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UE: Negoziare uniti con gli Stati Uniti in posizione di forza

In questa logica i 25 Ministri della Difesa dei paesi europei (Irlanda e l’ Austria non ne fanno parte) dovrebbero coordinare preventivamente strategie europee comuni in modo da incidere nei reali processi decisionali della NATO sinora dominati dalle logiche del Pentagono. Sarebbe interessante sapere se è come

di Marco Mayer | 5 Aprile 2025

Perché l’ Unione Europea non sia solo un’ arena di mercato, ma, si trasformi in un vero e proprio attore politico servono due condizioni. 

La prima é che i paesi europei si muovano come componente unitaria all’ interno della NATO accrescendo in modo consistente il loro impegno finanziario per la difesa, ma anche il proprio peso politico-miltare all’ interno dell’ Alleanza.

L’obiettivo deve essere quella di negoziare uniti (e pertanto  da posizioni di forza) con gli Stati Uniti e con gli altri partner Regno Unito, Turchia e Norvegia. 

In questa logica i 25 Ministri della Difesa dei paesi europei (Irlanda e l’ Austria non ne fanno parte) dovrebbero coordinare preventivamente strategie europee comuni in modo da incidere nei reali processi decisionali della NATO sinora dominati dalle logiche del Pentagono. Sarebbe interessante sapere se è come

 il Ministro Guido Crosetto si muove in questa direzione.

La seconda condizione è elaborare una propria visione strategica sul futuro del commercio internazionale. È fondamentale difendere in modo incisivo e intelligente gli interessi nazionali (senza dimenticare che talora sono contrastanti) degli Stati Membri della UE rispetto ai dazi decisi dal Presidente Donald Trump. Ma non basta.

L’ Unione Europea deve finalmente parlare al resto del mondo lanciando una strategia alternativa a quanto deciso dalla Casa Bianca sui dazi sulla base di criteri primitivi e sbagliati  che talora rasentano l’assurdita’ come nel caso dell’ isola dell’ isola abitata solo da pinguini.

Il punto di partenza deve esser, però,  la consapevolezza che l’ amministrazione americana ha dato  una risposta inaccettabile, ma che esistono  problemi strutturali nel commercio mondiale che non devono essere elusi.

A 30 anni dalla nomina dell’ Ambasciatore Renato Ruggero a direttore generale del WTO (1 maggio 1995) i mercati globali non si sono sviluppati come “level playing field”,  ma presentano alcune rilevanti e innegabili assimetrie soprattutto in materia di concorrenza (leale/sleale). 

Nello sviluppo dei processi di globalizzazione il caso della Cina è macroscopico, inutile girarci intorno.

 Il volume degli  incentivi pubblici alle imprese, il ruolo delle aziende di stato, il controllo politico e la manipolazione  della moneta e la sostanziale negazione della liberta’ imprenditoriale per gli  investitori stranieri rendono il Dragone ancora molto lontano dalla concezione dell’efficienza di mercato propria della cultura liberale.

Salvo rari casi di golden power ( in settori particolarmente sensibili) , le imprese cinesi hanno negli ultimi due decenni avuto una libertà di movimento in Europa impensabile per le aziende europee in Cina. 

L’anomala posizione commerciale assai “privilegiata” della Cina nelle relazioni economiche internazionali è un tema molto sentito in Africa e in Asia.  

Accanto al duro negoziato che  Bruxelles deve intraprendere  al più presto con i falchi di Washington una postura intransigente della UE deve esserci anche con i lupi di  Pechino. Solo in questo modo l’ Europa potrà finalmente assumere una reale credibilità internazionale e diventare finalmente un attore politico.

Marco Mayer

Pubblicato in : AperturaTag: 1 maggio, amministrazione, anni, bruxelles, casa bianca, cina, cultura liberale, direttore generale, europa, futuro, globalizzazione, mercati, mercato, mondo, movimento, nato, paesi europei, stati membri, stati uniti, stranieri, sviluppo, unione europea

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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