrada Familia, visiterà il carcere di Brians 1 e reciterà il rosario nel Monestir de Montserrat. Da Barcellona, l’11 giugno partirà per le Canarie, per l’ultima tappa del viaggio, quella con i migranti. Atterrerà nella base aerea di Gando, nella Gran Canaria, e ripartirà da Tenerife il giorno dopo per tornare a Roma. L’agenda di questi due giorni è tutta centrata sulla crisi migratoria: incontrerà persone migranti, lavoratori e volontari, offrirà una messa nello stadio di Gran Canaria, visiterà centri di accoglienza e si riunirà con collettivi di integrazione. Quindi, con un’ultima messa al porto di Santa Cruz, concluderà il suo viaggio.
Elena Marisol Brandolini
*Istituto Ispi

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