
Presidente Trump, accettando la risoluzione del Consiglio di sicurezza, lei riconosce a Israele il diritto di esistere. Insomma non nega che Israele sia una realtà storica e ineliminabile.
Donald Trump, ricevendo nello Studio Ovale il premier giapponese Shigeru Ishiba, ha detto che non c’è “nessuna fretta” sul suo controverso piano per Gaza e ha ribadito che non ci sarà bisogno di truppe Usa nella Striscia. Israele dovrebbe rilasciare oggi 183 prigionieri palestinesi, tra cui 111 residenti di Gaza detenuti dal 7 ottobre 2023. Lo fa sapere Hamas. Dopo la consegna dei nomi dei tre ostaggi israeliani, fa sapere Hamas, “come parte della prima fase dell’accordo di scambio, saranno rilasciati 18 prigionieri condannati all’ergastolo, 54 prigionieri con lunghe pene detentive e 111 prigionieri della Striscia di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre”, ha affermato Hamas in una nota. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio farà la sua prima visita in Medio Oriente questo mese. Lo ha detto un alto funzionario del Dipartimento di Stato, sulla scia delle dichiarazioni del Presidente Donald Trump sulla ricollocazione della popolazione di Gaza. Rubio parteciperà alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco e poi visiterà Israele, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita dal 13 al 18 febbraio. Il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Obeida, ha dichiarato su Telegram che oggi saranno rilasciati gli ostaggi israeliani Eli Sharabi, Ohad ben Ami e Or Levy. Lo riporta il Guardian. Il portavoce dell’ala militare di Hamas ha annunciato che l’organizzazione ha inoltrato ai Paesi mediatori la lista dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi nell’ambito dell’accordo con Israele. Lo riporta Ynet. “Non avremo un futuro per Gaza o un futuro per la pace nella nostra parte del mondo se Hamas resterà”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una conferenza stampa congiunta con il presidente della Camera degli Stati Uniti Mike Johnson, sottolineando che lui e Trump hanno parlato di come impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e assicurarsi che Hamas venga “distrutto”. Hamas ha accusato Israele di aver impedito l’ingresso nella Striscia di Gaza di mezzi pesanti per la sgombero delle macerie, mezzi che il movimento palestinese ritiene necessari per estrarre i corpi degli ostaggi israeliani. “Impedire l’ingresso di macchinari e attrezzature pesanti necessari per rimuovere 55 milioni di tonnellate di detriti…
influenzerà senza dubbio la capacità della resistenza di estrarre i prigionieri (ostaggi) morti”, ha affermato Salama Marouf, portavoce dell’ufficio stampa di Hamas a Gaza. La Corte penale internazionale è un’organizzazione “scandalosa e corrotta”. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una breve dichiarazione in occasione della sua visita allo speaker della Camera Mike Johnson. Netanyahu ha ringraziato il presidente Donald Trump per le sanzioni alla Cpi e per le altre azioni “immediate” assunte a favore di Israele, come lo sblocco di un miliardo di dollari di forniture militari. I 79 firmatari rappresentano i due terzi dei 125 Paesi che hanno ratificato lo Statuto di Roma che ha istituito la Corte Penale Internazionale. Nel documento i Paesi sostengono che le sanzioni decise dagli Stati Uniti nei confronti dell’organismo internazionale, che a novembre aveva emesso un ordine di cattura verso il premier israeliano Benamin Netanyahu e i leader di Hamas per crimini di guerra, “comprometterebbero in modo grave tutti i casi attualmente sotto inchiesta, perché la Corte potrebbe doversi trovare costretta a chiudere i suoi uffici sul campo”. Il rischio, aggiungono i firmatari, è anche quello di “erodere lo stato di diritto internazionale”. In un’intervista rilasciata a Channel 14, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’ Arabia Saudita ha abbastanza territorio per fornire uno stato ai palestinesi. “I sauditi possono creare uno stato palestinese in Arabia Saudita, hanno molta terra laggiù”, ha affermato. Lo riporta il Jerusalem Post. Sulla possibilità di uno stato palestinese come condizione per la normalizzazione, Netanyahu ha affermato che non avrebbe stipulato “un accordo che metta in pericolo lo Stato di Israele”. Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha annunciato di aver incaricato il Capo di Stato Maggiore di rimproverare il Maggiore generale Shlomi Binder, direttore dell’intelligence militare, che ieri, secondo canale 13, ha detto che Israele dovrebbe “prepararsi per il mese del Ramadan”, che inizierà tra circa due settimane, perchè “il piano di Trump” causerà disordini. Katz ha affermato che gli ufficiali dell’ Idf non potranno mai “parlare contro l’importante piano del presidente degli Stati Uniti Trump riguardante Gaza e contro le direttive dei leader politici israeliani”.
Presidente Trump, lei crede davvero a una soluzione di pace?
Giuseppe Basilico

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