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Ecco come si diventa il Paese più ricco del mondo

Passi anni in cantina a costruire lance e spade. Addestri i tuoi militari a usarle con rapidità, efficienza e, quando serve, con vigliaccheria. Poi una notte entri nella casa di un altro. Non è una casa perfetta. Il padre governa i figli con durezza, spesso reprimendo le loro ribellioni. I fratelli litigano, si tradiscono, si combattono. Eppure quella famiglia non è povera né disprezzata: ha una casa grande, circa 1 milione e 700 mila chilometri quadrati, e quasi cento milioni di figli. Nel quartiere planetario è rispettata, nel bene e nel male. Forse è proprio per questo che il padre, da tempo, ha deciso di essere particolarmente severo con una prole sempre più agitata, sempre più attratta da un modello di vita occidentale.

di Angelo Santoro | 13 Marzo 2026

Passi anni in cantina a costruire lance e spade. Addestri i tuoi militari a usarle con rapidità, efficienza e, quando serve, con vigliaccheria. Poi una notte entri nella casa di un altro. Non è una casa perfetta. Il padre governa i figli con durezza, spesso reprimendo le loro ribellioni. I fratelli litigano, si tradiscono, si combattono. Eppure quella famiglia non è povera né disprezzata: ha una casa grande, circa 1 milione e 700 mila chilometri quadrati, e quasi cento milioni di figli. Nel quartiere planetario è rispettata, nel bene e nel male. Forse è proprio per questo che il padre, da tempo, ha deciso di essere particolarmente severo con una prole sempre più agitata, sempre più attratta da un modello di vita occidentale. E che male ci sarebbe, verrebbe da dire. Ma ecco che arrivano i salvatori. Entrano di notte come malfattori. Uccidono, saccheggiano, pretendono di cambiare il capofamiglia. Non perché amino davvero i figli, ma perché vogliono mettere le mani sulla cassaforte. A quel punto la narrazione diventa semplice, quasi rassicurante: si eliminano gli integralisti, i fanatici, gli antipatici. E tutto sembra giustificato. Perché no? Potremmo fare anche noi così con il vicino di casa. Entriamo, prendiamo quello che vogliamo, e poi ci indigniamo se il giudice pretende di condannarci. Gli americani in fondo lo fanno da sempre. Certo spesso con modi più eleganti e più diplomatici di quelli dell’attuale presidente. Ma il meccanismo non cambia. La differenza è che l’attuale inquilino della Casa Bianca nella sua volgarità almeno non si nasconde dietro troppi veli: non è ipocrita. Dice ad alta voce quello che altri hanno fatto per decenni con linguaggi più raffinati. Il vero problema di queste incursioni vigliacche non è soltanto la violenza. È che non esiste mai un vero progetto per il dopo. Non c’è un’idea di futuro. Si entra, si prende ciò che serve, e si esce. Dietro restano macerie, illusioni e generazioni convinte che qualcosa stia per cambiare. Poi passa poco tempo e quelle stesse generazioni si ritrovano con lo stesso capofamiglia, o con un suo discendente ancora più furioso con i figli che lo hanno tradito. L’Afghanistan da questo punto di vista è un esempio che vale per tutti. Nel frattempo Donald Trump insulta, minaccia, colpisce cittadini, militari e civili di altri Paesi con la brutalità di chi considera il mondo una gigantesca azienda. Dove vede ricchezze da gestire, pretende di installare un amministratore delegato provvisorio: un pupazzo incaricato di sistemare i conti di quello Stato prima che qualcun altro venga a prenderseli. Il Venezuela, solo per parlare di ieri l’altro, non è forse stato trattato così? E Cuba potrebbe essere semplicemente la prossima tappa di questa logica. Nel frattempo il diritto internazionale – quello che amiamo citare come se fosse millenario – nelle regole reali non è quasi mai esistito. Esiste soprattutto nei documenti delle Nazioni Unite, che proprio Washington negli ultimi anni ha contribuito a indebolire e depotenziare. Così il nuovo ordine planetario prende forma. E paradossalmente assomiglia sempre più a una famiglia disfunzionale. Poi ci sediamo nei salotti e ci chiediamo perché gli adolescenti di oggi siano sempre più maleducati, aggressivi, incapaci di rispettare gli altri. Diciamo che è colpa dei cattivi esempi familiari. La verità è che i cattivi esempi siamo noi. Ai nostri figli ripetiamo che bisogna essere giusti, generosi, rispettosi dei più deboli. Ma nei fatti approviamo, per convenienza o per vigliaccheria, le prepotenze del più forte. E così insegniamo loro la lezione più antica del potere: che si diventa ricchi non quando si è giusti, ma quando si è abbastanza forti da imporre la propria ingiustizia.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

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