• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Raid aerei israeliani distruggono 40 mezzi nella Striscia di Gaza

L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto circa 40 mezzi per le costruzioni durante i raid aerei avvenuti durante la notte e ieri mattina nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf), secondo cui i veicoli sono stati utilizzati da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023 per bucare la barriera difensiva al confine con Israele, consentendo a migliaia di miliziani di entrare nel Paese. Le Idf affermano che durante la guerra Hamas ha utilizzato le ruspe anche per piazzare bombe, scavare tunnel e rimuovere le macerie per trovare armi.

di Giuseppe Basilico | 23 Aprile 2025

“Torniamo agli israeliani, primo ministro Benjamin Netanyahu. Lei dice che con voi subiscono sempre immense perdite. Quanti israeliani pensa che siano stati uccisi, a tutt’oggi, da voi?”

L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto circa 40 mezzi per le costruzioni durante i raid aerei avvenuti durante la notte e ieri mattina nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf), secondo cui i veicoli sono stati utilizzati da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023 per bucare la barriera difensiva al confine con Israele, consentendo a migliaia di miliziani di entrare nel Paese. Le Idf affermano che durante la guerra Hamas ha utilizzato le ruspe anche per piazzare bombe, scavare tunnel e rimuovere le macerie per trovare armi. L’Onu ha espresso di nuovo preoccupazione per la situazione a Gaza e lanciato un appello a raggiungere un accordo di cessate il fuoco. Ogni giorno, ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric, “leggiamo notizie e aggiornamenti deprimenti sulla situazione dei palestinesi a Gaza”. Un’indagine dell’emittente pubblica israeliana Kan ha scoperto che l’esercito israeliano ha inventato la scoperta di un tunnel nel Corridoio di Filadelfia lungo il confine tra Gaza ed Egitto, affermando invece che la struttura era un canale poco profondo. Ad agosto, l’esercito ha pubblicato le foto di quello che, a suo dire, rappresentava un tunnel nell’area demilitarizzata lungo il confine. “Non c’è mai stato un tunnel, ma un canale coperto di terra”, ha dichiarato Kan. Lo scopo di questa affermazione “era di esagerare l’importanza del Corridoio di Filadelfia e di ritardare un accordo sugli ostaggi”. “È stato presentato al pubblico come un tunnel profondo per impedire il raggiungimento di un accordo con Hamas”.

“Grazie, presidente Trump”. Cosi’ il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X, rilanciando il messaggio postato dal capo della Casa Bianca su Truth in merito alla loro telefonata. Nel post, Trump ha indicato che i due hanno parlato di dazi e Iran, ma non ha nominato la questione degli ostaggi. Secondo la stampa, le delegazioni di Israele e Hamas sono volate al Cairo per incontrare i mediatori e cercare una svolta nei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio dei rapiti.

“Ho appena parlato con il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, in merito a numerosi argomenti tra cui il commercio, l’Iran, ecc. La telefonata è andata molto bene: siamo dalla stessa parte su ogni questione”. Così Donald Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Un palestinese residente nel villaggio di Sinjil, vicino a Ramallah, è morto dopo che la sua casa è stata data alle fiamme durante un violento attacco dei coloni ieri. Un testimone oculare dell’attacco ha riferito al Times of Israel che Wael Rarabi, 47 anni, è morto dopo aver subito un attacco di cuore, in seguito alle percosse dei soldati, ai gas lacrimogeni e all’inalazione di fumo. La cancellazione dei tweet di cordoglio pubblicati in seguito alla morte di papa Francesco ha suscitato l’ira degli ambasciatori israeliani in tutto il mondo, soprattutto nei paesi cattolici, nelle ultime 24 ore, e ha portato a un risentimento interno verso la direzione del ministero a Gerusalemme. Lo scrive Ynet, edizione online del quotidiano Yedioth Ahronoth. I post, che sono stati pubblicati sugli account ufficiali del ministero degli Affari Esteri su Network X (ex Twitter) in varie versioni per tutto il mondo, includevano la frase: “Riposa in pace, Papa Francesco. Che la sua memoria sia una benedizione”. I tweet sono stati cancellati dopo poche ore, e l’ordine di cancellarli è stato dato anche a tutte le missioni israeliane nel mondo. Ai diplomatici è stato chiesto di rimuovere qualsiasi post o tweet sull’argomento, senza spiegazioni. Ora, molti nel servizio diplomatico avvertono che questa è una mossa che potrebbe causare danni profondi e duraturi: “Non solo non abbiamo detto parole di cordoglio, ma abbiamo scelto di cancellarle – e sembra brutto. Molto male”. Un alto funzionario del ministero degli Esteri ha dichiarato in risposta: “Il tweet è stato pubblicato per errore. Abbiamo risposto alle parole del Papa contro Israele durante la sua vita, e non lo faremo dopo la sua morte. Rispettiamo i sentimenti dei suoi credenti”. Gli Stati Uniti hanno emesso martedì nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, secondo quanto riportato dal sito web del Dipartimento del Tesoro, nel contesto dei colloqui in corso tra i due Paesi sul programma nucleare di Teheran. È attesa una telefonata tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump. Lo scrive Haaretz. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che si aspetta dall’Europa “una voce forte” contro le azioni di Israele a Gaza, durante un incontro ad Ankara con Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. Forse è giusto pensare che il fine giustifica i mezzi.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, cairo, casa bianca, danni, dichiarato, europa, importanza, iran, la stampa, merito, ministero degli esteri, missioni, mondo, soldati, stati uniti, tesoro

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti