
Con tre ore e mezza di ritardo, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è decollato dall’aeroporto Ben Gurion a bordo dell’aereo di Stato, in vista della sua terza visita al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, negli ultimi sei mesi. I due discuteranno del programma nucleare iraniano, della guerra a Gaza e degli sforzi per estendere gli Accordi di Abramo.
Ad accoglierlo, tra gli altri, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, il console generale a New York Ofir Akunis e il vice ambasciatore Eliav Benjamin. Previsto anche un incontro tra Netanyahu, il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito infrastrutture dei ribelli Houthi in Yemen, nel porto di Hodeidah e in altre aree controllate dagli insorti sostenuti dall’Iran. Successivamente, l’esercito ha dichiarato di aver rilevato due missili lanciati dallo Yemen verso Israele, dove le sirene antiaeree hanno suonato in diverse località: “Sono stati fatti dei tentativi di intercettare i missili e i risultati dell’intercettazione sono in fase di revisione”, ha comunicato l’Idf. Risuonano le sirene per il lancio di un razzo proveniente dallo Yemen in Cisgiordania e nelle zone circostanti il Mar Morto. Attivati gli allarmi per razzi e missili nelle zone di Giudea, Gush Etzion e Mar Morto. Un portavoce delle Idf ha dichiarato che “sono stati attivati allarmi in diverse aree del Paese a seguito di un lancio dallo Yemen. Lo riportano alcuni media, tra cui The Jerusalem Post. Il portavoce dell’Idf riferisce che sono due i missili lanciati dallo Yemen contro Israele. La prima sessione dei colloqui indiretti di cessate il fuoco tra Hamas e Israele in Qatar si è conclusa senza il raggiungimento di un accordo, riferiscono due fonti palestinesi che si occupano del dossier, aggiungendo che la delegazione israeliana non aveva un mandato sufficiente per raggiungere un accordo con Hamas. Lo riportano alcuni media, tra cui Ynet. L’aviazione israeliana sta sferrando un attacco alla città portuale yemenita di Hodeida. Lo riferisce Al-Masirah, la televisione dei ribelli filoiraniani Houthi. Sono in corso attacchi anche ai porti di Ras Issa e Dalif e alla centrale elettrica di Al-Khatib, come preannunciato dalle Israel Defense Forces con un ordine di evacuazione. Per il quarto mese consecutivo, le autorità israeliane non hanno consentito l’ingresso di carburante a Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric, nel corso dell’incontro quotidiano con i media internazionali. L’assenza di carburante accessibile, ha spiegato Dujarric, “significa niente ambulanze, niente elettricità per gli ospedali e niente acqua potabile. Il carburante salva la vita a Gaza, e le autorità israeliane devono permettere l’ingresso di questa risorsa senza ulteriori ritardi”.
Undici palestinesi, tra cui un bambino, sono rimasti uccisi, e oltre 70 feriti, in un attacco israeliano su un gruppo di civili a nord del campo di Nuseirat,nella Striscia di Gaza centrale, secondo quanto riferito da una fonte medica ad Anadolu. È un’agenzia di stampa di proprietà del governo della Turchia. Una nave cargo è stata attaccata ieri sera a largo delle coste dello Yemen, il secondo episodio in poco più di 24 ore nel Mar Rosso. Lo riporta Reuters online riferendo che due guardie di sicurezza a bordo sono rimaste ferite e altre due sono disperse. La ”massima priorità” di Donald Trump è porre fine alla guerra a Gaza e liberare gli ostaggi detenuti da Hamas. Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitti. Leavitt ha anche annunciato che l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, si recherà in Qatar nel corso della settimana, dove Israele e Hamas sono impegnati in colloqui indiretti. Una fonte di Hamas ha dichiarato al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat che l’attuale round di negoziati sul cessate del fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi è “condotto con maggiore serietà rispetto ai precedenti” e che un accordo potrebbe essere raggiunto già giovedì. Lo riporta Haaretz.
Ma il giorno in cui avremo risolto il problema con le risorse alternative non avremo più bisogno di voi primo ministro Benjamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

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