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Board of Peace: punto di svolta

Il piano di pace in 20 punti per  Gaza del presidente Donald Trump “resta la migliore, anzi, l’unica  speranza per Gaza, la regione e il mondo intero”. Lo ha dichiarato  l’ex primo ministro britannico e membro del comitato esecutivo del  Board of Peace, Tony Blair, secondo quanto riferito dalla Cnn. Gaza ha un potenziale “vasto”, ha proseguito Blair, sottolineando le sue coste affacciate sul Mediterraneo, l’età media molto bassa della  popolazione e la “vicinanza a grandi mercati regionali e globali”. Blair è ricordato per aver trascinato il Regno Unito nell’invasione dell’Iraq basandosi sulla falsa premessa della presenza di armi di distruzione di massa. Il Rapporto Chilcot (John Chilcot è stato un alto funzionario pubblico britannico, noto a livello mondiale per aver guidato l’inchiesta ufficiale sul ruolo del Regno Unito nella guerra in Iraq)

di Giuseppe Basilico | 20 Febbraio 2026

“Dimenticate i veti incrociati del Palazzo di Vetro. A Washington, il Board of Peace (Consiglio della Pace) ha appena dato il via a quella che molti definiscono l’ultima chiamata per la Striscia di Gaza. Tra l’impegno statunitense di 10 miliardi di dollari e il sostegno di potenze regionali come Arabia Saudita e Qatar, il progetto di Trump trasforma la pace in un asset su cui investire. In un panorama di macerie e stallo diplomatico, il (BoP) si impone con la forza della pragmatismo: una struttura gerarchica, un budget colossale e una missione che promette di trasformare la costa palestinese in una ‘Riviera del Mediterraneo’.” Il piano di pace in 20 punti per  Gaza del presidente Donald Trump “resta la migliore, anzi, l’unica  speranza per Gaza, la regione e il mondo intero”. Lo ha dichiarato  l’ex primo ministro britannico e membro del comitato esecutivo del  Board of Peace, Tony Blair, secondo quanto riferito dalla Cnn. Gaza ha un potenziale “vasto”, ha proseguito Blair, sottolineando le sue coste affacciate sul Mediterraneo, l’età media molto bassa della  popolazione e la “vicinanza a grandi mercati regionali e globali”. Blair è ricordato per aver trascinato il Regno Unito nell’invasione dell’Iraq basandosi sulla falsa premessa della presenza di armi di distruzione di massa. Il Rapporto Chilcot (John Chilcot è stato un alto funzionario pubblico britannico, noto a livello mondiale per aver guidato l’inchiesta ufficiale sul ruolo del Regno Unito nella guerra in Iraq)

del 2016 ha stabilito che l’azione militare non era l’ultima risorsa e che l’intelligence era stata presentata con una certezza ingiustificata. A causa di quel conflitto, che ha causato centinaia di migliaia di vittime civili e destabilizzato il Medio Oriente, Blair è considerato da molti attivisti e nel mondo arabo come un “criminale di guerra”. La sua nomina per gestire Gaza è stata definita da alcuni critici come un “macabro scherzo”. Diversi paesi musulmani e organizzazioni come Hamas hanno espresso forti riserve o aperta opposizione alla sua presenza nel Board, proprio a causa del suo ruolo storico nelle invasioni occidentali in territori islamici. In sintesi, per i sostenitori del piano, Blair è il “tecnico” esperto necessario per la Realpolitik; per i critici, è l’uomo meno adatto a portare una pace credibile proprio a causa dei “disordini” lasciati in Iraq. La visione del Board of Peace prevede “non una pace fasulla fatta di  dichiarazioni infondate e accordi che nessuno intende mantenere, ma un impegno autentico per una regione in cui, che tu sia musulmano, ebreo, cristiano, di qualsiasi fede o di nessuna, puoi crescere con le tue  forze e sentire il tuo governo al tuo fianco, non alle tue spalle”, ha aggiunto. Durante la prima  riunione di Washington, ha annunciato il piano abitativo per Gaza, che partirà da Rafah. Lo ha reso noto Marc Rowan, membro del consiglio  esecutivo del Board e Ceo di Apollo Global Management, spiegando che  il progetto prevede la ricostruzione della città meridionale di Rafah. “Nella prima fase saranno costruite 100.000 abitazioni per 500.000 residenti”, ha dichiarato Rowan, aggiungendo che nel tempo verranno  realizzate altre 400.000 abitazioni in altre zone di Gaza. “Non è una  questione di soldi o garanzie. È una questione di pace”, ha concluso. Donald Trump intende nominare il genero Jared Kushner inviato speciale per la pace. Lo ha annunciato lo stesso presidente usa in occasione della riunione a Washington del Board of Peace per Gaza. Trump ha anticipato che Kushner si concentrerà sulla mediazione di nuovi accordi diplomatici e ha elogiato il suo precedente ruolo nei negoziati in Medio Oriente, inclusi gli Accordi di Abramo (sono una sequenza di intese bilaterali tra Israele ed alcuni stati arabi: in primo luogo Emirati, poi Bahrein, Sudan, Marocco. Siglati in rapida successione nell’arco del 2020, sono stati progettati dalla prima amministrazione Trump e sostenuti poi anche da quella Biden) “Un tipo molto intelligente. Stiamo nominando anche Jared inviato di pace. Sono entrambi inviati di pace, e ti dico una cosa. Li osservo, dico, almeno siamo protetti dal punto di vista del QI”, ha detto Trump riferendosi a Kushner e a Steve Witkoff, che è già un inviato speciale del presidente. “Non c’è un piano B per Gaza. Il piano A è ricostruire e vivere in pace”. Lo ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio al primo incontro del Board of peace a Washington.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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