
La radio: cento anni e sempre modernissima. Radio nazionale, internazionale, locale, mondiale. I grandi conduttori televisivi ora in voga si sono formati alla Radio da Carlo Condi ad Amadeus. Anni eroici ed epici in tutta Italia quelli delle Radio Libere che hanno segnato un’epoca, fantastici quegli anni Settanta e Ottanta. Radio che non si è mai piegata a poteri forti tecnologici e che anzi ha adeguato e assoggettato rendendosi più moderna dalle frequenze al digitale. Pensate al ruolo di radio locali nel secolo brève e delle frequenze internazionali ai tempi della guerra tipo Radio Londra. Qui Radio Londra. Da noi grandi esempi di storicità e modernità da Radio Bari a Radio Trieste, da Radio Palermo a Radio Milano e via geografando. Venendo ai nostri giorni vi devo aggiornare su una esperienza di questi mesi. Comincio con i complimenti che di solito un giornalista non dovrebbe fare almeno all’inizio, ma qui facciamo parlare il cuore oltre alla storia. Bravi quelli di Castel Goffredo, molto apprezzabile la scelta di rilanciare la Radio, Radio Alfa, emittente storica del Mantovano. Nell’anno in cui celebriamo il secolo di vita della radio in Italia, nata il 6 ottobre 1924, grazie -notoriamente grazie- a quel coraggioso uomo di scienza e tecnica che di nome fa Guglielmo e di cognome Marconi, e grazie all’indovinata miscela di contenuti che da subito la radio italiana ha messo in onda tra musica e avvertimenti, concerti e bollettini, spettacolo e notizie, soprattutto di pubblica utilità.
Bene a Castel Goffredo grazie alla sensibile lungimiranza del nuovo parroco don Paolo Azzini, e alla disponibilità di un gruppo di giovani e meno giovani, a cominciare dall’esperto direttore Daniele Guidetti, una vita in redazione e in studio e tra le radio, si punta e si rilancia sulla e della radio, Radio Alfa. Una radio che accompagna, una radio che serve alle comunità per capirsi, per raccontarsi. Mica poco!
Che tuffo nel futuro, e un po’ nel passato. Quando Daniele mi ha chiamato non ho avuto un secondo di esitazione. Certo che vengo a Castel Goffredo, un po’ perché a Castello ormai mi trovo quasi come in una seconda casa da quando grazie a Luciano Ghelfi ho cominciato a seguire il celebre Premio Acerbi e dove ho trovato nuove amiche e amici cominciare da Simona Cappellari e- Tiziana Pradella e tante altre consigliere e consiglieri della Fondazione, e un po’ perché avevo proprio voglia di respirare le stanze di una radio. Come quelle -che ricordi- di Radio Zero a Suzzara, ai tempi dell’indimenticato ed indimenticabile Giordano Cucconi, che aveva una culto della notizia e della cronaca una dedizione e un mestiere da segnalare all’intera categoria dei giornalisti, e poi i ricordi delle trasmissioni di Radio Delta officiante il tecnologico Genitrini, due radio allora solo a Suzzara. E poi in giro per la provincia tante altre, appunto come Radio Alfa, il cui nome già segnalava una certa principalità.
Con Daniele Guidetti e Alessandra Taraschi, che segue palinsesto e trasmissioni insieme con altri giovani e collaboratori, ricordiamo i bei tempi passati ma soprattutto il valore della radio nella vita della comunità oggi e domani, verrebbe da dire. Uno strumento solido e moderno che non è mai stata “sorella povera” della televisione semmai la sorella maggiore e piena di insegnamenti negli anni dell’avvento del teleschermo. Bravi a Castel Goffredo, dunque. Molto bravi. Com’è noto la radio si sposa molto bene con il digitale e con la rete, la radio ti accompagna con rispetto e affetto, le voci della radio diventano sostegno e incoraggiamento, diventano racconto e sogno, spiegazione e ragionamento. Mica poco. Ricordo la pagina degli spettacoli al giornale e l’elenco della radio libere cosiddette libere, e mi sa anche di fatto, e c’era tra i vari loghi anche Radio Alfa.
Nata proprio nel 1977, il giorno 1° dicembre, anno e tempi di grande subbuglio sociale, scolastico e giovanile. Un primo nucleo di volontari e appassionati si mise al lavoro tra fili e mixer, tra dischi vinile e microfoni a fuso, coordinati da don Adriano Zanca, allora parroco di Castel Goffredo. Poi vi passarono generazioni di ragazze e ragazzi, tra cui Giovanni Telò, storico, giornalista e prete, ora a Quistello, ma originario di Castello e adesso direttore responsabile per la parte informativa giornalistica. Avevo voglia di rituffarmi nell’atmosfera, nei colori e tra gli strumenti e gli scaffali di una radio. E le attese sono state premiate. Targhetta in strada, porta che apre ad un ambiente di incontro e di circolo ricreativo come si sarebbe detto allora, un biliardino, ragazzi che giocano un bar e gente che festeggia e poi una porta e le scale e poi si arriva al primo piano con le targhe più grandi e l’ingresso a vetri con telecamera e citofono a composizione numerica. E che scherzi?! Mica come negli anni Settanta quando dovevi chiedere chi ha le chiavi: “Chi mette l’ultimo disco? Chi va via per ultimo lasci le chiavi in canonica!”
Entri e varchi la porta a vetri e senti subito il profumo della radio, dei dischi, dei microfoni e non vedi l’ora di sentire la messa in onda. Cartelli incoraggianti: on air, in onda. Daniele mi ha chiamato per parlare del libro sui segreti mantovani ma data l’atmosfera la chiacchierata si è trasformata in una bella carrellata sulle tappe della vita professionale ed esperienze varie di un giornalista di provincia capitato a fare i servizi al Tg1 delle 20 sul finire degli anni Ottanta. E così i minuti radiofonici sono filati via quasi come una cascata di canzoni orecchiabili e sull’onda, mai parola sarà così consona, dei ricordi personali e collettivi. Eh, la radio! Vi immaginereste un viaggio o uno spostamento in auto senza la radio?! Inconcepibile anche per le fantasie più fervide. Vabbè adesso in auto c’è praticamente un sistema cosiddetto di infotainment che potrebbe far invidia a certi schermi della Nasa, ma il piatto forte e la colonna insostituibile di questa piattaforma è la radio, le sue frequenze e i suoi canali. Basta un tocco o una emissione fonetica gutturale -dicesi comando vocale- per ascoltare musica o un dibattito scientifico, per passare da un programma culturale con lettura viva e vivida di testi letterari ad una cronaca sportiva dal ciclismo al calcio, dallo sci alla pallanuoto e grazie al racconto ti sembra di stare allo stadio, in vasca o sulle piste. Miracoli e magia realissima della radio.
Daniele Guidetti viene da Castiglione delle Stiviere, una terra ricca di esperienze in fatto di radio al confine col Bresciano e adesso sta rilanciando programmi e rubriche, appuntamenti e approfondimenti, con finestre e dirette. Tra le altre firme a Radio Alfa c’è Elide Pizzi nota esperta di tradizioni e folklore mantovano a cominciare dall’enogastronomia, ma anche abile e sensibile conduttrice di programmi sulle esperienze umane. Ho sentito Elide Pizzi a Radio Alfa spiegare come fare il brodo buono, quello in cui si mettono pezzi di carne di diversi animali. Lo ha fatto con quel tanto di cuore e sensibilità che mi -e ci- sembrava di stare lì. Che bello il “bello della radio” : che ci sembra di stare lì!
La radio: cento anni e sempre modernissima. Radio nazionale, internazionale, locale, mondiale. I grandi conduttori televisivi ora in voga si sono formati alla Radio da Carlo Condi ad Amadeus. Anni eroici ed epici in tutta Italia quelli delle Radio Libere che hanno segnato un’epoca, fantastici quegli anni Settanta e Ottanta. Radio che non si è mai piegata a poteri forti tecnologici e che anzi ha adeguato e assoggettato rendendosi più moderna dalle frequenze al digitale. Pensate al ruolo di radio locali nel secolo brève e delle frequenze internazionali ai tempi della guerra tipo Radio Londra. Qui Radio Londra. Da noi grandi esempi di storicità e modernità da Radio Bari a Radio Trieste, da Radio Palermo a Radio Milano e via geografando. Venendo ai nostri giorni vi devo aggiornare su una esperienza di questi mesi. Comincio con i complimenti che di solito un giornalista non dovrebbe fare almeno all’inizio, ma qui facciamo parlare il cuore oltre alla storia. Bravi quelli di Castel Goffredo, molto apprezzabile la scelta di rilanciare la Radio, Radio Alfa, emittente storica del Mantovano. Nell’anno in cui celebriamo il secolo di vita della radio in Italia, nata il 6 ottobre 1924, grazie -notoriamente grazie- a quel coraggioso uomo di scienza e tecnica che di nome fa Guglielmo e di cognome Marconi, e grazie all’indovinata miscela di contenuti che da subito la radio italiana ha messo in onda tra musica e avvertimenti, concerti e bollettini, spettacolo e notizie, soprattutto di pubblica utilità.
Bene a Castel Goffredo grazie alla sensibile lungimiranza del nuovo parroco don Paolo Azzini, e alla disponibilità di un gruppo di giovani e meno giovani, a cominciare dall’esperto direttore Daniele Guidetti, una vita in redazione e in studio e tra le radio, si punta e si rilancia sulla e della radio, Radio Alfa. Una radio che accompagna, una radio che serve alle comunità per capirsi, per raccontarsi. Mica poco!
Che tuffo nel futuro, e un po’ nel passato. Quando Daniele mi ha chiamato non ho avuto un secondo di esitazione. Certo che vengo a Castel Goffredo, un po’ perché a Castello ormai mi trovo quasi come in una seconda casa da quando grazie a Luciano Ghelfi ho cominciato a seguire il celebre Premio Acerbi e dove ho trovato nuove amiche e amici cominciare da Simona Cappellari e- Tiziana Pradella e tante altre consigliere e consiglieri della Fondazione, e un po’ perché avevo proprio voglia di respirare le stanze di una radio. Come quelle -che ricordi- di Radio Zero a Suzzara, ai tempi dell’indimenticato ed indimenticabile Giordano Cucconi, che aveva una culto della notizia e della cronaca una dedizione e un mestiere da segnalare all’intera categoria dei giornalisti, e poi i ricordi delle trasmissioni di Radio Delta officiante il tecnologico Genitrini, due radio allora solo a Suzzara. E poi in giro per la provincia tante altre, appunto come Radio Alfa, il cui nome già segnalava una certa principalità.
Con Daniele Guidetti e Alessandra Taraschi, che segue palinsesto e trasmissioni insieme con altri giovani e collaboratori, ricordiamo i bei tempi passati ma soprattutto il valore della radio nella vita della comunità oggi e domani, verrebbe da dire. Uno strumento solido e moderno che non è mai stata “sorella povera” della televisione semmai la sorella maggiore e piena di insegnamenti negli anni dell’avvento del teleschermo. Bravi a Castel Goffredo, dunque. Molto bravi. Com’è noto la radio si sposa molto bene con il digitale e con la rete, la radio ti accompagna con rispetto e affetto, le voci della radio diventano sostegno e incoraggiamento, diventano racconto e sogno, spiegazione e ragionamento. Mica poco. Ricordo la pagina degli spettacoli al giornale e l’elenco della radio libere cosiddette libere, e mi sa anche di fatto, e c’era tra i vari loghi anche Radio Alfa.
Nata proprio nel 1977, il giorno 1° dicembre, anno e tempi di grande subbuglio sociale, scolastico e giovanile. Un primo nucleo di volontari e appassionati si mise al lavoro tra fili e mixer, tra dischi vinile e microfoni a fuso, coordinati da don Adriano Zanca, allora parroco di Castel Goffredo. Poi vi passarono generazioni di ragazze e ragazzi, tra cui Giovanni Telò, storico, giornalista e prete, ora a Quistello, ma originario di Castello e adesso direttore responsabile per la parte informativa giornalistica. Avevo voglia di rituffarmi nell’atmosfera, nei colori e tra gli strumenti e gli scaffali di una radio. E le attese sono state premiate. Targhetta in strada, porta che apre ad un ambiente di incontro e di circolo ricreativo come si sarebbe detto allora, un biliardino, ragazzi che giocano un bar e gente che festeggia e poi una porta e le scale e poi si arriva al primo piano con le targhe più grandi e l’ingresso a vetri con telecamera e citofono a composizione numerica. E che scherzi?! Mica come negli anni Settanta quando dovevi chiedere chi ha le chiavi: “Chi mette l’ultimo disco? Chi va via per ultimo lasci le chiavi in canonica!”
Entri e varchi la porta a vetri e senti subito il profumo della radio, dei dischi, dei microfoni e non vedi l’ora di sentire la messa in onda. Cartelli incoraggianti: on air, in onda. Daniele mi ha chiamato per parlare del libro sui segreti mantovani ma data l’atmosfera la chiacchierata si è trasformata in una bella carrellata sulle tappe della vita professionale ed esperienze varie di un giornalista di provincia capitato a fare i servizi al Tg1 delle 20 sul finire degli anni Ottanta. E così i minuti radiofonici sono filati via quasi come una cascata di canzoni orecchiabili e sull’onda, mai parola sarà così consona, dei ricordi personali e collettivi. Eh, la radio! Vi immaginereste un viaggio o uno spostamento in auto senza la radio?! Inconcepibile anche per le fantasie più fervide. Vabbè adesso in auto c’è praticamente un sistema cosiddetto di infotainment che potrebbe far invidia a certi schermi della Nasa, ma il piatto forte e la colonna insostituibile di questa piattaforma è la radio, le sue frequenze e i suoi canali. Basta un tocco o una emissione fonetica gutturale -dicesi comando vocale- per ascoltare musica o un dibattito scientifico, per passare da un programma culturale con lettura viva e vivida di testi letterari ad una cronaca sportiva dal ciclismo al calcio, dallo sci alla pallanuoto e grazie al racconto ti sembra di stare allo stadio, in vasca o sulle piste. Miracoli e magia realissima della radio.
Daniele Guidetti viene da Castiglione delle Stiviere, una terra ricca di esperienze in fatto di radio al confine col Bresciano e adesso sta rilanciando programmi e rubriche, appuntamenti e approfondimenti, con finestre e dirette. Tra le altre firme a Radio Alfa c’è Elide Pizzi nota esperta di tradizioni e folklore mantovano a cominciare dall’enogastronomia, ma anche abile e sensibile conduttrice di programmi sulle esperienze umane. Ho sentito Elide Pizzi a Radio Alfa spiegare come fare il brodo buono, quello in cui si mettono pezzi di carne di diversi animali. Lo ha fatto con quel tanto di cuore e sensibilità che mi -e ci- sembrava di stare lì. Che bello il “bello della radio” : che ci sembra di stare lì!
Fabrizio Binacchi

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