
Il presidente siriano ad interim (incarico provvisorio) Ahmad al-Sharaa ha dichiarato che la Siria sta conducendo negoziati con Israele per raggiungere un accordo di sicurezza che avrebbe consentito a Israele di lasciare le aree occupate dopo il rovesciamento di Bashar al-Assad a dicembre. Mentre le forze islamiste rovesciavano il regime dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad l’8 dicembre, Israele ha schierato truppe nella zona cuscinetto monitorata dalle Nazioni Unite sulle alture del Golan, che separa le forze israeliane e siriane dall’armistizio seguito alla guerra arabo-israeliana del 1973. La guerra del Kippur (nota altresì come guerra del Ramadan, guerra d’ottobre o quarta guerra arabo-israeliana) fu un conflitto armato combattuto dal 6 al 25 ottobre 1973 tra una coalizione di eserciti arabi, composta principalmente da Egitto e Siria alleatisi per combattere contro Israele.
Il conflitto ebbe inizio con l’attacco improvviso da parte degli eserciti dell’Egitto e della Siria cogliendo di sorpresa la dirigenza politico-militare israeliana nel pieno della giornata festiva ebraica dello Yom Kippur (il Giorno dell’ espiazione – colpa), mettendo in forte difficoltà le Forze di difesa israeliane. Le truppe egiziane, ben equipaggiate con missili sovietici anticarro e antiaereo, attraversarono con successo il canale di Suez e respinsero con pesanti perdite i primi affrettati contrattacchi israeliani, mentre contemporaneamente le forze corazzate siriane penetravano nel Golan. Nel tentativo di riconquistare i territori perduti. “Non c’è altro modo di superare questo se non cominciare a creare un processo credibile di negoziati sulla base della creazione di due Stati”, Israele e Palestina, e “insieme” con il partner palestinese Al Qudwa “continueremo ad andare avanti e vinceremo”. Lo ha detto l’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert durante il dibattito alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, a cui ha partecipato in videocollegamento anche l’ex ministro degli Esteri palestinese Nasser Al Qudwa.”. Ma, secondo l’ex primo ministro israeliano, “non c’è altro modo di superare questo se non cominciare a creare un processo credibile di negoziati sulla base della creazione di due Stati. E’ importante quindi avere un partner palestinese che ha condiviso con me questo e insieme continueremo ad andare avanti e vinceremo”. Il Mossad (è l’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele, focalizzato sulle operazioni all’estero)
David Barnea è il capo del Mossad oggi. Si era rifiutato di attuare un piano elaborato nelle ultime settimane per utilizzare agenti sul campo per assassinare i leader di Hamas, a Doha. Mentre i funzionari della sicurezza israeliani concordano ampiamente sul fatto che tutti i leader di Hamas, compresi quelli residenti all’estero, debbano essere alla fine perseguiti e uccisi, sottolinea il Post, molti hanno messo in dubbio la tempistica dell’operazione, dato che i funzionari di Hamas si stavano radunando in Qatar, un importante alleato degli Stati Uniti, e che stavano valutando una proposta del presidente Donald Trump per liberare gli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio di un cessate il fuoco nella Striscia. L’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, riferisce che a oltre 10mila bambini di Gaza City è stata diagnosticata la malnutrizione acuta solo negli ultimi due mesi. L’agenzia dell’Onu avverte che, se non verranno seguite le cure del caso, c’è un alto rischio che alcuni dei 2.400 bambini attualmente in cura nell’area per malnutrizione acuta grave possano morire di fame. Il Cairo avrebbe scoperto un piano israeliano per colpire i leader di Hamas che si trovano in Egitto, così come è stato fatto per il raid di martedì su Doha. Lo scrive il sito di notizie ‘Middle East Eye’ citando fonti egiziani, secondo le quali a un simile attacco l’Egitto avrebbe risposto con la forza. “Secondo informazioni di intelligence, Israele sta pianificando da tempo di eliminare alti funzionari di Hamas al Cairo, dopo che l’Egitto aveva già sventato un precedente piano simile durante i negoziati in città negli ultimi due anni”, ha dichiarato al sito un’autorevole fonte di sicurezza. Il ministero della Salute libanese ha annunciato che una persona è stata uccisa in un attacco israeliano nel Sud del Paese, dove Israele effettua regolarmente incursioni.
L’esercito israeliano continua a effettuare attacchi regolari in Libano, sostenendo di prendere di mira membri o siti di Hezbollah, nonostante l’accordo di cessate il fuoco che ha posto fine a oltre un anno di conflitto, inclusi due mesi di guerra aperta, tra Israele e il movimento libanese filoiraniano il 27 novembre 2024. Ma non trova, primo Ministro Benjamin Netanyahu, che sia stata una guerra inutile?
Giuseppe Basilico

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