• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Politica e cittadini: sacrifici a senso unico

di Cesare Greco | 11 Giugno 2012

Terapie come quelle fin ora utilizzate finiscono per avere un effetto tossico le cui conseguenze potrebbero essere opposte a quelle desiderate, necrotizzando il tessuto dell’economia italiana.

 Si dice che manchi la dimostrazione empirica che la curva di Laffer abbia una reale validità scientifica, ovvero che esista nella realtà un livello di pressione fiscale tale da far sì che non convenga più produrre reddito e che evadere o eludere il fisco diventi una soluzione conveniente. Certo nel nostro Paese della convenienza di evasione ed elusione ne sono convinti in tanti, a prescindere dalle più o meno valide teorie economiche. Non si spiegherebbe altrimenti l’enorme diffusione della disonestà fiscale in tutte le epoche storiche e durante tutti i diversi periodi di congiuntura economica. Per tale motivo si dice che a pagare sono sempre e solo i soliti noti, ovvero i contribuenti sottoposti a trattenuta diretta, alla fonte, sul reddito percepito. Ma da ieri, da quando sono state rese note le cifre del gettito fiscale del primo quadrimestre di quest’anno, l’ombra della discussa curva a campana si proietta sull’economia del paese e sulla sua capacità di ottenere entro il 2013 il pareggio di bilancio sulla base delle previsioni di entrata. In effetti non si è trattato di una riduzione assoluta (al contrario le entrate fiscali hanno registrato un modesto aumento), ma di una riduzione sulle previsioni, ovvero su quanto il nostro fisco avrebbe dovuto incamerare dal decreto salva Italia per far si che la durissima manovra del governo Monti non sia solo una prima fase seguita da ulteriori prelievi diretti o indiretti. In particolare la riduzione delle entrate riguarderebbe soprattutto il gettito IVA. Volendo riconoscere a Monti una più efficace (o quanto meno più spettacolare) lotta all’evasione, la causa del non rispetto delle previsioni starebbe tutto nella contrazione dei consumi. In sostanza si è speso di meno a causa dei prezzi troppo alti e, soprattutto, per paura di non poter far fronte agli obblighi fiscali. E’ evidente come parlare a questo punto di ulteriori inasprimenti fiscali o, peggio, di manovre sulle tredicesime, con conseguente calo dei consumi nel momento più favorevole dell’anno, finirebbe per ottenere un effetto depressivo e recessivo mortale. Terapie come quelle fin ora utilizzate, se protratte nel tempo, finiscono per avere un effetto tossico le cui conseguenze potrebbero essere opposte a quelle desiderate, finendo per necrotizzare il tessuto connettivo dell’economia italiana rappresentato dalla piccola e media impresa e la cui vivace presenza ci ha fino ad ora differenziato e protetto da situazioni come quella greca o spagnola (con in più l’aggravante del nostro enorme debito pubblico). Non resta che una soluzione: dare seguito in modo deciso ed efficace alla riduzione della spesa pubblica e, soprattutto, attuare riforme che intervengano sulle due voci che di più incidono su di essa, sprechi e corruzione. Ma per fare questo occorre coraggio e decisione ben sapendo che per agire su queste due vergognose voci si vanno inevitabilmente a toccare i nervi scoperti degli interessi del clientelismo politico e, quindi, in buona sostanza, del meccanismo occulto di finanziamento della classe politica; soprattutto di quella più rapace e al contempo incapace, rappresentata dai vari politici e faccendieri locali. Il ministro della Sanità ha riconosciuto che la fetta più ampia degli sprechi si concentra proprio nel campo di sua competenza così come, secondo quanto va sostenendo da anni la Corte dei Conti, gran parte della corruzione. Ma intervenire sulla spesa sanitaria così come si è fatto fino ad ora e, soprattutto, continuare ad affidare compiti commissariali a chi di questo sfascio è responsabile, ovvero i Presidenti delle regioni, non solo non risolve il problema, ma finisce per provocare un’ulteriore contrazione dell’offerta assistenziale a scapito unicamente dei cittadini contribuenti. Abbiamo più volte sostenuto che così com’è organizzata la governance delle aziende sanitarie e ospedaliere non può che provocare, mantenere e aggravare il fenomeno del clientelismo, degli sprechi e della corruzione. Il controllo militare da parte della politica su nomine, concorsi e consulenze rende la sanità quel mammellone a cui attaccarsi per soddisfare le aspettative dei clienti, di capi e capetti locali. Non ci si può certo stupire se, dal momento che la dirigenza sanitaria, a cominciare dagli strapagati Direttori Generali di ASL e Aziende ospedaliere, deve alla politica e ai suoi rappresentanti posizione e stipendi, questa dirigenza avrà tutto l’interesse a soddisfarne i desiderata al fine di rafforzarne la posizione e il sistema di potere, per proteggere innanzitutto se stessa. Come conseguenza si è assistito ad un aumento spropositato del numero di amministrativi, spesso spostando dal più utile lavoro sul paziente legioni di ausiliari sindacalizzati, al conferimento di contratti di consulenza cervellotici all’assegnazione di appalti per lavori spesso inutili o che spesso devono essere ripetuti perché mal fatti e a volte bloccati dall’intervento della magistratura. Tutto beninteso reso, quasi sempre, legale dai poteri conferiti ai Direttori Generali, di diretta nomina politica, dalla legge 229/99, meglio nota come legge Bindi che, se nell’ex ministro della sanità riconosce la propria madre, nell’attuale ministro Balduzzi non può che riconoscere il proprio padre. E allora ecco il punto. Saprà il sig. ministro riconoscere l’errore di fondo della legge che ha contribuito a scrivere togliendo alla politica il potere di vita e di morte professionale della dirigenza sanitaria tagliando quel nodo gordiano di interessi perversi che soffocano il nostro ex sistema sanitario nazionale oggi sistema sanitario regionale? Ammesso che il ministro abbia questo coraggio, ci sarebbero comunque, inevitabili, le feroci resistenze dei partiti (tutti, nessuno escluso) che si vedrebbero sottrarre un consolidato sistema di potere e clientela. Continuare sulla strada finora percorsa, continuare a tagliare l’assistenza lasciando inalterata la fonte degli sprechi e delle clientele, magari auspicando, come i politici di professione fanno, l’attuazione di una “buona politica” senza che poi nessuno sappia di cosa si tratti e soprattutto fatta da chi, visti i risultati degli attuali amministratori locali, significa sapere fin da ora che la battaglia sarà inevitabilmente persa e che alla fine a vincere saranno corrotti e corruttori loro sì espressione della vera anti politica, ovvero del contrario di ciò che la politica dovrebbe essere.

Pubblicato in : Primo piano

Info Cesare Greco

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti