
“Torniamo agli israeliani, primo ministro Benjamin Netanyahu. Lei dice che con voi subiscono sempre immense perdite. Quanti israeliani pensa che siano stati uccisi, a tutt’oggi, da voi?”
L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto circa 40 mezzi per le costruzioni durante i raid aerei avvenuti durante la notte e ieri mattina nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf), secondo cui i veicoli sono stati utilizzati da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023 per bucare la barriera difensiva al confine con Israele, consentendo a migliaia di miliziani di entrare nel Paese. Le Idf affermano che durante la guerra Hamas ha utilizzato le ruspe anche per piazzare bombe, scavare tunnel e rimuovere le macerie per trovare armi. L’Onu ha espresso di nuovo preoccupazione per la situazione a Gaza e lanciato un appello a raggiungere un accordo di cessate il fuoco. Ogni giorno, ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric, “leggiamo notizie e aggiornamenti deprimenti sulla situazione dei palestinesi a Gaza”. Un’indagine dell’emittente pubblica israeliana Kan ha scoperto che l’esercito israeliano ha inventato la scoperta di un tunnel nel Corridoio di Filadelfia lungo il confine tra Gaza ed Egitto, affermando invece che la struttura era un canale poco profondo. Ad agosto, l’esercito ha pubblicato le foto di quello che, a suo dire, rappresentava un tunnel nell’area demilitarizzata lungo il confine. “Non c’è mai stato un tunnel, ma un canale coperto di terra”, ha dichiarato Kan. Lo scopo di questa affermazione “era di esagerare l’importanza del Corridoio di Filadelfia e di ritardare un accordo sugli ostaggi”. “È stato presentato al pubblico come un tunnel profondo per impedire il raggiungimento di un accordo con Hamas”.
“Grazie, presidente Trump”. Cosi’ il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X, rilanciando il messaggio postato dal capo della Casa Bianca su Truth in merito alla loro telefonata. Nel post, Trump ha indicato che i due hanno parlato di dazi e Iran, ma non ha nominato la questione degli ostaggi. Secondo la stampa, le delegazioni di Israele e Hamas sono volate al Cairo per incontrare i mediatori e cercare una svolta nei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio dei rapiti.
“Ho appena parlato con il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, in merito a numerosi argomenti tra cui il commercio, l’Iran, ecc. La telefonata è andata molto bene: siamo dalla stessa parte su ogni questione”. Così Donald Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Un palestinese residente nel villaggio di Sinjil, vicino a Ramallah, è morto dopo che la sua casa è stata data alle fiamme durante un violento attacco dei coloni ieri. Un testimone oculare dell’attacco ha riferito al Times of Israel che Wael Rarabi, 47 anni, è morto dopo aver subito un attacco di cuore, in seguito alle percosse dei soldati, ai gas lacrimogeni e all’inalazione di fumo. La cancellazione dei tweet di cordoglio pubblicati in seguito alla morte di papa Francesco ha suscitato l’ira degli ambasciatori israeliani in tutto il mondo, soprattutto nei paesi cattolici, nelle ultime 24 ore, e ha portato a un risentimento interno verso la direzione del ministero a Gerusalemme. Lo scrive Ynet, edizione online del quotidiano Yedioth Ahronoth. I post, che sono stati pubblicati sugli account ufficiali del ministero degli Affari Esteri su Network X (ex Twitter) in varie versioni per tutto il mondo, includevano la frase: “Riposa in pace, Papa Francesco. Che la sua memoria sia una benedizione”. I tweet sono stati cancellati dopo poche ore, e l’ordine di cancellarli è stato dato anche a tutte le missioni israeliane nel mondo. Ai diplomatici è stato chiesto di rimuovere qualsiasi post o tweet sull’argomento, senza spiegazioni. Ora, molti nel servizio diplomatico avvertono che questa è una mossa che potrebbe causare danni profondi e duraturi: “Non solo non abbiamo detto parole di cordoglio, ma abbiamo scelto di cancellarle – e sembra brutto. Molto male”. Un alto funzionario del ministero degli Esteri ha dichiarato in risposta: “Il tweet è stato pubblicato per errore. Abbiamo risposto alle parole del Papa contro Israele durante la sua vita, e non lo faremo dopo la sua morte. Rispettiamo i sentimenti dei suoi credenti”. Gli Stati Uniti hanno emesso martedì nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, secondo quanto riportato dal sito web del Dipartimento del Tesoro, nel contesto dei colloqui in corso tra i due Paesi sul programma nucleare di Teheran. È attesa una telefonata tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump. Lo scrive Haaretz. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che si aspetta dall’Europa “una voce forte” contro le azioni di Israele a Gaza, durante un incontro ad Ankara con Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. Forse è giusto pensare che il fine giustifica i mezzi.
Giuseppe Basilico

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